A maggio esce in libreria per Orecchio Acerbo Il racconto del lombrico, un racconto in versi di Nino De Vita, uno dei più autorevoli poeti contemporanei che questa volta si rivolge ai bambini.
Un racconto, pubblicato con a fronte il testo originale in dialetto siciliano, sui mali della giustizia e della democrazia, una parabola semplice e immediata contro la demagogia e la scorciatoia dei capri espiatori, ma anche contro la pena di morte.
Parla con la voce della poesia ai bambini. “E ccu è c’u sapi, forsi era ‘nnucenti” “E chi lo sa, forse era innocente”. Il protagonista del racconto, quell’unico e solitario lombrico che vive nell’orto con gli altri animali viene accusato di mangiare la terra. Chiamato a rapporto dagli altri animali dice: “Sì, mi nutro mangiando la terra”. “A morte” fanno gli altri. E, in effetti, il lombrico viene condannato a rimanere nell’orto e a non mangiare più la terra, finché, mancandogli il cibo di cui si nutre muore. Eppure dopo la sua morte… “Ma picchìnni ‘sta casèntula era pi’ vui nnucenti?” “picchì ‘u viddanu aeri, ma puru ‘sta matina arruvauàu ‘i chiantìmi ri àgghia e sparaceddu morti” “Ma perché questo lombrico era per voi innocente?” “Perché il contadino ieri, ma pure questa mattina ha trovato piantine di aglio e broccoletti morte”.

editore: orecchio acerbo

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