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Monthly Archives: settembre 2008

Lo steampunk è un filone della narrativa fantascientifica, ambientato solitamente nell’Ottocento e in particolare nella Londra vittoriana tanto cara a Conan Doyle e H. G. Wells, visto come un mondo anacronistico, a volte un’ucronia (storia alternativa), in cui armi e strumentazioni vengono azionate dalla forza motrice del vapore (steam in inglese) anziché dall’energia elettrica; dove i computer sono completamente analogici, o enormi apparati magnetici sono in grado di modificare l’orbita lunare. Un modo per descrivere l’atmosfera steampunk risiede nello slogan “come sarebbe stato il passato se il futuro fosse accaduto prima”.

Lo steampunk è considerato un sottogenere della fantascienza, ma a volte anche del fantasy o dell’horror (per i quali è usata la denominazione complessiva di speculative fiction nella letteratura contemporanea anglosassone, o altre).

Il termine “Steampunk” nasce, secondo la critica specializzata, con il romanzo La notte dei Morlock di K.W. Jeter (Morlock Night, 1979), secondo alcuni in contrapposizione con il nascente genere cyberpunk, di cui è però considerato una variante: piuttosto che enfatizzare i temi della distopia informatica, la robotica e la nanotecnologia della narrativa cyberpunk, lo steampunk tende a concentrarsi più attentamente sulla tecnologia (autentica, teorica o cinematografica) dell’era vittoriana, con macchine a vapore, congegni meccanici e a orologeria, macchine differenziali. Si presenta dunque come il tripudio della meccanica in opposto all’elettronica cyberpunk.

Malgrado la narrativa steampunk sia nata e prevalentemente ambientata in scenari dell’età vittoriana, non si tratta di un requisito essenziale, tanto che ha trovato espansione nell’ambiente medioevale, nel genere fantasy e altrove.

In origine, similmente al cyberpunk, lo steampunk è stato tipicamente distopico, spesso con temi noir e pulp. Con lo svilupparsi del genere, finì con l’adottare maggiormente le peculiarità utopistiche, di interesse più generale, del romanzo scientifico dell’età vittoriana. Vi compaiono spesso società segrete e teorie del complotto e in alcuni esempi si ricorre a significativi elementi fantasy. Spesso poi si riscontrano influenze lovecraftiane, occultistiche e gotiche.
Originariamente concepito esclusivamente come fantascienza dell’epoca vittoriana, il termine è diventato di uso comune per molte forme analoghe di narrativa fantastica (speculative fiction) ambientata in epoche precedenti la scoperta dell’elettricità. Tali sottogeneri comprendono:

Steampunk storico
fantascienza ‘pre-elettrica’ che mette l’accento su strumenti azionati a vapore o da molle, o in modi analoghi. Questo aspetto fa rientrare nello steampunk storico molti racconti di storia alternativa. In quanto tale, la categoria ha a sua volta dei sottogeneri:

Steampunk classico: fantascienza scritta in età vittoriana, come alcune opere di Ippolito Nievo, Jules Verne, Herbert George Wells e Mark Twain
Steampunk medievale: narrativa fantastica ambientata nel medioevo
Steampunk vittoriano: un’opera di fantascienza moderna (post-1930) ambientata all’inizio della rivoluzione industriale
Steampunk western: fantascienza ambientata nel far west
Steampunk fantasy
Dalla fine degli anni novanta l’etichetta steampunk ha valicato i confini del regno della fantascienza vera e propria per essere applicata ad altre forme di narrativa fantastica, finendo con l’essere applicato anche a storie di fantasy ‘classica’ o con elementi horror. È spesso definita genericamente fantasy steampunk ogni opera di narrativa fantastica che combini la magia con la tecnologia del vapore o di molle.

