Skip navigation

Monthly Archives: marzo 2008

Virginia Woolf e le sue amiche Di Curtis Vanessa.


Questo saggio aggiunge un altro tassello alla personalità di Virginia Woolf:la sua capacità di intessere amicizie intense e durature con donne altrettantooriginali e insolite. Incontri che resero la sua vita più ricca di stimoli esentimenti, che ispirarono i personaggi descritti nelle sue opere, che furonosostegno nei momenti difficili e fonte di divertimento nella vita di tutti igiorni. A cominciare dalla sorella maggiore, Vanessa, più materna edequilibrata di lei, che fu per Virginia oggetto d’amore e di appassionataadorazione per tutta la vita. Un libro da cui emerge un ritratto intenso egenuino di Virginia Woolf, colta nell’intimità e nei momenti più autentici

Annunci

Zerounoundici:è una piccola casa editrice nata nel 2008 come naturale conseguenza dell’ambizioso progetto dell’Associazione Servizi Culturali, associazione fondata a favore degli scrittori italiani esordienti ed emergenti per contribuire alla diffusione e alla promozione delle loro opere.
Dopo un anno di vita, durante il quale ha preso il via un consistente numero di iniziative vincenti, l’Associazione ha sentito l’esigenza di poter contare su una casa editrice con la quale lavorare in perfetta simbiosi: Zerounoundici Edizioni è il risultato di questa veloce evoluzione.

L’obiettivo della casa editrice è quello di offrire una possibilità a tutti gli scrittori che credono in ciò che creano, a tutti coloro che non intendono stare “con le mani in mano” ad aspettare che il successo cada loro addosso, perché per esperienza sappiamo che questa è una scelta perdente in partenza.
I neo-scrittori hanno bisogno di essere letti, apprezzati o anche criticati -per maturare e migliorarsi- e hanno bisogno di far crescere la fiducia che hanno in se stessi. Solo così il pubblico, forse inizialmente ristretto, ma velocemente destinato a crescere se l’autore dimostrerà di meritarlo, potrà iniziare a sua volta ad avere fiducia in loro.
Un percorso in salita, senza dubbio, ma più facile, più piacevole e meno faticoso se a percorrerlo non si è soli.

un libro edito da zerounoundici: Lisa verdi e il ciondolo Elfico, di di M.P Black
Lisa è una sedicenne che vive le emozioni, le gioie ed i turbamenti tipici della sua età. La sua vita, tranquilla e spensierata, verrà stravolta quando la zia le rivelerà la sua vera identità e la costringerà a varcare la Porta di Passaggio per il Regno Elfico. In questo nuovo mondo, in cui ogni cosa é capovolta e ricca di mistero, apprenderà di essere la Prescelta, designata da un’antica Profezia per annientare una volta per tutte il potere del Nero Signore degli Elfi e del Generale Guglielmo. Verrà accompagnata in questa inevitabile missione dal suo amato Paolo e dagli amici Gianni e Matilde e scoprirà, suo malgrado, che il lupo cattivo non vive solo nei boschi, ma spesso anche in casa…

Curiosa iniziativa quella di Elisa Barisan, in arte Lady Maltras, che dopo aver visto due film che avevano scrittori come protagonisti decide di deviare dalla strada che la porterebbe a occuparsi di architettura (è studentessa al terzo anno) e imbocca quella dell’artigiana delle parole.
Decisione maturata nel 2005 e che l’ha portata a esordire mondo della letteratura con un volume edito nel dicembre 2006, Icewolf, primo di una saga che prevede già dieci tomi.
L’autrice ha le idee chiare: perché perdere tempo chiedendo pareri alle case editrici? Ne fonda una, che ovviamente si occupa della pubblicazione e della distribuzione della sua opera nelle province di Treviso, Belluno, Venezia, Padova, Vicenza, Pordenone, Gorizia e Trieste.
La vicenda narrata nei primi due libri è in bilico tra fantasy e fantascienza. Vediamo cosa riporta la quarta di copertina:

