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Monthly Archives: ottobre 2007


31 Ottobre è stato scritto da Glauco Silvestri, scrittore esordiente, che potrete trovare qui ,blog personale, o qui , nato in occasione della pubblicazione di questo libro e poi trasformato in blog di informazioni utilissime per aspiranti scrittori.
La vicenda si svolge a Bologna, dove, nello stesso giorno (il 31 ottobre, appunto), vengono rinvenuti diversi cadaveri di giovani squartati nella pancia; nessuna traccia di sangue né dell’assassino, solo un insolito gatto nero, testimone di questi avvenimenti agghiaccianti. Su questi omicidi indagano un Tenente dei Carabinieri e una giovane donna della Scientifica. Eppure alcuni indizi fanno pensare a rituali celtici, da cui la festa di Halloween ha preso origine.
Il tutto scritto in un linguaggio chiaro, coinvolgente e ricco di dettagli. Profonda la conoscenza del tema trattato (insomma: ha fatto i compiti!).
Compratelo e leggetelo se:
1) vi piace leggere e vi piacciono le storie coinvolgenti e ben narrate;
2) vi piacciono o siete incuriositi dai miti e rituali celtici ed in particolare Halloween;
3) vi piace l’atmosfera di Halloween;
4) vi piacciono i racconti noir e polizieschi, ma cercate qualcosa di originale;
5) siete di Bologna, state per recarvi a Bologna o semplicemente volete saperne qualcosa di questa città (la descrive così bella che mi è subito venuta voglia di andarci!);
6) siete alla ricerca di autori nuovi e di talento.
Ma soprattutto, compratelo (e leggetelo) perché è veramente un bel romanzo e piacevole alla lettura e perché l’autore è un esordiente e ha bisogno di sostegno per emergere (meritatamente!), non potendo contare sulla pubblicità delle grandi case editrici.
Mi raccomando: acquistatelo subito perché è proprio il mese giusto per assaporarne l’atmosfera!

RECENSIONE DI Angelique Gagliolo

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Pezzo metropolitano di Paola Silvia Dolci./di stato febbrile picco 39 gradi Celsius:
interrogazione circa il Dolore Fisico delle Orbite;
quell’inusitato stato di coscienza che mi affonda. /

LA SCHIUMA DEI GIORNI
/come lo yogurt.

Dalla dedica: Per me, ciccino mio.
Se credessi nella metempsicosi, se credessi in qualcosa,
mi ritroverei a concupire d’esser la reincarnazione di Boris.
Rilancio: si è divertito molto di più lui a scriverne
di quanto mi diverta io, ora, qui, a leggerne
ma è sempre così.

Io mi alzo, tu ti, egli si alza,
noi, voi, essi, alziamo, alzate, alzano.
Pensi di uscire dal bicchiere?
Colin parla al topino, riordina verbi e frasi
per evitare di pensare alla ragazza del suo migliore amico;
Colin come Cerentola poi
La porta sbatté dietro di lui
con un rumore di mano nuda su una chiappa nuda.

‘Sarà meglio che pensi ad altro…
Supponiamo per esempio che adesso
io vada a spaccarmi il naso sulle scale.’
Ma:
La porta che dava sull’esterno si richiuse dietro di lui
con un rumore di bacio su una spalla nuda.
Ecco.
Colin compulsa velocemente per mettere ordine fra cose
che giocando a mondo in libera associazione
descrivono esattamente per come è
o per come tutti abbiamo pensato.
Tutti abbiamo pensato, almeno una volta,
almeno da piccoli, che il papa –l’arcivettovo-
sbatacchiasse tre volte la testa sul pavimento
anziché baciare il suolo.
Questa è una bella cosa da rubare
anche se ripete sempre e sempre e continua in tutto il libro
con quelle strisce gialle e viola, quasi un’ape,
mentre si sbaglia: perché i miei colori preferiti sono sì viola
ma poi arancione.
Così, mentre ascolto Johnny Hodges,
inspiegabile e perfettamente sensuale
The mood to be wooed,
come scalda l’aria credo che sia carica d’amore.

