T’hannu ‘ttaccatu ‘ntrallu sangu!” Recensione di Anita Blake, cordinatrice di un gruppo di lettori su Anobi.

Amo questo titolo. Nel senso, proprio il titolo del libro: “Io ti attacco nel sangue”! Ha un suono così violento. Ancora lo ripeto a voce alta.
Veniamo al libro. Per prima cosa, se siete stati attirati dall’estratto presente nel retrocopertina, sappiate che non c’entra assolutamente nulla con il libro, che questo sia ben chiaro (anche se Billy Corgan è effettivamente e oniricamente presente, sia come citazioni di canzoni degli Smashing Pumpkins, sia come personaggio in qualche breve capitolo).
Clara Nubile ha scritto un libro davvero particolare, un miscuglio di generi se vogliamo. Il romanzo è infatti fondamentalmente una storia gotica, mascherata da narrativa popolare (consigliato agli amanti del Salento) nel mezzo, mascherato da romanzo d’amore all’inizio. Tante tracce, tanti indizi presenti in una storia che si rivela essere un intrigo che, omaggiando i flashback in india, si può paragonare alla dea Kali: tante braccia come tante sono le voci presenti, che si uniranno nell’inaspettato finale. Così realistico e semplice da rimanere spiazzati, forse spaventati.
Tante voci presenti, in quanto è un romanzo corale, narrato in prima persona, ma con il cambio di prospettiva. Ma non è tutto, in quando non solo Clara Nubile darà voce ai protagonisti della vicenda, ma le voci narranti potranno essere… beh, qualsiasi cosa faccia parte della storia. Persino un oggetto, persino un cane, persino un fascio di ortiche…
Si vive tra Bologna e il Salento, con vari rimandi all’India. Ma è il Salento a farla da padrone, con la descrizione dei suoi paesaggi e del suo mare, con la presenza del dialetto e della sua musica, specialmente la pizzica e la danza delle tarantate (reali o immaginarie che siano).
Nonostante alcune parti che possono annoiare per la ridondanza di informazioni, quando ci si aspettava invece ben altro tipo di rivelazioni, è un romanzo che lascia molto dopo averlo terminato. Senz’altro deve la sua carnalità nel suo essere una storia italiana, una storia tra il vecchio e il nuovo, dove le tradizioni e la superstizione e il soprannaturale riescono a sconfiggere la modernità.

codice ISBN-13: 9788876250088
Editore: Lain
Data di pubblicazione: Jan 01, 2005

Un Commento

  1. Quest’anno il Grande Fratello diventa un condominio, ma se un condominio qualsiasi diventasse il Grande Fratello?
    Condominio reale è il libro che ribalta il concetto di reality show.

    Milano, marzo 2008 – Il delirante spettacolo della quotidianità messa a nudo, questo il cuore di Condominio reale, nuovo romanzo di Vito Ferro, in uscita a marzo per Edizioni di Latta. Un attualissimo scorcio di paradosso ambientato in un condominio, preso d’assalto dalle telecamere di un reality show. Un romanzo che, oggi, vede le sue scene migliori prendere casualmente corpo tra le mura del condominio del Grande Fratello 8.

    Scritto e stampato con cinque mesi di anticipo rispetto all’annuncio che la celebre casa del Grande Fratello sarebbe cresciuta fino a diventare un condominio, il romanzo ha insieme il sapore ironico dell’intuizione spettacolare e quello amaro del decadimento dello spirito umano, esplorato, ridicolizzato, gonfiato di prevedibilità dalla penna sferzante di Vito Ferro.
    L’intuizione felice che ha portato alla nascita di questo arguto romanzo aggiunge realismo ad ogni pagina, ad ogni caratterizzazione dei personaggi, mentre trova un corrispettivo inquietante nella realtà più attuale: il Grande Fratello 8 ha appena aperto le porte ai nuovi concorrenti, scegliendo come location della nuova edizione proprio un condominio, con stupefacenti richiami al romanzo pubblicato da Edizioni di Latta. La fantasia anticipa dunque la realtà, arrivando a concepire e disegnare con precisione una eventualità – la perdita di ogni residuo di privacy – che l’uomo irride ma non esita a mettere in pratica nel nome della fama. Esattamente come nel romanzo del giovane autore torinese, anche nel condominio del Grande Fratello è rappresentata una piccola Italia, un microcosmo che delinea i tratti più veraci della nostra società; nonostante sia il grottesco a farla da padrone, si fa spazio tra le pagine un’importante nota di speranza, che si materializza nella figura sana e savia del protagonista, il timido Ale, sarcastico spettatore della guerra per la conquista dei riflettori che si consuma sotto i suoi occhi, tra le pareti di quella che dovrebbe essere la culla del privato mondo di ognuno.

    I dettagli della trama…
    L’indolente Ale, la bella Amanda e il misterioso signor Denti sono gli unici a non aver esultato alla proposta di finire in tv. L’intero condominio ha invece accettato con entusiasmo di diventare il set di un reality show, aprendo le porte di ogni appartamento alle telecamere che racconteranno la quotidianità del “Condominio reale”. Un palazzo invaso dai microfoni e dalle telecamere, l’agghiacciante umanità che lo popola e i giochi feroci a cui si sottopone fanno da sfondo alla storia del protagonista ribelle, che si è sottratto all’occhio indiscreto del pubblico. La televisione descritta da Vito Ferro è regista di una competitività senza limiti e senza pietà, le cui regole implacabili suggeriscono all’autore il sagace calambour homo homini tv colours.

    …e dello stile

    Il racconto si snoda fluido, strutturato in siparietti esilaranti, che illustrano con linguaggio agile la vita negli appartamenti e nei piani, attraverso descrizioni veloci, immagini dissacranti, parole che trasmettono la sensazione di essere spiati e frugati nell’intimo. Un’amabile invenzione narrativa, premiata dall’imprevedibilità della realtà.


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