Icewolf

“Questo è l’inizio della mia storia. Sono nata sulla Terra e ho vissuto da normale ragazza finché il mio pianeta non è stato inglobato in un vasto Impero di cui ignoravo l’esistenza. Dalla sicurezza della mia casa mi sono ritrovata scaraventata in una realtà nuova, in cui l’umanità è disprezzata e ridotta in schiavitù. Dopo un breve addestramento ho cominciato a servire presso l’Imperatore di un pianeta lontano. Il suo Regno incantevole è riuscito ad alleviare in minima parte la mia straziante perdita ma l’incontro con un Guardiano, appartenente ad una ristretta cerchia di creature superiori, mi ha fatto subito ricordare la mia triste condizione. Contro la mia volontà sono stata trascinata in una spedizione nella Terra dei Ghiacci dove una nave che trasportava un misterioso carico è precipitata in circostanze sconosciute…”

http://www.ladymaltras.com/home.aspx

Un campo di fragole Di Renate Dorrestein
Loes, bambina di sei anni che vive ad Amsterdam, prima innamorata di Thomas e poi infelice vittima degli altri bambini, emarginata dai suoi coetanei per una colpa non commessa da lei; Loes ragazzina dodicenne su una piccola isola scozzese, quasi esiliata, con una madre appena uscita dal carcere con la quale non riesce più ad avere alcun rapporto e un gruppo di amici di cui diventa quasi subito il leader indiscusso; e infine ancora Loes e ancora Amsterdam, i diciotto anni, i chiarimenti definitivi e necessari, le rivelazioni della madre, i misteri e l’incubo che lentamente si dissolvono. Renate Dorrestein racconta, nella crescita faticosa della sua protagonista e degli adulti che la accompagnano, la strana storia di un omicidio mai commesso eppure confessato.

Mela diceun libro triste e a tratti angoscioso, che offre uno spaccato di vita di una ragazzina vessata da tante e troppe circostanze.. tuttavia scritto con stile immediato e così lucidamente che ti fa entrare in empatia con la protagonista fino a provare i suoi disagi e le sue inadeguatezze.. l’argomento non è lieve ma la lettura è significativa.

casa editrice Tea

Lasciami entrare Di John A. Lindqvist

A Blackeberg, quartiere degradato alla periferia ovest di Stoccolma, ilritrovamento del cadavere completamente dissanguato di un ragazzo segnal’inizio di una lunga scia di morte. Sembrerebbe trattarsi di omicidi rituali,ma anche c’è anche chi pensa all’opera di un serial killer. Mentre nelquartiere si diffonde la paura, il dodicenne Oskar, affascinato dalle impresedell’assassino, gioisce segretamente sperando che sia finalmente giunta l’oradella rivalsa nei confronti dei bulletti che ogni giorno lo tormentano ascuola. Ma non è l’unica novità nella sua vita, perché Oskar ha finalmenteun’amica, una coetanea che si è appena trasferita nel quartiere. Presto i dueragazzini diventano più che semplici amici. Ma c’è qualcosa di strano in Eli,dal viso smunto, i capelli scuri e i grandi occhi. Emana uno strano odore, nonha mai freddo, se salta sembra volare e, soprattutto, esce di casa soltanto lanotte… “Lasciami entrare” è una tenera e crudele storia d’amore, vendetta evampiri, un racconto fantastico e commovente sul dolore dell’infanzia e laforza dell’amicizia, dove sangue e orrore devono piegarsi alla potenzadell’amore e alla voglia di vivere.

