da oggi iniziano anche le pubblicazioni on line di racconti. Salutiamo Maura con affetto.
Panini imburrati di MaurarockIl viaggio sarebbe durato dodici ore e benché la fame fosse l’ultimo pensiero, la premurosa zia si svegliò presto quella mattina e chiuse la porta della cucina dietro di sé.
Consegnò alla ragazza un sacchetto pesante e unto. Conteneva dieci panini. Facendo un calcolo approssimativo, la fame poteva venire ogni ora.
Alla stazione dei pullman le persone sbaciucchiavano gote fredde, le lacrime facevano riflesso e rovinavano trucchi elaborati su facce assonnate, i panini se ne stavano ben stipati nel sacchetto senza nemmeno un movimento.
Ci si deve salutare, arriva sempre quel momento.
L’abbraccio è solo una scusa per fermare un istante. Quando stai male, vuoi sfuggire al dolore. L’abbraccio è lo scavare nel sentimento, l’incatenarsi ad un momento che esige partecipazione e pretendere che l’escavazione non comporti dolore. La ragazza aveva una faccia vuota, come se le avessero rubato l’espressività per scherzo. Si issò faticosamente sul pullman, prendendo posto vicino al finestrino. Era evidente che soffrire in quel momento era una battuta essenziale in un dramma seriale.
I panini attendevano la decapitazione, ma la ragazza rischiò il tracollo emotivo, quando scoprì che l’imbottitura consisteva in una cospicua spalmata di burro.
Niente di più disgustoso, niente di più immeritato. Piagnucolava in silenzio, sentendosi vittima di un pranzo e di una cena saltata, di una colazione che non le spettava di diritto.
I rumori della masticazione degli altri passeggeri, tuonavano nella sua mente. Bocche che si schiudevano e azzannavano inermi mele rosse, fauci grondanti di bava schiumosa che sezionavano fette di prosciutto affumicato, bambini che tracannavano litri di latte corretto con cioccolato e cereali e zucchero pro diabete, dolci che venivano passati tra mani e mani, come i bigliettini di un compito in classe, acqua acqua e ancora acqua per far scivolare fino ai piedi i grandi sassi commestibili, beveraggi fumanti che provocavano aliti dagli odori indescrivibili, risatine accompagnate da sbrodolamenti di salse, cibo che non solo sazia, ma stringe un legame con il paese d’appartenenza, ultimo ricordo della propria nascita. No panino, no party.
5 Commenti
Benvenuta Maura.
Maura grande!!!
bel racconto.
Brava Maura!!!!
ehi grazie mille
)))