Pan Di Francesco Dimitri.
Recensione di Anita Blake.
ATTENZIONE: Questo libro crea dipendenza.
E’ uno di quei racconti che non si limita a porsi come nuova estensione della propria anima, del proprio cuore… ma ci si rende conto che è talmente motivato, interessante, ben scritto e magico, da dare l’impressione che sia sempre appartenuto in qualche luogo di noi. Che la sensazione che regala durante tutta la lettura, non aspettava altro che essere messa nero su bianco: Francesco Dimitri lo ha fatto. Francesco Dimitri è Sogno e Incanto che si incontrano nella Carne di questo romanzo, una perla unica e rara.
Quello che non è questo libro: Non è il remake di Peter Pan! Non si deve commettere il grave errore di snobbarlo perché magari non si apprezza la base del tutto.
Non è un’operazione commerciale, perché in questa modernissima (e allo stesso tempo antichissima) fiaba nera, si nascondono tantissimi significati. Gli amanti del (neo)paganesimo troveranno interessanti osservazioni e nuovi e originali punti di vista (Francesco Dimitri è esperto del genere), gli amanti dell’horror troveranno artigli e spade pronte a lacerare nel sangue, gli amanti del fantasy avranno fate e fauni con cui crogiolarsi, gli amanti dell’avventura resteranno semplicemente col fiato sospeso per tutto il racconto! Ma ci sono perfino aspetti sociali, sicuramente la censura vista attraverso i secoli (si va a toccare la Chiesa, passando per la tv e internet… compare persino YouTUBE mentre solo un paragrafo prima si parlava di antichi Dei: geniale!), o la questione dei bambini (Bambini Perduti, in tutti i sensi anche meno fantasiosi) e della loro sottovalutata voglia di riscatto e ribellione fin dalla giovane età. L’anarchia come via di fuga dal bigottismo. E tanto altro! Basta saper leggere tra le righe che di certo non si soffermano all’apparenza.
La narrazione ha come basi portanti dei protagonisti con nomi che richiamano quelli del Peter Pan originale, quindi troveremo i famosi: Michele, Giovanni e la Meravigliosa Wendy (la Magica protagonista ha un nome d’arte, come escamotage per non essere italiano). Uniti ad altre controparti, delineate in modo interessante e alternativo, mai scontato.
Ma uno dei “personaggi” portanti della storia è Roma. La capitale dai mille volti, non si limita a fare da sfondo alla storia, ma la sua presenza è così forte che il romanzo non potrebbe essere ambientato in nessun altro luogo, si amalgama alla perfezione… e riserverà sorprese continue che è bene non rivelare, meglio scoprirle diventando un po’ Sciamani continuando a leggere…
Colpi di scena in continuazione, sorprese inaspettate, ma soprattutto Meraviglia! Appena si pensa che oramai tutte le cartucce siano state sparate, ecco che il racconto usando il culo come timone prende subito una direzione inaspettata e riparte meglio di prima, magari dopo aver lasciato il lettore con il fiato sospeso dopo un capoverso messo in pausa proprio durante una scena madre, per tornare a parlare di altri personaggi. Personaggi che interagiscono tra loro anche quando, inconsapevolmente, sono distanti. Semplicemente fantastico, una sensazione di unione e senso completo di avventura.
E’ il romanzo stesso la Meraviglia.
La voce narrante è anch’essa dinamica. Si adatta su ogni fronte. Segue lo stile del personaggio, quindi sarà cattiva e con poche censure quando ruota attorno ai villains di turno, mentre ammiccherà una gotica rappresentazione dei Bambini Perduti o di Wendy e Michele, con l’uso di una lirica sempre in bilico tra il sognante e il freddamente cinico. Con Giovanni, invece, si avranno riflessioni più realistiche e schematiche che renderanno, insieme al personaggio di Giada, incredibilmente affascinante la prima parte del romanzo, una continua scoperta di dettagli che si vanno a sommare. Tutto dosato alla perfezione, una narrativa potente, mai stanca, che cresce anzi, di pagina in pagina: impossibile staccarsi una volta cominciato il romanzo.
Chi alla Meraviglia chiude gli occhi, di morte sente tredici rintocchi
Tantissime, davvero tantissime altre cose ci sarebbero da dire (ad esempio, contiene geniali citazioni assolutamente cult per la generazione attuale), ma il libro è stato fortunatamente già scritto, sarà lui a raccontarle…
Buona lettura!
Capolavoro.