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Monthly Archives: agosto 2008


Alcune evicende biografiche di Lewis meritano di essere analizzate con una attenzione perché – contrariamente a quanto avrebbe forse sostenuto lo stesso Lewis nella sua veste di critico letterario – nel caso particolare di questo scrittore si possono ritrovare tematizzate nelle sue opere: si veda ad esempio la morte della madre avvenuta quando Lewis aveva solo 10 anni o la complessa evoluzione intellettuale del giovane Lewis sfociata nella conversione al cristianesimo anglicano, per non parlare dell’amicizia con i membri del club degli Inklings J.R.R. Tolkien e Charles Williams. Che Lewis ritenesse la sua biografia degna di interesse per i lettori è testimoniato – se non altro – dal fatto che egli stesso ha pubblicato una autobiografia dei suoi anni giovanili.Lewis pubblica nel periodo tra il 1930 e il 1950 la maggior parte delle sue opere, sia quelle prettamente accademiche che i romanzi. Importante in questi anni è la sua amicizia con Charles Williams che assiema a Tolkien è membro del circolo letterario degli Inklings. In quegli anni Lewis dichiara apertamente che Williams è l’autore che lo ha influenzato di più. Tolkien invece è molto diffidente nei confronti degli interessi esoterici di Williams. Mentre continua la sua carriera accademica Lewis già nel corso degli anni quaranta raggiunge una enorme popolarità grazie ai suoi romanzi e ai suoi saggi che vendono milioni di copie tanto da meritare nel 1947 l’articolo di copertina di Time Magazine, che viene intitolato “Don v. Devil” con riferimento a Le lettere di Berlicche pubblicate nel 1942. Ma questa popolarità diventa se possibile ancora maggiore quando, a partire dal 1950, Lewis comincia a dedicarsi alla narrativa per l’infanzia pubblicando le storie delle Cronache di Narnia.
Lewis è ormai all’apice della sua fama quando, nel 1950, riceve la prima lettera di Helen Joy Davidman-Gresham, una americana appassionata delle sue opere. Con lei inizia subito un lungo rapporto epistolare. Coincidenza singolare: nelle opera di Lewis il misterioso rapporto dell’uomo con l’assoluto e con il desiderio che ne è la manifestazione viene descritto con il concetto di ricerca della gioia (in inglese joy, si veda a questo proposito l’autobiografia Surprised by joy). All’età di 52 anni Lewis finisce con l’incontrare una donna che si chiama proprio Joy e si innamora di lei. Il rapporto continua in forma epistolare finché, nel 1952, Lewis incontra personalmente la donna ed inizia a frequentarla. Nel 1956 si unisce a lei con un matrimonio civile (ufficialmente solo per garantirle la cittadinanza inglese) e nel 1957 celebra anche le nozze religiose secondo il rito anglicano. Joy però si ammala di cancro alle ossa e muore nel 1960.
Il racconto dell’esperienza della morte della moglie e dei momenti successivi è affidato alle pagine di Diario di un dolore (A Grief Observed), pubblicato nel 1960 con lo pseudonimo di N.W.Clerk.
Nel 1942 Lewis raggiunge una enorme notorietà (tanto da meritare nel 1947 la copertina del settimanale Time [1]) per il libro Le lettere di Berlicche. Il libro è incentrato sulla bizzarra corrispondenza tra un funzionario di satana e suo nipote, apprendista diavolo custode. Si tratta di una geniale riflessione sulla natura umana mirata a recuperare il senso del concetto di peccato e a strapparlo dalla banalizzazione cui l’ha ridotto la cultura contemporanea. L’opera costituisce una precisa descrizione dei conflitti interni dell’animo umano non trascurando, in questo intento, l’ingrediente sublime dell’ironia, elemento essenziale in pressoché tutta l’opera di Lewis.

Nel 1945 Lewis pubblica Il grande divorzio un sogno o visione ispirato alla Divina Commedia di Dante. Lewis immagina di viaggiare nell’oltretomba guidato da George MacDonald e di incontrare le anime dei defunti che devono dimostrare di aver superato il pregiudizio fondamentale che le mantiene prigioniere dell’inferno: l’idea per cui “Io sono mio”. Lewis lascia insieme alle ombre un paese grigio e tetro e con loro arriva ad una terra luminosa e di tale splendente consistenza che le ombre ne sono ferite in tutti i loro movimenti (un richiamo al mondo delle idee di Platone). Qui egli assiste agli incontri tra le ombre e gli abitanti di quella terra, che sono venuti incontro ai fantasmi per accompagnare ciascuno di loro alle montagne lontane.

