Sabotaggio d’amore Di Amélie Nothomb
“Sabotaggio d’amore” è la storia della guerra surreale che impegna e allieta ifigli dei diplomatici stranieri a Pechino nel ghetto di San Li Tun, all’iniziodegli anni Settanta. Su questo sfondo si muove lo sguardo pungente dellaprotagonista, una bambina di sette anni precocissima, presa fra unasorprendente consapevolezza, le corse in bicicletta e la scoperta del primo,perturbante amore
Recensione di Anita
In Cina, nella Città dei Ventilatori (Pechino), viviamo con la piccola Amélie dai suoi 5 ai 7 anni, un periodo di “guerra” nel ghetto di San Li Tun – nei pressi del Viale della Bruttezza Abitabile.
E’ con infinita dose di tagliente ironia che parte e termina questo secondo capitolo della (mutabile!) lista di romanzi autobiografici romanzati. Verranno esaminate diverse sfaccettature dei temi più svariati: dal comunismo dei ventilatori, ai buoni sentimenti demoliti, alla guerra, all’amore…
L’acutezza delle osservazione di Amélie è sempre sorprendente, i suoi paragoni e le sue metafore sono unici e fanno pensare mentre strappano un sorriso.
Il romanzo è davvero intoccabile, non una parola di troppo, non una mancante. Le domande che ci si pone durante la lettura avranno tutte una risposta durante il racconto. A un certo punto, si potrebbe pensare che la guerra e il razzismo presenti, siano accettabili per via della narrazione di una bambina, ma ogni cosa presente nel romanzo è un pezzo del puzzle che verrà messo insieme alla fine, con risoluzioni mai scontate, con sempre la sensazione che quello che vivono i bambini del ghetto, sia una enorme metafora dei comportamenti umani.
Quando compare la figura di Elena poi, diventa assolutamente irresistibile. Si riderà e si soffrirà per le paturnie di una Amélie che scopre nuovi lati di sé stessa ad ogni pagina, ad ogni osservazione del mondo. Ogni interazione con Elena, comporterà sconvolgenti cambiamenti e l’egocentrismo universale presente in Metafisica Dei Tubi, verrà demolito ben presto.
L’unica cosa che può spaventare di questo romanzo è che è scritto con una maestria dialettica talmente eccezionale che ci si ritrova a segnarsi parole che non sono di uso comune, che Amélie sempre dispensa nei suoi romanzi, ma che in questo sono presenti in particolar modo. E’ anche preferibile avere una certa conoscenza della Cina politica e del comunismo, per cogliere appieno dell’ironia della nostra.
Insomma, davvero impeccabile e di altissimo livello. Intrattenimento di qualità in contenuto, stilisticamente colto e narrativamente intelligente.