Steamfantasy
È una definizione in parte alternativa e in parte distinta da Steampunk fantasy. La definizione Steamfantasy o Steam Fantasy indica un’ambientazione col sapore tecnologico dello Steampunk che sia però un mondo fantasy distinto dal pianeta Terra, e non una semplice versione alternativa del nostro mondo e dell’Età Vittoriana con elementi fantasy. Negare il -punk ha lo scopo sia di sottolineare come principale l’elemento fantasy sia di sottolineare l’eventuale assenza delle classiche tematiche punk di rigetto e lotta alla società tradizionale tipiche del cyberpunk e dello steampunk che ne è derivato, come quello di William Gibson e Bruce Sterling.
E’ un termine recente, forse apparso per la prima volta con il gioco di ruolo tedesco Thyria Steamfantasy del 1997. La nuova definizione, nella quale ricadrebbero prodotti come il videogioco Arcanum: of Steamworks and Magick Obscura, si è diffusa nel web negli ultimi anni anche grazie a sostenitori come lo scrittore M.C. Williams, creatore del mondo di Mythania (“a steam-age fantasy world”). Tra i libri pubblicati la serie di China Miéville ambientata nel mondo di Bas-Lag, appartenente alla corrente del New Weird, è indicata da alcuni con la vecchia definizione di Steampunk fantasy, ma da altri direttamente con il nuovo nome di Steamfantasy.

Il nuovo romanzo di Eva Clesis (Las Vegas edizioni), in uscita il 29 settembre e in libreria dai primi di ottobre, si intitola Guardrail.
Una storia a metà tra la favola e l’on the road. Alice ha sedici anni, è orfana, mezza inglese, vive in un paesino del sud e ha un piano. Quello di fuggire dalla dispotica nonna paterna, che utilizza il terrore come politica educativa, da un’amica snob e traditrice, da un amore senza speranza e dalla scuola che non le perdona i suoi problemi con la lingua italiana. Con pochi soldi in tasca, decide di fare l’autostop e scappare verso le sue origini. E qui inizia l’avventura a bordo di una macchina guidata da un tizio misterioso che non la vuole accontentare, fino al rovesciamento della storia e persino dell’identità dei personaggi, con un colpo di scena che spiazza ed emoziona.
Chi è Eva Clesis? Pseudonimo di una ragazza classe 1980, che è nata e vive a Bari.


Portici di Carta è un progetto promosso dall’Assessorato al Turismo e Commercio della Città di Torino, dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura e dall’Associazione Presidi del Libro, da un’idea di Rocco Pinto (Coordinamento nazionale Festa dei Lettori).
L’idea è quella di abbinare al libro un segno architettonico importante della città: i portici, che per quattordici chilometri abbelliscono con eleganza il centro storico. Così, nel 2007 in occasione della Festa dei Lettori, dalla collaborazione fra i Presidi del Libro, i librai di Torino e Provincia, la Fondazione per il Libro e la Città di Torino, è nata la più lunga libreria a cielo aperto mai realizzata.

Oltre due chilometri di libri sotto i portici di via Roma, piazza San Carlo, piazza Carlo Felice. Un itinerario scandito da quindi di tratti tematici, vere e proprie «vie del libro» gestite da 120 librerie di Torino e provincia, che proporranno un’enorme scelta di titoli e argomenti e riscriveranno completamente lo spazio urbano: dalla via delle Arti a quella delle Passioni, dalla via delle Lingue a quella dei Ragazzi.

E nella capitale del cioccolato non può mancare la Via del Gusto, dove i maîtres chocolatiers di Torino e del Piemonte proporranno le loro creazioni più raffinate in dialogo con i libri consacrati ai piaceri del palato.

I LIBRI DI LUCA DI Mikkel Birkegaard

Nel cuore di Copenaghen, c’è una libreria antiquaria con un curioso nome italiano: I libri di Luca. Quando il proprietario, Luca Campelli, muore di morte improvvisa e violenta, il negozio passa al figlio Jon, un promettente avvocato che da anni non aveva più contatti col padre. Nello scantinato della libreria, dopo il funerale, Jon apprende dal vecchio commesso Iversen un segreto: Luca era stato a capo di una Società Bibliofila e dei cosiddetti Lectores, persone dotate del particolare potere di influenzare gli altri mediante la lettura.
Un giorno il negozio subisce un attentato incendiario: nella morte di Luca c’entra forse la lotta di potere all’interno della Società Bibliofila? Il compito di Jon sarà quello di venire a capo del mistero. C’è un traditore fra i Lectores? C’è qualcuno che vuole acquisire i loro eccezionali poteri? Un thriller dal ritmo serrato in cui, insieme al protagonista, scopriamo quante sorprese possono attenderci ogni volta che apriamo un libro. Perché ci sono libri che possono cambiare davvero la vita…