Lewis ottiene una enorme fama come scrittore per l’infanzia dal successo della serie di fiabe moderne scritte tra il 1950 ed il 1956 che compongono la saga de Le Cronache di Narnia. Si tratta un ciclo composto da sette libri che parlano delle avventure di quattro ragazzi, i quali per sfuggire dai bombardamenti di Londra si rifugiano in campagna e qui in una vecchia soffitta scoprono un armadio magico tramite il quale si accede ad un mondo fantastico in cui è sempre inverno ma non è mai Natale; questo è inizialmente il regno di Narnia. Ma Narnia grazie ai quattro ragazzi dopo molte vicende diventerà un mondo magnifico in cui la natura trionfa. Il nome di Narnia era conosciuto a Lewis fin dall’infanzia, infatti nel suo atlante latino era sottolineato nella cartina d’Italia la città di Narnia ora chiamata Narni. La casa di produzione Walden Media sta trasformando Le Cronache di Narnia in un ciclo di film. Il primo episodio Le Cronache di Narnia: Il Leone, la Strega e l’Armadio è uscito nel 2005; è stato il secondo film per incassi del 2005 in Nord America.

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Le cronache di Narnia.
Le Cronache di Narnia (The Chronicles of Narnia) è una serie di sette romanzi fantasy per ragazzi scritti da C. S. Lewis.
Presentano le avventure di un gruppo di bambini che giocano un ruolo centrale nella storia del reame di Narnia, dove gli animali parlano, la magia è comune ed il bene è in lotta con il male. I libri sono famosi anche per le illustrazioni di Pauline Baynes.Narnia è un mondo immaginario e fantastico creato da Clive Staples Lewis dove è ambientata la serie fantasy Le Cronache di Narnia.
Esso, come viene descritto nel primo libro della saga lunga sette volumi delle “Cronache di Narnia”, viene creato dal grande leone Aslan, re di Narnia. Il leone, infatti, aveva creato Narnia con il suo canto, dal buio aveva fatto sorgere il sole, alzato colline, monti e piantato alberi, fatto nascere una rigogliosa vegetazione (tra cui un particolare lampione) e dato vita a meravigliosi animali parlanti ed intelligenti.
La terra di Narnia è la parte centrale delle regioni fantastiche create da C.S.Lewis.
Ostacolata dai massicci della terra di Archen, a Sud (il monte Pire e’ il più alto) con capitale Anvard, dominata anticamente dalla stirpe di re Luni, padre di Shasta e Corin (“Il cavallo e il ragazzo”) e a nord dalle cime dei Giganti, dove Eustachio e Jill vissero fantastiche avventure (“La sedia d’argento”), Narnia è una regione quasi interamente coperta da boschi.
Dalla Landa della Lanterna all’oceano orientale,comprese le isole ivi presenti, quali Therabinthia o Telmar, tutto appartiene alla fantastica terra.
Narnia è l’antico nome – fin dal 299 a.C. – della città di Narni in Umbria. Tale nome era ben noto allo scrittore del mondo di Narnia , che aveva letto piu’ volte questo nome tra i classici latini e l’aveva poi ritrovato sul suo vecchio atlante.

I nell’ordine di pubblicazione sono:
1950 Il leone, la strega e l’armadio (The Lion, the Witch, and the Wardrobe)
1951 Il principe Caspian (Prince Caspian)
1952 Il viaggio del veliero (The Voyage of the Dawn Treader)
1953 La sedia d’argento (The Silver Chair)
1954 Il cavallo e il ragazzo (The Horse and His Boy)
1955 Il nipote del mago (The Magician’s Nephew)
1956 L’ultima battaglia (The Last Battle)
Il primo editore americano Macmillan, numerò i libri e li pubblicò nell’ordine di pubblicazione originale. Quando HarperCollins ottenne la serie rinumerò i libri usando l’ordine cronologico interno, come suggerito dal figlio adottivo di Lewis, Douglas Gresham.
Il nipote del mago
Il leone, la strega e l’armadio
Il cavallo e il ragazzo
Il principe Caspian
Il viaggio del veliero
La sedia d’argento
L’ultima battaglia
L’edizione italiana pubblicata dalla Arnoldo Mondadori Editore ha seguito l’ordine cronologico della HarperCollins, pubblicando le Cronache di Narnia in tre volumi:
1992 Le Cronache di Narnia [Volume Primo] contenente Il nipote del mago, Il leone, la strega e l’armadio e Il cavallo e il ragazzo
1993 Le Cronache di Narnia [Volume Secondo] contenente Il principe Caspian e Il viaggio del veliero
1993 Le Cronache di Narnia [Volume Terzo] contenente La sedia d’argento e L’ultima battaglia
2005 Le Cronache di Narnia contenente l’intero capolavoro.