Una proposta per valorizzare l’editoria emergente e di nicchia

Dopo la lunga esperienza (come editori prima e come distributori poi) a contatto diretto con librerie e punti vendita si è preso visione di quali sono le difficoltà sia delle librerie stesse che degli editori per poter proporre al pubblico una sempre maggior panoramica di scelta tra i titoli editi nel nostro Paese ogni anno.
Le librerie lamentano una notevole difficoltà nel vendere i titoli del piccolo editore (motivo per cui prediligono avere giacenze in conto deposito piuttosto che acquistare), difficoltà dovuta in primo luogo alla scarsa promozione che gli editori possono assicurare alle loro pubblicazioni, vuoi per motivi economici, vuoi per la resistenza che si incontra nel prendere in considerazione titoli che non sono firmati da nomi ormai rinomati e conosciuti ai più. Gli editori, di contro, lamentano le numerose difficoltà di poter gestire anche una distribuzione che consenta loro di arrivare ad un maggior numero di utenti finali, di conseguenza non riescono a vedere i loro titoli sugli scaffali delle librerie italiane in modo capillare, cosa che diminuisce sensibilmente la possibilità di vendita dei titoli in questione. Se i titoli non vengono messi a disposizione del pubblico spesso il pubblico ignora completamente l’esistenza di volumi che probabilmente potrebbero anche destare il suo interesse.
Da una parte, perciò, le librerie, a giusta ragione, sono poco disposte ad accettare titoli di editori poco conosciuti perché convinte che essi abbiano una scarsa possibilità di essere venduti, dall’altra editori che producono libri anche molto validi ed interessanti ma costretti a lottare costantemente per convincere le librerie a dar loro una possibilità di poter avere un minimo di visibilità. A questo proposito Runde Taarn edizioni ha pensato di proporre un sistema che permetta a tutti i soggetti coinvolti di trarre un vantaggio dalla circolazione dei volumi editi, questo proposito si è trasformato in una proposta di legge (allegata per esteso alla presente comunicazione) che si intende sottoporre allo Stato Italiano, una proposta che porterà giovamento sia alle librerie, che agli editori, al pubblico dei lettori e, non ultimo, allo Stato italiano stesso.

Una proposta di legge che vuole creare le condizioni perché si innesti un circolo virtuoso che possa portare ad aumentare il pluralismo reale dell’offerta editoriale, permettendo a tutti gli editori, anche di piccole dimensioni, di poter arrivare realmente ad essere conosciuti dal pubblico e nel contempo di dare una valenza di promozione culturale alle librerie inserendole in un processo di qualificazione del prodotto libro. Per raggiungere ciò si è pensato di realizzare un sistema di deduzioni e di dilazioni del pagamento delle imposte supportato però da obblighi precisi di entrambe le parti in causa: editori e librerie.
Poiché l’iniziativa ha sicuramente un aspetto innovativo e vuole caratterizzarsi come estranea ad interessi di parte ma volta a promuovere tutto il settore dell’editoria italiana, specialmente quella oggi a torto considerata “minore”, i firmatari di questa proposta dichiarano formalmente già sin d’ora che qualora tale proposta dovesse un giorno diventare legge dello Stato o comunque posta in essere per accordo formale fra le parti (librerie ed editori) la Runde Taarn edizioni ed ediQ Distribuzione rinuncerebbero ai benefici derivanti da tale sistema lasciando in essere però gli eventuali benefici per le librerie che interagiscono con le citate realtà. Questa scelta per rimarcare come questa proposta, pur partendo da una piccola realtà editoriale e distributiva, non è volta a fare l’interesse di pochi (tantomeno del singolo), ma vuole dare spazio e visibilità a tutto il mondo editoriale anche a costo di rinunciarvi personalmente in quanto promotori dell’iniziativa.

In fede
la Redazione di Runde Taarn edizioni
gli Uffici di ediQ Distribuzione

10 marzo – 5 aprile Naufragi, il festival delle fragilità metropolitane. Un festival che induca chi vi partecipa a lasciarsi andare alla deriva per perdersi, per poi ritrovarsi. Un’idea del naufragio lontano dalla sconfitta, ma come momento che prelude ad un arrivo, ad un porto sicuro. Disagio sociale, genere, migranti, nomadi: 4 temi per 4 filoni di approfondimento.

SITO

Lulu
Il progetto è stato realizzato da un imprenditore canadese, Bob Young, non nuovo ai grandi colpi di genio come quello che lo vede partecipare alla fondazione di Red Hat, la compagnia che ha lanciato nel mondo il software Linux. Questa è invece la volta dell’editoria. Evidentemente scottato dal fallimento delle vendite del suo libro «Under the radar», Mr. Young non si è fatto scoraggiare, ma ha usato i libri per costruirsi l’ufficio.
Lulu è un sito (www.lulu.com), un po’ come una libreria virtuale (da questo punto di vista assomiglia ad Amazon) a cui l’utente può connettersi e scaricare l’opera (letteraria musicale o fotografica che sia) che gli interessa nel formato che preferisce (Pdf, Dvd o nelle forme tradizionali).
Gli autori pubblicano online e non devono cedere i diritti sull’opera a nessuno, possono modificarla qualora lo ritengano opportuno. Per quanto riguarda i guadagni la percentuale che spetta all’editore nel sistema previsto da Lulu è solo del 20%, il rimanente 80% è destinato all’autore (contro il misero 10% del vigente modello). Non solo ma la percentuale dell’editore è esclusivamente sul venduto e non ci sono soglie minime che un titolo deve raggiungere.