estratto:
“«E come si fa ad acquisire questo potere? Come si diventa Lectores?»
«È innato», rispose deciso Iversen. «Non si può imparare né tanto meno scegliere. Tuo padre ha ereditato questo potere dal padre, Armando, che a sua volta l’aveva ricevuto dal suo e così via. Perciò è molto probabile che tu l’abbia ereditato da Luca.»
Fece una pausa prima di ribadire il punto.
«Tu potresti essere un Lector, Jon… Nella maggior parte delle persone i poteri sono latenti. Alcuni non li scoprono mai, altri nascono attivi, altri ancora vengono attivati per caso. La maggioranza, tuttavia, rivela qualche talento in questo senso, nella scelta della professione o nel modo di svolgerla.» Scrutò Jon. «E tu? Ti è mai capitato che una tua lettura ad alta voce abbia influenzato o trascinato chi ti ascoltava?»”

edito Longanesi.

“Un meraviglioso romanzo sulla passione della letteratura… un thriller sulla magia dei libri.”
Berlingske Tidende

Zeroville recensione dell’amica Daze tratto dal suo favolo spazio on line (con la speranza che collabori più spesso con noi): Hause of the Book

Zeroville di Steve Erickson

Vikar o il Vicario. Isacco. Ha la testa rasata e tatuata. Porta con se’ Monty e Liz. Parla poco ma finisce nei posti sbagliati, confonde la gente. Finisce a LA per respirare Hollywood ma a LA ascoltano musica brutta e succedono fatti orribili in grandi ville a bambini che non sono nemmeno ancora nati. Siamo alla fine degli anni ’60. Charles Manson sta nella sua casa nella Death Valley mentre la Famiglia punisce chi non può difendersi. Siamo alla fine degli anni ’60 e la gente non sa più distinguere James Dean da Montgomery Clift.

Vikar vive ora, vive qui e sempre, vive il tempo circolare dei film. La continuità? ‘Fanculo la continuità. Lui può essere eterno, come una storia mai raccontata, come un film che è sempre esistito, prima che lo si girasse.

Vikar ride, guardando l’Esorcista. Lui non ha mai capito le commedie.

Questo libro scorre, forse più veloce per chi ama il cinema e chi ama le infinite discussioni di chi vive per un’ossessione. Scorre scandito da sogni e capitoli brevissimi. Non c’è solo il cinema in questo libro ma una strana commistione di idee, religione, segni del destino. E un’indagine coinvolgente che porterà ad un epilogo imprevisto.

“Il cinema è in tutti i tempi, ma le persone non sono in nessun tempo.”

“Dio ama solo la purezza, e ogni cosa viene purificata col sangue, purificata con le fiamme, purificata con un colpo d’arma da fuoco.”

Recensione di Anita Blake

Peter Pan nei giardini di Kensington Di James M. Barrie

Le origini di Peter Pan Questo libro era in origine contenuto in un altro libro di Barrie “L’uccellino bianco”, da cui sono state estratti sei capitoli riguardanti la figura di Peter Pan.
Ma è un Peter Pan diverso da come lo conoscono i più, infatti è un bambino di poche settimane che guardando affascinato fuori dalla finestra, prende e spicca il volo. Non c’è niente di strano in questo, perché in origine i bambini sono tutti quanti uccelli, solo che poi lo dimenticano e pensando di non poter volare e così non volano. Peter Pan invece, ricordando le sue origini, fa ritorno nell’Isola Degli Uccelli, situata vicino i Giardini di Kensington che, come tutti sanno, dopo l’Ora di Chiusura diventa territorio di fate e piante animate…

Il romanzo è scritto con scorrevole linguaggio pieno di ironia (ricorda una sorta di Lewis Carrol meno allucinato) che saprà riempire di magia i lettori più giovani, questo è certo (meglio se “accompagnati”, ci sono parecchie ambiguità e trovate crudeli per essere una favola…). Ma per una migliore comprensione è sicuramente consigliata una lettura da adulti, che permette di scovare le metafore con tanto di frecciatine di Barrie a vari aspetti della società dei suoi tempi (Inghilterra post-vittoriana), senza contare che ci sarebbe tutto un confronto da fare con la sua biografia, perché tutti i personaggi rappresentano qualcosa e qualcuno nella sia vita.

