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PIù LONTANA DELLA LUNA DI PAOLA MASTROCOLAPieni anni Settanta, a Stupinigi, dintorni di Torino. Lidia, una ragazza di quindici anni, figlia di un operaio Fiat, abita in una ex scuderia della Palazzina di caccia dei Savoia. Non va più a scuola e aiuta la madre a vendere verdura al mercato. Un giorno, mentre la sua vita si dipana sempre uguale, appare nel tinello di casa sua un elegante venditore di enciclopedie… E la sua vita cambia: Lidia si mette in testa di diventare un trovatore, di fare come quegli antichi poeti provenzali che amavano donne lontane, mai viste, forse mai esistite. Abbagliata da quell’idea, che accende e innalza la sua vita di ragazza solitaria e ingenuamente diversa, scappa di casa: non per fare politica come tutti quelli che ha intorno, ma per cercare l’amore da lontano. Per il suo bizzarro amore della lontananza, Lidia attraverserà mezza Italia (quasi come un antico cavaliere…), commetterà errori sentimentali piccoli e grandi, si infilerà in vicende a volte mediocri, a volte sublimi. Fino a che, alle soglie della maturità, incontrerà il sogno che, forse, non sapeva di avere.

GUANDA
Collana: Narratori della Fenice

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3 Comments

  1. L’innesto dell’elemento fantastico su una trama ben connotata in termini spazio-temporali è questa volta meno riuscito di altre. Restano l’irresistibile ironia con cui l’autrice sa guardare alle vicende che narra e la capacità di creare personaggi intrinsicamente poetici. La pagina sul comò è un piccolo gioiello, che riscatta, almeno in parte, certe forzature presenti soprattutto nei capitoli finali. Che la Mastrocola avesse fretta di finire questa sua ennesima favola dei nostri tempi?

  2. me è piaciuto molto,dov’è scrito che un libro per essere bello debba per forza essere morale e reale. Questo è un libro che lascia spazio ai sogni di un’adolescente dove non mancano riferimenti anche pungenti al contesto socio storico a cui si riferisce. é scritto bene,è ironico,polemico sulla società,originale,sognante,surreale,a modo suo romantico…e con un lieto fine.. Anche io sono rimasta spiazzata dal personaggio dell’illusionista però poi mi è piaciuto e l’ho trovato azzeccato. brava Paola aspetto il tuo prossimo libro.

  3. Il romanzo è strutturato con un’impalcatura tipica nell’autrice: un nucleo morale solido (contro la crisi di valori che travaglia gli adolescenti) e una trama eccentrica ed inverosimile. La protagonista, al termine del suo giro insensato per l’Italia, fa della sua mania (la scultura) una scelta lavorativa vincente, fedele al monito, sempre valido per la Mastrocola, che bisogna sempre seguire i propri sogni.


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