Una vita normale. Diario di una fata di cittàdi Enrica Maschio
Con questo libro, Enrica ci accompagna a conoscere gli spiriti di natura che vivono in città, costretti dalla cementificazione urbana a ritagliarsi piccoli spazi nei giardini e nei piccoli parchi. Non per questo le loro vite sono meno brillanti e felici, ed è proprio questo loro esempio che può spingere chi di noi vive in città a trovare la bellezza in quei fili d’erba che spuntano fra una piastrella e l’altra dei marciapiedi. Chiunque legga questo libro con apertura di cuore e sincerità aumenta, con la forza del suo pensiero, i territori “sicuri” per tutti gli spiriti di natura di tutte le città.

120 di Maurizio Valtieri
Luca si sente prigioniero di una vita che non lo diverte più, ostaggio del suo ragazzo, dei suoi amici e di sua madre, quando eredita la casa lasciatagli da uno zio psichiatra. Nella casa, eletta a rifugio da una società mediocre ed omofoba, mentre l’unica soluzione sembra quella di farla finita, si imbatte in 14 cassette nascoste in un finto libro. Comincia così il suo viaggio iniziatico, guidato dai monologhi registrati di presunti pazzi, “ospiti” della clinica dello zio, condannati a vivere in un mondo colorato di rosa. Aggirandosi nudo per casa, fumando spinelli e bevendo alcolici, Luca fa i conti con i propri fantasmi, fin quando non gli sarà chiaro che l’unico modo per sfuggire alla follia è rifugiarsi nella follia

Tramite il nostro indirizzo email librimetro@yahoo.it spesso ci arrivano diverse domande, la più persistente è:
Ho scritto un romanzo a chi posso inviarlo. Sapete indicarmi qualche piccolo editore che è sicuro che legga il mio lavoro?

Il team di Libri Metropolitani ha creato una sezione nei tag dedicata alle case editrici,intervistando o delineando le caratteristiche rispettive ad ognuno.
Abbiamo intenzione di ampliarla,ma per rispondere alle diverse email in una volta sola, in questo post scriverò i nomi delle case editrici che a nostro parere sono degne di note.
Sono case editrice professionali e corrette:

1 Eumeswil
2 Edizione 9 muse
3 Azimut libri
4 Edizioni las vegas
5 Edizioni il foglio
6 Zandegù editore
7 Edizioni di latta
8 Coniglio editore
9 Giulio Perrone editore
10 Castelvecchi editore

in bocca al lupo ragazzi!!!!

sarò nostra premura ampliare questo spazio,con maggiori informazioni.


La quasi luna di Alice Sebold
Fin dalle prime righe di La quasi luna riconosciamo la voce inconfondibile di Alice Sebold, impasto unico di crudezza e amore, il cui precedente romanzo Amabili resti ha sedotto e commosso milioni di lettori.

“Alla fin fine, ammazzare mia madre mi è venuto facile. La demenza, via via che scende, ha un modo tutto suo di rivelare la sostanza della persona che ne è affetta. La sostanza di mia madre era marcia come l’acqua stagnante in fondo a un vaso di fiori vecchi di settimane. Quando mio padre la conobbe era bellissima, e ancora capace d’amare quando divenni la loro figlia tardiva. Ma quando quel giorno alzò gli occhi a guardarmi, questo non contava più niente”.

Dopo aver ucciso sua madre – per pietà o per odio o per un estremo e aberrante tentativo di cercare l’amore mai trovato – Helen precipita in uno scenario totalmente inatteso, divisa tra fuga, pentimento, disperate richieste d’aiuto alle figlie e all’ex marito, necessità di capire il proprio gesto e di ripercorrere in poche ore le sequenze e i segreti di una vita.
Un thriller esistenziale che mozza il fiato, ma anche una grandiosa ricostruzione della sinfonia di affetti e di tragedie che è la vita famigliare.