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L’incantesimo dello spirito di Lois McMaster Bujold
La notizia non sorprende l’ambiente di corte: il principe Boleso, confinato nelle remote terre del Nord perché considerato pazzo, è stato ucciso mentre tentava di violentare una nobildonna nel corso di una cerimonia sacrilega. Tuttavia quel delitto è sospetto perché, con il sacro re del Dominio ormai moribondo, il principe Boleso era il legittimo pretendente al trono. Così, oltre al compito di portare il cadavere fino al luogo di sepoltura, Lord Ingrey viene incaricato di arrestare l’assassina, lady Ijada, e di scortarla fino alla capitale del regno perché sia processata. Il viaggio si rivela subito pieno di insidie e pericoli, e Ingrey scopre suo malgrado che l’unica persona di cui si può fidare veramente è proprio la sua prigioniera: perché una terribile maledizione incatena l’anima dell’uomo, e un destino infausto si compirà se lui non riuscirà a riscattare il proprio spirito e la propria coscienza…

Questo libro uscirà in italia solo il 30 ottobre 2008, ma in inglese è già disponibile. Io l’ho letto e questa è la mia recensione.
Ultimo libro della serie Twilight (Il quinto libro Midnight sun sarà una riscrittura di Twilight). Bella sembra aver ottenuto tutto ciò he voleva. E’ fidanzata e sta per sposare Edward che le ha promesso di trasformarla in vampiro. Eppure degli strani incubi disturbano il suo sonno…. 

La mia opinione: Ho appena finito di leggere il libro in inglese. Tranquille non vi dirò nulla di specifico sulla trama per non rovinarvi la sopresa. Mi limiterò a darvi una mia opninione su questo libro che segna la conclusione di una serie ormai famosissima e venerata. Comunque qualcosa dovrò pur dirvi perciò se non volete sapere priprio nulla, non leggete oltre.

Ebbene la mia opinione di questo libro è…..che Delusioooone.

Ma andiamo per gradi. Perchè non mi è piaciuto? Bè i motivi sono molteplici. Il libro è diviso in tre parti. La prima dal punto di vista di Bella, la seconda dal punto di vista di Jacob, la terza dal punto di vista ancora di Bella. Sulla prima parte, stendiamo un velo pietoso, veramente. Sia per stile di scrittura che per contenuti è quasi illeggibile nella sua banalità. Ero tentata di smettere di leggere. E’ praticamente un susseguirsi di piagnistei di Bella.La seconda parte per fortuna risolleva lievemente il livello e anche se la storia è piuttosto banale, almeno si può leggere. La terza parte è indubbiamente la migliore del libro, anche se nel finale cala un pò. Il lettore è in tensione perchè finalmente sta per accadere qualcosa ( uno scontro) e poi invece…..

Comunque sia, è certo che come conclusione di questa serie credevo la Meyer avrebbe tirato fuori una bella trama, invece anche se alcune idee anche se banail potrebbero essere considerate buone, poi non le sviluppa abbastanza. Vuole dire tante cose fare accadere tante cose e alla fine non approfondisce nulla. Tutto si risolve come per magia e vissero tutti felici e contenti come nelle favole, senza problemi, senza rimpianti, senza dover lottare tanto. Non mi piace come si risolve la storia di Jacob, non mi piace come Edward sembri preferire molto Bella da vampiro (dopo che per tre libri piagnucolava di volerla umana adesso dice che da vampiro è meglio, no, ma dico, siamo impazziti?), e Bella a parte i piagnistei iniziali davvero insopportabili (per tre libri vuole sposare Edward e poi si lamenta dello stress dei preparativi del matrimonio), da vampiro non è male ma……perde molte delle caratteristiche che la rendevano simpatica al lettore.

Insomma, concludendo, il libro si può leggere, non è bruttissimo, ma secondo me snatura molto i personaggi e la storia ed è un peccato. Forse se non avessi letto Twilight, ma solo questo lo avrei apprezzato di più…..ma sapendo come può scrivere la Meyer mi sari aspettata di più.

Il romanticismo, c’è, l’amore c’è, alcune scelte difficili ci sono, quindi probabilmente anche questo libro vavrà successo, ma credo veramente che questa serie meritasse un finale migliore. Non posso dare la sufficenza a questo libro.