La storia è sia molto divertente, sia terribilmente malinconica.
Tra le cose divertenti, ma soprattutto magiche, di quel magico che solo un (spirito) bambino può comprendere, c’è senz’altro il primo capitolo. Descrive una delle tante passeggiate di Barrie con un bambino di 4 anni e lascia davvero a bocca aperta. Un capitolo che compie il miracolo di ricordare tantissimo della fanciullezza, quell’infinito potere che è il raccontare delle storie, giocare con la fantasia su ogni elemento che si ha intorno. Fantastico. L’edizione che ho esaminato (Biblioteca Universale Rizzoli – Superclassici) contiene anche una mappa dei Giardini di Kensington che è praticamente fatta apposta per godere appieno di questo capitolo iniziale, una cosa davvero divertente e che moltiplica, se possibile, la bellezza di questa bellissima passeggiata che è l’incipit.

Con l’introduzione di Peter Pan arrivano anche le parti malinconiche. Il suo stesso essere una via di mezzo (viene definito dagli uccelli un “Tra-il-Quà-e-il-Là) tra un essere umano e un uccello è una chiara metafora sulla diversità, in un alternarsi di momenti delicati e crudezza. Intensissimo l’ultimo incontro di Peter con la madre.
Ma l’autore continua a sottolineare che sbaglia il lettore a provare pena per Peter, perché lui ha un cuore felice. Qui usa una bellissima frase per fare il paragone tra il cuore di Peter Pan e il nostro: il “nostro” (parla a un lettore bambino) cuore è senz’altro più felice di quello di nostro padre, e così Peter lo è ancora più di noi. L’autore protegge l'”ignoranza” di Peter Pan ma è impossibile non provare tenerezza quando lo vediamo andare di notte nei giardini, che cerca di giocare come fanno i bambini, ma sbaglia tutto e scambia secchielli per sedie e hoola-hop per barche…

Oltre a Peter Pan, grande spazio è dato alle fate. Un intero capitolo è infatti dedicato al Piccolo Popolo (questa deliziosa edizione ha l’unica pecca di averlo tradotto con “gente minuscola”), cioè fate (femmine, maschi e tutte le sottospecie) ma anche gli elementi vegetali del parco stesso che prendono vita. Barrie era appassionato dalle leggende scozzesi quindi si sbizzarrisce nel narrare i tipici comportamenti delle fate, quelli specifici dei Giardini e svela anche alcuni trucchetti per vederle. Non posso esimermi dal citare il mio preferito: dato che alcune fate di giorno si mimetizzano in fiori, un trucco per vederle è cominciare a fissare intensamente un fiore, prima o poi dovrà battere gli occhi, in quel caso è una fata!

Un romanzo che regala spensieratezza e magia. Si ha voglia di visitare i Giardini di Kensington seguendo l’itinerario di Barrie, ma il potere che si ottiene leggendolo è che invoglia di provare se si è (ancora) in grado di fare uso di questa fantasia dimenticata, quindi dopo aver letto questo libro, la prossima volta che ci si troverà in un parco, sicuramente ci si guarderà intorno in modo speciale…

Incredibilmente cupe le ultime pagine, una aleggiante sensazione di morte che accompagna il lettore verso l’uscita dei Giardini…

Il romanzo è impreziosito da stupende tavole originali a colori dell’epoca realizzate da Arthur Racckham, pittore e illustratore neogotico di grande finezza. Sua anche la mitica mappa e gli schizzi in bianco e nero presenti nel testo. … (continua)

Questo libro era in origine contenuto in un altro libro di Barrie “L’uccellino bianco”, da cui sono state estratti sei capitoli riguardanti la figura di Peter Pan.
Ma è un Peter Pan diverso da come lo conoscono i più, infatti è un bambino di poche settimane che guardando affascinato fuori dalla finestra, prende e spicca il volo. Non c’è niente di strano in questo, perché in origine i bambini sono tutti quanti uccelli, solo che poi lo dimenticano e pensando di non poter volare e così non volano. Peter Pan invece, ricordando le sue origini, fa ritorno nell’Isola Degli Uccelli, situata vicino i Giardini di Kensington che, come tutti sanno, dopo l’Ora di Chiusura diventa territorio di fate e piante animate…