casa editrice e/o

«Non sono veri editori»
Alberto Castelvecchi non ha dubbi: quello dei siti online che pubblicano i libri a pagamento è «il mercato vizioso e viziato dei non editori e dei non autori»

intervista di di Alice Voltolina per magazine.libero.it

Parlando di editoria online, oggi, molti fanno riferimento a tutta una serie di siti che si propongono di stamparti il libro, a pagamento: cosa ne pensa del fenomeno un editore come te?
Si tratta di un’evoluzione di quell’antico fenomeno che erano gli editori a pagamento, che non sono editori ma stampatori. Ed esistono tutta una serie di tecniche per catturare le vittime, per esempio con titoli su quotidiani tipo: “Selezioniamo nuovi autori. Inviare materiale”. E poi però ti fanno pagare. C’è da dire che dall’altra ci sono le vittime che però sono più che altro dei megalomani che finiscono col diventare complici inconsapevoli.

Cioè: di “editore” non hanno nulla…
L’editore è un imprenditore che si assume un proprio rischio economico non solo nello stampare il libro, ma anche nel promuoverlo e distribuirlo. Non è uno che lavora su commissione. La loro è pura speculazione che si fonda sulla vanagloria!

Forse chi sceglie questa strada lo fa perché non ha avuto risposte positive dagli editori e pensa di provarci così
Quello che l’acceca è la vanagloria letteraria: se è meritevole non è lui che deve spendere 6mila euro per vedere il libro stampato! Ma, come si dice: chi è causa del suo mal… Questa non è una scorciatoia, è il mercato vizioso e viziato dei non editori e dei non autori che si basa su un’imprenditorialità truffaldina e sulla vanità. Sbaglia chi crede che le case editrici siano governate da oscuri meccanismi di raccomandazioni varie.

Però sono in molti a pensarlo!
Ma non è così! Noi non congiuriamo per tenere lontano un autore valido, anzi! Per essere un autore bisogna fare anni di faticosa e lenta gavetta. Se scrivo 200 cartelle sono un autore: serve uno disposto a pubblicare, uno disposto a leggere e anche uno disposto a recensire.

Quanti manoscritti ricevi in media?
2/3 manoscritti al giorno che fanno più o meno 900 manoscritti all’anno e io con grande umiltà li prendo li esamino tutti. Mi basta poco per capire. E ti assicuro che 899 sono delle porcate indegne, un grandissimo mercato delle velleità. Ma a ognuno mando la lettera per dire: “No grazie”.

Voi siete una casa editrice specializzata in opere prime, come funziona?
Trattiamo i nostri autori come delle rockstar, con tour promozionali, un accompagnatore, un ufficio stampa, non siamo solo sistema di brutale sfruttamento! Magari gli editori sbagliano e alle volte sbagliamo libri ma ci mettiamo la faccia, il marchio e il denaro. Sono io che gli mando un anticipo più magari un piano di sviluppo, perché riconosco al libro un valore. Anche un marchio si costruisce dando botte, prendendole ma anche scegliendo gli autori, che siano validi, che siano in grado di vivere con quello che scrivono: romanzi, articoli, consulenze. Altrimenti è un po’ come pensare di fare cinema senza produttori, o fare musica pop senza arrangiatori e tecnici del suono.

Possibile che con tutti i manoscritti che ricevi sia così difficile trovare qualcosa di interessante?
Sì. Vorrei trovare in ognuno di essi il mio uovo di Pasqua. Invece. Qualche volta succede: Isabella Santacroce che può piacere o no, ma ha trovato la sua fortuna letteraria. Due ore dopo che avevo aperto il pacchetto l’ho chiamata e gli ho mandato il contratto. Poco dopo ha ricevuto una proposta da Einaudi.

Esiste però un vastissimo sottobosco letterario in Italia, che si muove anche sul web e che nasce a volte sul web.
Ne parlavo proprio poco tempo fa con Roberto Cotroneo (Questo amore, Se una mattina d’estate, L’età perfetta, solo per citarne alcuni, ndr): mi parlava di un libro di una casa editrice milanese, la Gammalibri, che parla proprio del sottobosco letterario. In effetti ci sono, oggi, autori che nascono prima in rete, sui blog. Pulsatilla, per esempio, è la più venduta, si parla dell’ordine delle 100mila copie: ecco lei nasce da un blog. Poi c’è anche la più famosa Pornoromantica . Oggi il web è diventato un enorme sterrato di caccia!