Io so che in tutto questo
-avrà effetto nel lungo termine
come sempre quando sfoglio Vian-
annida un qualcosa di agghiacciante.
Il processo d’invecchiamento, per esempio, è perfetto:
‘Non lo so. Mi sembra di stare invecchiando. ‘
‘Fammi vedere il passaporto. ’ disse Alise.
Nicolas si mise a frugare nella tasca interna,
dove teneva una pistola.
‘Eccolo’ disse.
Alise aprì il passaporto e impallidì.
‘Quanti anni avevi prima?’ domandò a bassa voce.
‘Ventinove…’ disse Nicolas.
‘Guarda un po’ qua…’
Nicolas fece il conto. Risultava trentacinque.

E mi va: elargire mance immeritate
perché qualcuno le beva alla mia salute,
brindate alla mia salute ne ho bisogno, sono cagionevole.
Perché è agghiacciante veder morire Chloé
a causa di una ninfea al polmone destro.

Mentre annoto che
i semi d’anguria sono coccinelle sul pavimento
congedo LA SCHIUMA,
improvviso un baciamano
à LA TENTAZIONE DI ESISTERE, tanto non guarisco:
masturbazione e tubercolosi questa è la sorte del poeta.

Per svilupparsi la prosa richiede un certo rigore,
uno stato sociale differenziato e una tradizione:
è premeditata costruita; la poesia sgorga, è diretta,
oppure totalmente artificiale;
appannaggio dei trogloditi e dei raffinati
(ora, io, sarò più troglodita o più raffinata?)
non fiorisce che ai margini della civiltà,
la precede oppure la segue.
Mentre la prosa esige un genio maturo
e una lingua cristallizzata,
la poesia è perfettamente compatibile
con un genio primitivo e una lingua informe.
Giusto.

Cioran mi esercita una pressione militarista,
ad ogni costo va impedito di vivere e morire in pace
a coloro che hanno troppo buona coscienza.
Mi chiama alle armi, che devo fare.
Lo ridimensiono a Jean Sol Partre ma lui niente,
verbalizza il mio amore per il popolo russo
in realtà i Russi non pensano, deflagrano,
per il popolo spagnolo, la mia simpatia per gli ebrei.
Mi riconosce tanto sciocca che almeno poterlo scrivere
mi fa sentire meglio. Questo poi lo devo urlare:
Il letterato? Un indiscreto che svilisce le sue miserie,
le divulga, le ripete fino alla nausea:
la spudoratezza è la sua regola, egli si offre.

I sentimenti espressi sono una sofferenza per l’ironia,
uno schiaffo all’umorismo.

Un libro: una perdita d’innocenza,
un atto d’aggressione,
una riedizione della nostra caduta,
una barbarie nei confronti della nostra intimità,
una profanazione, una sconcezza.
Ecco. Che devo fare. Lo ridimensiono a Jean Sol Partre
e nel perdurare degli stati febbrili oso alternargli Flaubert 🙂
proprio L’EDUCAZIONE SENTIMENTALE.
La rappresentazione universale dell’amore possibile,
intravisto e sognato. E non vissuto.
Che quiete, il perfetto libro da spiaggia (anatema!)
e non ci sarà una pagina che non sarà salata;
lettura sull’arenile.
A furia di applicarmi ai francesi quando ho caldo
mi assale la voglia di Parigi e di una colazione
consumata in un salotto. Oppure: tutti gli anni,
al tempo delle prime foglie, per parecchi giorni di seguito
se la svignava la mattina, faceva lunghe camminate
attraverso i campi, beveva il latte nelle fattorie,
scherzava con le contadine,
s’informava del raccolto
e tornava con cespi d’insalata nel fazzoletto.
E volendo finire il capitolo prima di tuffarmi:
le donne avevano un languore negli occhi
e quella tinta di camelia
che la spossatezza dei grandi calori
dà alle carni femminili.
Emil: io mi inebetisco come suggeriva Pascal;
mi accoccolo su M.me Arnoux questo personaggio
che resiste ad ogni tentativo di narrazione
come insegna Brooks,
non si muove e non conosce mutamenti.
Mi inebetisco perché anche se ne ho fin sopra i capelli
di personaggini femminili (anatema!)
mi lascio cullare dallo stile
e da quel leggiadro sadismo di Gustave
che osservo infliggere ogni carico di frustrazioni
al protagonista, Frédéric.
Grazia, Levità.
Frédéric nevrotico,
Frédéric Moreau è già il nostro anonimo ognuno.
Emil io mi inebetisco altrimenti dovrei definire singolare
quest’abitudine di chiosare, imbrattare,
le pagine dei miei libri
proprio come se stessi chiacchierando con l’autore.
Don Chisciotte. Ho speso un’intera notte
nel terrore della morte. Certa del mio prossimo decesso
ero sconvolta da elementi, giustamente, ininfluenti:
non mi sarei mai perdonata di non aver terminato
Il Maestro e Margherita –è così bello che non riesco,
lo amo tanto- ; non mi sarei mai perdonata
di non aver steso nulla di dignitoso.
Ipotesi di racconto: voce narrante la morte;
Parla di me.
Folleggiare con le variabili: se amplifico lo spazio
riduco il tempo. Penso al deserto.
Incipit: è la morte che sa tutto di noi.

