Pezzo metropolitano di Paola Silvia Dolci./di stato febbrile picco 39 gradi Celsius:
interrogazione circa il Dolore Fisico delle Orbite;
quell’inusitato stato di coscienza che mi affonda. /
LA SCHIUMA DEI GIORNI
/come lo yogurt.
Dalla dedica: Per me, ciccino mio.
Se credessi nella metempsicosi, se credessi in qualcosa,
mi ritroverei a concupire d’esser la reincarnazione di Boris.
Rilancio: si è divertito molto di più lui a scriverne
di quanto mi diverta io, ora, qui, a leggerne
ma è sempre così.
Io mi alzo, tu ti, egli si alza,
noi, voi, essi, alziamo, alzate, alzano.
Pensi di uscire dal bicchiere?
Colin parla al topino, riordina verbi e frasi
per evitare di pensare alla ragazza del suo migliore amico;
Colin come Cerentola poi
La porta sbatté dietro di lui
con un rumore di mano nuda su una chiappa nuda.
…
‘Sarà meglio che pensi ad altro…
Supponiamo per esempio che adesso
io vada a spaccarmi il naso sulle scale.’
Ma:
La porta che dava sull’esterno si richiuse dietro di lui
con un rumore di bacio su una spalla nuda.
Ecco.
Colin compulsa velocemente per mettere ordine fra cose
che giocando a mondo in libera associazione
descrivono esattamente per come è
o per come tutti abbiamo pensato.
Tutti abbiamo pensato, almeno una volta,
almeno da piccoli, che il papa –l’arcivettovo-
sbatacchiasse tre volte la testa sul pavimento
anziché baciare il suolo.
Questa è una bella cosa da rubare
anche se ripete sempre e sempre e continua in tutto il libro
con quelle strisce gialle e viola, quasi un’ape,
mentre si sbaglia: perché i miei colori preferiti sono sì viola
ma poi arancione.
Così, mentre ascolto Johnny Hodges,
inspiegabile e perfettamente sensuale
The mood to be wooed,
come scalda l’aria credo che sia carica d’amore.
Io so che in tutto questo
-avrà effetto nel lungo termine
come sempre quando sfoglio Vian-
annida un qualcosa di agghiacciante.
Il processo d’invecchiamento, per esempio, è perfetto:
‘Non lo so. Mi sembra di stare invecchiando. ‘
‘Fammi vedere il passaporto. ’ disse Alise.
Nicolas si mise a frugare nella tasca interna,
dove teneva una pistola.
‘Eccolo’ disse.
Alise aprì il passaporto e impallidì.
‘Quanti anni avevi prima?’ domandò a bassa voce.
‘Ventinove…’ disse Nicolas.
‘Guarda un po’ qua…’
Nicolas fece il conto. Risultava trentacinque.
E mi va: elargire mance immeritate
perché qualcuno le beva alla mia salute,
brindate alla mia salute ne ho bisogno, sono cagionevole.
Perché è agghiacciante veder morire Chloé
a causa di una ninfea al polmone destro.
-
Mentre annoto che
i semi d’anguria sono coccinelle sul pavimento
congedo LA SCHIUMA,
improvviso un baciamano
à LA TENTAZIONE DI ESISTERE, tanto non guarisco:
masturbazione e tubercolosi questa è la sorte del poeta.
Per svilupparsi la prosa richiede un certo rigore,
uno stato sociale differenziato e una tradizione:
è premeditata costruita; la poesia sgorga, è diretta,
oppure totalmente artificiale;
appannaggio dei trogloditi e dei raffinati
(ora, io, sarò più troglodita o più raffinata?)
non fiorisce che ai margini della civiltà,
la precede oppure la segue.
Mentre la prosa esige un genio maturo
e una lingua cristallizzata,
la poesia è perfettamente compatibile
con un genio primitivo e una lingua informe.
Giusto.
Cioran mi esercita una pressione militarista,
ad ogni costo va impedito di vivere e morire in pace
a coloro che hanno troppo buona coscienza.
Mi chiama alle armi, che devo fare.
Lo ridimensiono a Jean Sol Partre ma lui niente,
verbalizza il mio amore per il popolo russo
in realtà i Russi non pensano, deflagrano,
per il popolo spagnolo, la mia simpatia per gli ebrei.
Mi riconosce tanto sciocca che almeno poterlo scrivere
mi fa sentire meglio. Questo poi lo devo urlare:
Il letterato? Un indiscreto che svilisce le sue miserie,
le divulga, le ripete fino alla nausea:
la spudoratezza è la sua regola, egli si offre.
…
I sentimenti espressi sono una sofferenza per l’ironia,
uno schiaffo all’umorismo.
…
Un libro: una perdita d’innocenza,
un atto d’aggressione,
una riedizione della nostra caduta,
una barbarie nei confronti della nostra intimità,
una profanazione, una sconcezza.
Ecco. Che devo fare. Lo ridimensiono a Jean Sol Partre
e nel perdurare degli stati febbrili oso alternargli Flaubert 
proprio L’EDUCAZIONE SENTIMENTALE.
La rappresentazione universale dell’amore possibile,
intravisto e sognato. E non vissuto.
Che quiete, il perfetto libro da spiaggia (anatema!)
e non ci sarà una pagina che non sarà salata;
lettura sull’arenile.
A furia di applicarmi ai francesi quando ho caldo
mi assale la voglia di Parigi e di una colazione
consumata in un salotto. Oppure: tutti gli anni,
al tempo delle prime foglie, per parecchi giorni di seguito
se la svignava la mattina, faceva lunghe camminate
attraverso i campi, beveva il latte nelle fattorie,
scherzava con le contadine,
s’informava del raccolto
e tornava con cespi d’insalata nel fazzoletto.
E volendo finire il capitolo prima di tuffarmi:
le donne avevano un languore negli occhi
e quella tinta di camelia
che la spossatezza dei grandi calori
dà alle carni femminili.
Emil: io mi inebetisco come suggeriva Pascal;
mi accoccolo su M.me Arnoux questo personaggio
che resiste ad ogni tentativo di narrazione
come insegna Brooks,
non si muove e non conosce mutamenti.
Mi inebetisco perché anche se ne ho fin sopra i capelli
di personaggini femminili (anatema!)
mi lascio cullare dallo stile
e da quel leggiadro sadismo di Gustave
che osservo infliggere ogni carico di frustrazioni
al protagonista, Frédéric.
Grazia, Levità.
Frédéric nevrotico,
Frédéric Moreau è già il nostro anonimo ognuno.
Emil io mi inebetisco altrimenti dovrei definire singolare
quest’abitudine di chiosare, imbrattare,
le pagine dei miei libri
proprio come se stessi chiacchierando con l’autore.
Don Chisciotte. Ho speso un’intera notte
nel terrore della morte. Certa del mio prossimo decesso
ero sconvolta da elementi, giustamente, ininfluenti:
non mi sarei mai perdonata di non aver terminato
Il Maestro e Margherita –è così bello che non riesco,
lo amo tanto- ; non mi sarei mai perdonata
di non aver steso nulla di dignitoso.
Ipotesi di racconto: voce narrante la morte;
Parla di me.
Folleggiare con le variabili: se amplifico lo spazio
riduco il tempo. Penso al deserto.
Incipit: è la morte che sa tutto di noi.
Emil ci sono cose che vorrei incidere su un monile
da indossare sul corpo come
immaginandosi di avere dei simili.
Ecco.
[In corsivo brani tratti dai testi:
La schiuma dei giorni, Boris Vian;
La tentazione di esistere, Emil Cioran;
L’educazione sentimentale; Gustave Flaubert]