Archivi Giornalieri: Gennaio 30th, 2008


Martin Millar :Fate a New York
Fazi Lain – Collana: Lain

Fate a New York è un’improbabile, meravigliosa, onirica fiaba sull’amicizia, l’amore, il caos e la musica rock. Un romanzo profondo quanto solo una fiaba può esserlo.
Morag e Heather, due fatine punk scozzesi, si ritrovano catapultate senza sapere il perché a New York, nell’appartamento di Dinnie, il peggior violinista del mondo e “nemico sovrappeso dell’umanità”, dopo un rave a base di whisky e funghetti magici di cui ricordano ben poco, e gli vomitano sul tappeto. “Non ti preoccupare”, dice una, “Il vomito di fata avrà sicuramente un sapore dolce per gli esseri umani”.
Questo il surreale inizio di Fate a New York del genio underground Martin Millar. Rinnegate dalla propria madrepatria per il loro rifiuto dei dogmi dell’essere fata e per l’aver tentato di sovvertire l’ordine del mondo delle fate suonando i riff dei Ramones sulle loro arpe, Morag e Heather non vedono l’ora di godersi la loro ritrovata libertà. Ma il piano si rivela più difficile di quanto sembra e le due intruse sono presto costrette a scappare dalle gang di fate italiane, cinesi e negre che bazzicano dalle parti di Central Park.
Gli umani di questa favola non sono però meno strani delle due “fantastiche” ribelli. Kerry, la vicina di Dinnie, sta lavorano a un “alfabeto di fiori” che spera di usare come arma per persuadere Cal a insegnarle tutti gli assoli di chitarra della storica rock band dei New York Dolls. Gruppo che fa da “colonna sonora” a tutto il libro, con un inaspettato cammeo da parte del loro leggendario leader, Johnny Thunders, che scende dal paradiso alla ricerca della sua vecchia Gibson del ’58. Poi c’è Magenta, una barbona che si crede Senofonte; la fata Regina della Cornovaglia, una magnate in guerra con un gruppo di fate guerrigliere rivoluzionarie e tanti altri personaggi che sono tanto fiabeschi quanto una metafora di quella realtà che Millar sa cogliere così bene.
L’autore riesce magicamente a tessere una tela che collega perfettamente queste storie così diverse tra loro, mischiando l’umorismo a una personalissima e tagliente critica sociale, incarnata straordinariamente da quella musica “estrema” che le due fatine amano tanto.

Martin Millar è un autore di assoluto culto, ha scritto vari romanzi, che sfuggono assolutamente a qualsiasi definizione, dai titoli curiosi come Milk, Sulphate and Alby Starvation, Suzy, Led Zeppelin and Me e Love & Peace with Melody Paradise, di cui vari tradotti all’estero. Nel 1999 Millar ha vinto il prestigioso World Fantasy Award. Fate a New York è il suo titolo di maggiore successo, apprezzato da autori come Neil Gaiman e tradotto in mezzo mondo.
Kate Moss ha acquistato i diritti cinematografici del libro.


“NATA CON I PIEDI NEL SANGUE” di ELISABETTA BILEI

IL LIBRO
Rannicchiata nel grembo materno, giorno dopo giorno, una figlia osserva il mondo come da un periscopio. Scruta all’orizzonte le persone, le cose, gli affetti che di lì a poco faranno parte della sua vita; capta gioie, trepidazioni, tristezze che la attraversano; perlustra gesti e abitudini quotidiane all’apparenza insignificanti.
Claudia e Francesco non sanno ancora che è una bambina, sanno solo che hanno desiderato un figlio con tutto il cuore, che hanno fatto di tutto per averlo e che adesso l’hanno concepito. Ma l’evento tanto atteso porta con sé emozioni e turbamenti inaspettati, imprevedibili. Claudia è sommersa da un mare di ricordi, non tutti felici, come la morte del padre e la tragica scomparsa di Alice, la sua migliore amica. Francesco deve fare i conti con il senso di inadeguatezza e le responsabilità che lo aspettano, mentre parenti e amici bussano alla porta in una coralità affettuosa ma a volte un po’ invadente.
Lo sguardo della piccola esplora e annota tutto in un diario di bordo fluido, intenso, ricco di dettagli di vita vissuta: la passione dei genitori, la gioia dell’annuncio, le nausee, le ecografie, gli sbalzi ormonali, fino al doloroso epilogo a cui allude il titolo del libro. Alla sua seconda prova narrativa, la giovanissima autrice cattura con una scrittura rapida e incisiva il susseguirsi di avvenimenti piccoli e grandi, riuscendo a prendere alla gola il lettore e a farlo commuovere, sorridere, immedesimare.

L’AUTRICE
Elisabetta Bilei (Mestre, 1986) vive a Favaro Veneto, in provincia di Venezia. Appassionata di musica, scrittura, pittura e teatro, ha fatto parte dell’orchestra “I flauti di San Marco”, con la quale ha compiuto numerosi viaggi. Frequenta il corso di laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Padova. Collabora a vari portali culturali e riviste letterarie. Nel 2005 ha pubblicato il suo primo romanzo breve, Caffè Valeriana Vomito Sigaretta.

L’ASSAGGIO
«Io sono qui, a guardarvi dalla finestra. Mi hai cercata oltre le nuvole ma io ero anche più in là. Ora, però, sono qui. Non sarai più sola, è scoccata la scintilla che mi ha dato la vita. Il mio viaggio è iniziato così. Voglio che tu lo sappia, perché un giorno potresti chiederti cosa mi passava per la testa, e voglio che a questa domanda tu possa dare la giusta risposta. Da questa sera, in questo letto, c’è qualcosa di diverso, qualcosa di nuovo. Ci sono io. Saranno i nove mesi più belli della nostra vita.»
Sono gradite recensioni o interviste

Questo libro si legge con le lacrime agli occhi;lacrime di tenerezza, di tensione, di paura e amore. La scrittura è delicata e capace di trascinarti nelle pagine lette come una favola senza lieto fine.
Mi ha commosso davvero, esitando sulle pagine.
Complimenti all’autrice.

Per maggiori informazioni:

http://www.elisabettabilei.it
info@elisabettabilei.it

“NATA CON I PIEDI NEL SANGUE” di ELISABETTA BILEI
Marlin Editore
pp. 136
€ 10,90
ISBN 978-88-6043-036-6