Emil ci sono cose che vorrei incidere su un monile
da indossare sul corpo come
immaginandosi di avere dei simili.
Ecco.

[In corsivo brani tratti dai testi:
La schiuma dei giorni, Boris Vian;
La tentazione di esistere, Emil Cioran;
L’educazione sentimentale; Gustave Flaubert]


C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo
Di Medina Reyes Efraim

Rep è una specie di eroe perseguitato dal destino, in fuga dalla realtàimmobile di Cartagena. Vuole cominciare una nuova vita, non importa quale, maintanto vuole dimenticare la ragazza che lo ha lasciato. Scappa perinconcludenti soggiorni nella metropoli, Bogotà, zigzagando fra le bombedegli attentati politici, le risse notturne, le sbornie e la noia.
Come Kurt Cobain, Rep si sente intrappolato in qualcosa che ovviamente non è il successo che portò la rockstar alla morte ma che comunque ha a che fare con il vivere in prima linea, sempre a due passi dal vuoto, sempre a due passi dal senso di una vita deliberatamente caotica. D’altro canto Rep ha una disperata vitalità che si esprime in performance erotiche, in passionali rapporti di amicizia, in maestosi accessi di ira e di gioia. Non c’è il buio in fondo alla sua strada ma un’ansia di liberazione che, beffardamente, si traduce anche in una sonora presa in giro del realismo magico sudamericano (le pene d’amore avrebbero a che fare con una carota surgelata carica di malefici…).
Cannibale, ma più autentico, vorticoso ma sapientemente strutturato, sboccato ma mai gratuito, questo romanzo è l’opera rock su una generazione che non si lascia etichettare.


Finalmente il seguito di uno dei miei libri preferiti. Lo attendevo e finalmente eccolo sul mio comodino. E’ in libreria dal 18 ottobre.Le scarpe Rosse di Joanne Harris,scrittrice che si riconferma per un romanzo straordinario, ricco di atmosfera e di suspense, pieno di vita, di emozioni e di magia. Un mondo unico, popolato da personaggi inquietanti e segreti oscuri in cui, con impareggiabile maestria, descrive lo scontro eterno tra bene e male.
Sono passati quattro anni da quando Vianne Rocher e sua figlia Anouk hanno lasciato Lansquenet. Hanno peregrinato di villaggio in villaggio, senza mai trovare stabile dimora. Con loro c’è anche la piccola Rosette dai capelli neri.Alla fine hanno trovato rifugio a Montmartre, a Parigi. Nell’anonimato della metropoli, Vianne ha aperto una cioccolateria. Di nuovo. Eppure tutto è diverso da prima. Ha abbandonato i tarocchi, gli incantesimi, la magia, il suo stesso nome. Finché nella loro vita non arriva una nuova amica, Zozie de L’Alba, la signora con le scarpe rosse. Ma Zozie non è quello che sembra.
Non vi svelo di più.
Le descrizione di uno dei quartieri più belli di Parigi è impareggiabile. Ora che è arrivato l’autunno, mi aggiro volentieri in questo angolo romantico. Fra pittori in cerca della loro musa, pasticcerie e negozi di souvenir,il cimitero di poeti e la cappella del sacro cuore che si erge fra le nuvole.

estratto:
«Forse è stato anche per via delle scarpe. Scarpe favolose, luminose, i tacchi alti, rosso rossetto, da bastoncino di zucchero candito, da lecca lecca, che risplendevano come tesori sull’acciottolato. Non si vedono scarpe del genere a Parigi. Non sulla gente normale, almeno. E noi siamo gente normale, o per lo meno mamma dice così, anche se, dal modo in cui si comporta, a volte non si direbbe.
Quelle scarpe…
Tac tac tac, facevano quelle scarpe rosso-caramella, e si sono fermate davanti alla chocolaterie mentre la loro proprietaria guardava dentro.»