E le vendite online?
In America si parla di 200mila dollari in un giorno. Da noi invece si vende ancora pochissimo. Poi c’è anche un minuscolo mercatino dedicato al podcasting, ma è poca cosa sui 4 miliardi di euro! Invece all’estero, nel mercato inglese e tedesco, ci sono case editrici anche piuttosto importanti che fanno sono editoria audio, coi pod-digitali audio.

Recensione di Barbara Gozzi:
Meglio per tutti dare la colpa a me
di Domenico Cosentino

Le sue poesie sono graffi, urla rabbiose, sospiri eccitati, sbadigli
indolenti e fotografie ingiallite ma precise di una realtà dura, fatta di
pochi soldi, sporcizia, indifferenza, fumate e bevute.
A Domenico Cosentino importano poche cose, o almeno è quello che lui
stesso grida tra le riga scegliendo parole anche imbarazzanti per chi
legge ma pulsanti nel loro esprimere soltanto quello che è. Domenico
Cosentino è incazzato, non ci sono dubbi, ma sarebbe troppo semplice
fermarsi qui. Ci sono altri moti, sentimenti tra i versi che sembrano storti,
devono esserlo per descrivere una vita sbagliata, troppo dura e
disperata. Poi ci sono l’amore e il sesso dove l’autore è si, esplicito,
cinico e a tratti rozzo ma non si nasconde, non gioca con le frasi per
abbellire la scena, tutt’altro.
Ogni cosa, elemento, persona, circostanza si proietta nell’occhio del
lettore attraverso un’angolazione che arriva dal basso ma non è bassa
(il gioco di parole è più che calzante).
Così ci sono le consapevolezze di quei sentimenti vissuti correndo e di
quel carattere difficile, complicato che l’autore non si risparmia.

“La noia ucciderà il nostro rapporto,
il nostro stare insieme ed amarci.
ti avevo avvisata.
tu ora ce ora cerchi negli altri qualsiasi sfogo.
ci si arriva facilmente a questo punto,
quando non si è presi dall’altro
quando ci si ama troppo in fretta.” (pag.16
)

In alcuni componimenti non sono riuscita a entrare, la poesia è
soggettività ai massimi livelli per me. Forse ancora più della prosa perché
nei brevi componimenti le parole sono ricercate, anche una pausa, una
virgola o un punto diventano importanti. E Domenico Cosentino come già ho
spiegato non te la manda a dire. E’ duro, crudo, selvatico potrei dire,
non si preoccupa di apparire troppo cinico o esplicito o feroce.
Ma resta una prosa che spurga, sputa e alza le mani, cerca di farsi
sentire in mezzo al frastuono, prova a lasciare tracce e vuole colpire. Ci
riesce quasi sempre, per quanto mi riguarda.
Pur restando una lettura meno diffusa, la poesia, in questi versi si
sentono delle potenzialità che spero, l’autore continuerà a coltivare,
tracciare nero su bianco.
Brevissima annotazione per la prefazione dove il libraio Michele
Paparella aiuta il lettore ad avvicinarsi a un Domenico Cosentino che conosce
bene e ne svela gli intenti, le fragilità e la voglia di scrivere a
tutti i costi, contro tutti. Pagine delicate e sincere che dovrebbero
essere rilette anche a libro terminato.

il blog dell’ autore

Graus EditoreIsbn: 978-88-8346-209-2

La ragazza e l’inquisitore di Riesco Nerea

Spagna, Logroño, 1610. Donne e uomini in fila avanzano tremanti verso il patibolo, tra una folla esaltata. L’auto da fe ha avuto inizio, il fuoco sta per essere appiccato: sono condannati a morte, accusati di stregoneria. Questo è solo l’ennesimo processo, l’ennesima condanna: da mesi ormai tutto il Paese Basco è piegato dalla caccia alle streghe e oppresso dal maglio della Suprema Inquisizione. Il ritrovamento del corpo di una donna, affiorato nel fiume nei pressi di Santesteban, pare l’ultima prova del fatto che le sette diaboliche non sono state ancora sradicate. Eppure, l’inquisitore Salazar ha i suoi dubbi: di villaggio in villaggio, ha ricevuto centinaia di confessioni ma ha capito che è difficile, se non impossibile, discernere tra la verità e la follia collettiva indotta dalla paura. La sua strada è destinata a incrociarsi con quella di Mayo, ragazza di sedici anni, esperta di erbe e incantesimi. La giovane è alla ricerca di Ederra, splendida curandera che, dopo essere stata condannata a morte per stregoneria, è scomparsa nel nulla. Per trovarla dovrà lottare contro pregiudizi e tradimenti, ma soprattutto dovrà seguire Salazar passo dopo passo: perché il cammino dell’inquisitore è anche il suo.
Mescolando abilmente finzione narrativa e una perfetta documentazione storica, Nerea Riesco ha scritto un romanzo memorabile dove amore e avventura, incantesimi e magia, intrighi politici e religiosi si intrecciano sullo sfondo di un secolo duro e sanguinario.