Le scarpe rosse
L’eroina di «Chocolat» ha cambiato vita
Garzanti editore
Traduzione dall’inglese di Laura Grandi.
492 pagine
€ 18.60 (Lire 36015)
ISBN 978881160051-0

Recesione inviata da Daze.
La gonna strappatadi Rebecca Godfrey

Sara corre e quando comincia a correre non si ferma più. Sara cattiva. Sara purissima. Sara che è cresciuta nella Pleasure Family tra l’amore libero, le mani davanti agli occhi e le dita allargate, per sbirciare, giusto un po’. La sua più grande paura è dire in un momento di debolezza ‘ti amo’.
Sara è nata con la febbre. Una febbre che brucia dentro, la gela all’esterno. Una febbre che si riaccende quando incontra Justine, la ragazza dalla gonna strappata. Selvaggia e indomabile. Anche lei, come Sara, corre sempre, spingendosi sempre oltre, correndo nei vicoli più bui, nella Zona Rossa.
Trattieni il respiro e non te ne accorgi. Ti senti sporcata e salvata. Vivi e leggi di Case Azzurre le cui porte è meglio non aprire e hai paura. Senti il gelo della lama il calore della terra.
E’ un libro che dona tantissimo al lettore, è un’autrice Rebecca Godfrey generosa verso sa leggere.

Rebecca Godfrey Rebecca Godfrey è nata a Toronto e cresciuta a Victoria, British Columbia. La gonna strappata, la sua opera prima, è stato ai primi posti delle classifiche canadesi per quasi un anno, venendo nominato per l’Ethel Wilson Fiction Prize, ed è diventato un best seller anche nella sua edizione statunitense. Il suo secondo libro, Under The Bridge, basato su un fatto di sangue tra teenager realmente accaduto nei pressi di Victoria e di prossima pubblicazione presso Elliot Edizioni, ha vinto il British Columbia Award, uno dei maggiori premi letterari canadesi, ed è stato scelto tra le rivelazioni dell’anno dallo show di Oprah Winfrey. Dal 2005 Rebecca Godfrey si è trasferita a New York, dove sta lavorando a un nuovo libro e alla sceneggiatura cinematografica de La gonna strappata. Il suo sito internet ufficiale è http://www.rebeccagodfrey.com.

Video
Blog di Rebecca
La gonna strappata
di Rebecca Godfrey
Elliot Edizioni, Settembre 2007
219 pagine
ISBN 9788861920101

Recensione invita da Margherita Zannini.
Masada
Maria Grazia Siliato contiua a portarci, con questo libro in un passato vissuto anche nel presente.
Come nei suoi precedenti libri, vedi Caligula, ci fa apprezzare la storia senza che diventi noiosa anzi tenedoci in sospeso fino all’ultima pagina quasi ci aspettassimo un finale diverso da quello che invece non può essere cambiato proprio perchè storia.
Una grande donna che fa sua l’esperienza di vivere in una famiglia dove tante religioni si toccano e vengono a conoscersi e fondersi in un’idea che lei fa sua.
Una personalità versatile sia nello scrivere che nel saper intrattenere il lettore anche con semplici parole.
L’unione della storia di Masada nel 74 D.C. si intreccia con la storia di un anziano signore, Michel, che incontra una giovane donna, Catherine, a Gerusalemme. Catherine è fuggita dal suo mondo per trovare delle risposte e senza nessun motivo si è ritrovata a Gerusalemme. Ed è qui che incontra questo vecchio dal sapere infinito che le racconta tutta la sua vita e tutto il suo sapere. Il lettore scopre così una Gerusalemme ed un Israele visto dagli occhi di una persone che conosce le più piccole sfumature e non solo di Gerusalemme ma anche della vita stessa di cui da piccoli spunti a Catherine che incomincerà a farsi domande sul mondo e sulle verità e se le verità sono poi tali.
Il racconto della presa di Masada è scritto in modo esemplare e il lettore vive quelle ultime ore di passione con Ilan che ci narra la sua storia fino al momento in cui di nascosto penetra attraverso l’accampamento romano e si inerpica fino a Masada facendoci passare per ogni città che è caduta nelle loro mani. E’ in questa ultima notte che ci racconta la sua fuga, e la sua missione: nascondere un tesoro in diversi posti perchè non venga mai trovato, nascondere tutte le giare con i documenti dell’antica biblioteca in modo che un giorno possano essere ritrovati.
Tra i rotoli di Qumran e la decima legio romana ci prospetta la vita di allora, ci spiega chi erano gli esseni , che cosa poteva un popolo che se anche assediato continuava a credere e a vivere meglio di chi li assediava.
Un popolo che alla fine ha preferito morire che darsi in mano ad un nemico che lo avrebbe giustiziato senza giustizia.

Titolo: Masada
Autore: Siliato M. Grazia
Editore: Rizzoli
Data di Pubblicazione: 2007
ISBN: 8817013056
ISBN-13: 9788817013055
Pagine: 391

Margerita haanche un blog e un sito legato ad un libro che ha da poco pubblicato http://www.ioepapperina.it/


Maria Stella Conte.La casa dei gusci di granchio

Ariela vive in un mondo fantastico, ai confini dell’assurdo: è nata in un villaggio fatto di case dai tetti di conchiglie, di alghe, coralli, cavallucci marini o becchi di gabbiano; ora abita in una strana città dove piove ininterrottamente sei mesi l’anno, circondata da una famiglia composta di figure stravaganti, genialoidi, un po’ folli, ma tutte tenere e umanissime. Una sera, per fatalità, nelle sue mani viene messa la vita dell’uomo che le ha cambiato l’esistenza. Può salvarlo. O restare a guardare mentre muore. O ucciderlo. La tentazione di compiere un atto estremo, non di vendetta ma di giustizia, è fortissima. Lungo le ore drammatiche in cui prende una decisione che cambierà il corso di due vite, Ariela si guarda inflessibile allo specchio, rilegge la sua storia, ascolta se stessa. Ne nasce un racconto animato da una fortissima tensione, una favola struggente e appassionata che riassume i nodi etici sui quali si interroga ogni essere umano.

192 pagine
Casa editrice:
Baldini Castoldi Dalai editore


Adesso tienimi di Flavia Piccinni.
Vuoi un posto nel mondo, ti domandi se la città in cui vivi è quella giusta per coltivare i tuoi sogni. Hai diciassette anni e pensi a tante cose, fra queste credi che vivrai per sempre nella condizione privilegiata che la tua età comporta. E’ difficile immaginarsi adulti e considerare la morte come un’ eventualità. Ma, come si sa, il suo arrivo non risparmia nessuno. Martina, la protagonista del libro,vive a Taranto, “500 milioni di debiti e 90,3% della diossina che uccide l’Italia”e frequenta il liceo classico. Il suo mondo gommoso di caramelle e gioielli Tarina Tarantino si distrugge con la morte del suo amore segreto che con un colpo di pistola ha deciso di farla finita.
Si tenta di stare in piedi, di non pensare. Martina ci prova, ma nulla riesce a farle dimenticare la sua pena. Martina è ossessionata dall’abbandono, dalla paura di essere lasciata ancora, dalla paura di lasciare a sua volta. Non vede altro intorno a sé e così troppe volte sceglie di arrendersi, di farsi trasportare dalle situazioni.
Le pagine di questo romanzo diventano la storia di un dolore che paralizza davanti alla televisione, che distrugge da dentro, che si custodisce in segreto,che fa rivivere nella memoria certi momenti a ripetizione.
Adesso tienimi è il libro d’esordio di una promettete scrittrice che sa parlare e raccontare dei giovani.Complimenti a Flavia Piccinini,classe 1986.