Vino, patate e mele rosse Di Joanne Harris

Protagonista del romanzo è il trentacinquenne Jay Mackintosh, scrittorelondinese che col primo romanzo ha avuto uno straordinario successo, ma cheora è in crisi. E in crisi è il rapporto con la sua compagna Kerry,giornalista in carriera. Jay, folgorato da una pubblicità che gli richiamaricordi lontani acquista una fattoria nel sud della Francia e vi sitrasferisce. Nella fattoria prova la curiosa sensazione di avvertire lapresenza di Joe Cox, un anziano che tutti ritenevano pazzo, che coltivavastrani semi e produceva un vino senza uva. Jay l’aveva conosciuto da bambinodurante le vacanze in campagna, quando aveva conosciuto pure Gilly, la ragazzazingara, e lottato con Zeth e la sua banda di buffoni

Sabotaggio d’amore Di Amélie Nothomb

“Sabotaggio d’amore” è la storia della guerra surreale che impegna e allieta ifigli dei diplomatici stranieri a Pechino nel ghetto di San Li Tun, all’iniziodegli anni Settanta. Su questo sfondo si muove lo sguardo pungente dellaprotagonista, una bambina di sette anni precocissima, presa fra unasorprendente consapevolezza, le corse in bicicletta e la scoperta del primo,perturbante amore

Recensione di Anita
In Cina, nella Città dei Ventilatori (Pechino), viviamo con la piccola Amélie dai suoi 5 ai 7 anni, un periodo di “guerra” nel ghetto di San Li Tun – nei pressi del Viale della Bruttezza Abitabile.
E’ con infinita dose di tagliente ironia che parte e termina questo secondo capitolo della (mutabile!) lista di romanzi autobiografici romanzati. Verranno esaminate diverse sfaccettature dei temi più svariati: dal comunismo dei ventilatori, ai buoni sentimenti demoliti, alla guerra, all’amore…

L’acutezza delle osservazione di Amélie è sempre sorprendente, i suoi paragoni e le sue metafore sono unici e fanno pensare mentre strappano un sorriso.
Il romanzo è davvero intoccabile, non una parola di troppo, non una mancante. Le domande che ci si pone durante la lettura avranno tutte una risposta durante il racconto. A un certo punto, si potrebbe pensare che la guerra e il razzismo presenti, siano accettabili per via della narrazione di una bambina, ma ogni cosa presente nel romanzo è un pezzo del puzzle che verrà messo insieme alla fine, con risoluzioni mai scontate, con sempre la sensazione che quello che vivono i bambini del ghetto, sia una enorme metafora dei comportamenti umani.
Quando compare la figura di Elena poi, diventa assolutamente irresistibile. Si riderà e si soffrirà per le paturnie di una Amélie che scopre nuovi lati di sé stessa ad ogni pagina, ad ogni osservazione del mondo. Ogni interazione con Elena, comporterà sconvolgenti cambiamenti e l’egocentrismo universale presente in Metafisica Dei Tubi, verrà demolito ben presto.
L’unica cosa che può spaventare di questo romanzo è che è scritto con una maestria dialettica talmente eccezionale che ci si ritrova a segnarsi parole che non sono di uso comune, che Amélie sempre dispensa nei suoi romanzi, ma che in questo sono presenti in particolar modo. E’ anche preferibile avere una certa conoscenza della Cina politica e del comunismo, per cogliere appieno dell’ironia della nostra.
Insomma, davvero impeccabile e di altissimo livello. Intrattenimento di qualità in contenuto, stilisticamente colto e narrativamente intelligente.