Adesso tienimi
Flavia Piccinini
2007, 175 p., brossura
Editore Fazi (collana Le vele)


Angeli Pericolosi Di Francesca Lia Block
Recensione perfetta inviata da Daze

Fiori secchi, perline, santi e star di Hollywood. Come un collage, come una canzone punk, come il sole e il mare, come essere sempre se stessi cercando l’amore. Ma l’amore, può essere un angelo pericoloso se non siamo pronti ad amare prima noi stessi, se non siamo pronti ad accettare il cambiamento e a lasciarci andare.
Weetzie Bat odiava andare a scuola quasi quanto Dirk.
Dirk era il ragazzo più bello della scuola e neanche lei era poi così male con i suoi vestiti in taffetà, gli stivaloni da motociclista e i capelli biondo Jean Harlow. Cominciarono a scorazzare insieme su Jerry, una Pontiac rossa del ’55, seguiti fedelmente da Cane Ganzo e Pollo Gommoso, cercando l’amore. Erano a caccia del papero giusto ma non era facile trovarlo e i due continuavano ad innamorarsi del papero sbagliato. Finchè un giorno, grazie alla magia di una vecchia lampada e le strade tortuose del destino entrarono in scena Duck e My Secret Agent Lover Man.
My Secret Agent Lover Man doveva per forza essere il vero amore di Weetzie perché quando la baciò, quello, era un bacio alla torta di mele e gelato, con la vaniglia cremosa che si scioglie al calore della torta. Un bacio che sa di cioccolato quando il cioccolato non lo mangi da un anno. E Duck doveva per forza essere il papero giusto per Dirk, lo diceva anche il nome!
Così comincia Francesca Lia Block con le sue storie di Weetzie Bat nel 1989 in una Los Angeles magica e malinconica dove l’amore per personaggi come Charlie Chaplin, Marylin Monroe, Elvis Presley e Jim Morrison si fonde e si intreccia con la storia stessa creando un vero e proprio culto tra i ragazzi. Seguendo Weetzie negli anni, dall’adolescenza alla vita adulta, l’autrice ci presenta la sua ‘famiglia allargata’, una situazione particolare vista dall’esterno che viene raccontata con grande naturalezza e affetto. Attraverso difficoltà e lotte scopriamo man mano nuovi personaggi come le sorellastre Cherokee e Baby Strega e la loro passione per il rock, seguendole nel loro viaggio tra l’amore e la morte.
Come una favola, come una vita intera che si srotola di fronte a noi. Una storia di speranza e luce nelle notti buie di disperazione. Come il primo morso alla ciambella più dolce del mondo. Come respirare a pieni polmoni. Come lanciarsi da un palco pieno di luci, verso le tenebre.

Angeli Pericolosi
Di Francesca Lia Block
Elliot Edizioni, Maggio 2007
441 pagine
ISBN 9788861920019


I fiori del tempio di Manicka Rani.
Bellissime e innocenti, uguali come due gocce d’acqua, le giovani sorelle Nutan e Zeenat vivono indisturbate sull’isola di Bali immerse in una natura rigogliosa, nell’incanto di colori e profumi esotici. La vita scorre tranquilla sotto la protezione dell’adorata nonna Nenek, che tutti al villaggio considerano una strega perché parla con gli spiriti e cura con gli incantesimi; finché all’improvviso, dopo la morte della madre, le due ragazze sono costrette a trasferirsi a Londra. Una sera, durante l’inospitale inverno cittadino, la loro vita si incrocia quasi per caso con quella di Ricky, un uomo enigmatico e trasgressivo che le trascina in un suo mondo fatto di eccessi e decadenza. Ricky ha stretto un patto di sangue con un’implacabile dea, con la promessa di erigere un tempio dove condurre le anime perdute in cambio di potere e ricchezza. Un luogo in cui il destino di Nutan e Zeenat si unisce fatalmente a quello di altri personaggi fragili e dissoluti: Elizabeth, algida bellezza che custodisce un tremendo segreto; Anis, pittore tormentato che sa penetrare nell’animo delle persone ritratte più di quanto sappiano fare loro stesse; Maggie, giovane prostituta che non rinuncia a inseguire il sogno dell’amore romantico… Ciascuno si affaccia a turno sulla pagina per raccontare in prima persona, con una sincerità disarmante, la propria discesa agli inferi in un mondo parallelo in cui nulla è come sembra e tutto è concesso in un conturbante gioco specchi. E niente sarà più come prima.

I fiori del tempio
Autore Manicka Rani
Dati 2006, 391 p., rilegato Traduttore Colombo A.; Frezza Pavese P.
Editore Mondadori (collana Omnibus)