Il romanzo è scritto con scorrevole linguaggio pieno di ironia (ricorda una sorta di Lewis Carrol meno allucinato) che saprà riempire di magia i lettori più giovani, questo è certo (meglio se “accompagnati”, ci sono parecchie ambiguità e trovate crudeli per essere una favola…). Ma per una migliore comprensione è sicuramente consigliata una lettura da adulti, che permette di scovare le metafore con tanto di frecciatine di Barrie a vari aspetti della società dei suoi tempi (Inghilterra post-vittoriana), senza contare che ci sarebbe tutto un confronto da fare con la sua biografia, perché tutti i personaggi rappresentano qualcosa e qualcuno nella sia vita.

La storia è sia molto divertente, sia terribilmente malinconica.
Tra le cose divertenti, ma soprattutto magiche, di quel magico che solo un (spirito) bambino può comprendere, c’è senz’altro il primo capitolo. Descrive una delle tante passeggiate di Barrie con un bambino di 4 anni e lascia davvero a bocca aperta. Un capitolo che compie il miracolo di ricordare tantissimo della fanciullezza, quell’infinito potere che è il raccontare delle storie, giocare con la fantasia su ogni elemento che si ha intorno. Fantastico. L’edizione che ho esaminato (Biblioteca Universale Rizzoli – Superclassici) contiene anche una mappa dei Giardini di Kensington che è praticamente fatta apposta per godere appieno di questo capitolo iniziale, una cosa davvero divertente e che moltiplica, se possibile, la bellezza di questa bellissima passeggiata che è l’incipit.

Con l’introduzione di Peter Pan arrivano anche le parti malinconiche. Il suo stesso essere una via di mezzo (viene definito dagli uccelli un “Tra-il-Quà-e-il-Là) tra un essere umano e un uccello è una chiara metafora sulla diversità, in un alternarsi di momenti delicati e crudezza. Intensissimo l’ultimo incontro di Peter con la madre.
Ma l’autore continua a sottolineare che sbaglia il lettore a provare pena per Peter, perché lui ha un cuore felice. Qui usa una bellissima frase per fare il paragone tra il cuore di Peter Pan e il nostro: il “nostro” (parla a un lettore bambino) cuore è senz’altro più felice di quello di nostro padre, e così Peter lo è ancora più di noi. L’autore protegge l'”ignoranza” di Peter Pan ma è impossibile non provare tenerezza quando lo vediamo andare di notte nei giardini, che cerca di giocare come fanno i bambini, ma sbaglia tutto e scambia secchielli per sedie e hoola-hop per barche…

Oltre a Peter Pan, grande spazio è dato alle fate. Un intero capitolo è infatti dedicato al Piccolo Popolo (questa deliziosa edizione ha l’unica pecca di averlo tradotto con “gente minuscola”), cioè fate (femmine, maschi e tutte le sottospecie) ma anche gli elementi vegetali del parco stesso che prendono vita. Barrie era appassionato dalle leggende scozzesi quindi si sbizzarrisce nel narrare i tipici comportamenti delle fate, quelli specifici dei Giardini e svela anche alcuni trucchetti per vederle. Non posso esimermi dal citare il mio preferito: dato che alcune fate di giorno si mimetizzano in fiori, un trucco per vederle è cominciare a fissare intensamente un fiore, prima o poi dovrà battere gli occhi, in quel caso è una fata!

Un romanzo che regala spensieratezza e magia. Si ha voglia di visitare i Giardini di Kensington seguendo l’itinerario di Barrie, ma il potere che si ottiene leggendolo è che invoglia di provare se si è (ancora) in grado di fare uso di questa fantasia dimenticata, quindi dopo aver letto questo libro, la prossima volta che ci si troverà in un parco, sicuramente ci si guarderà intorno in modo speciale…

Incredibilmente cupe le ultime pagine, una aleggiante sensazione di morte che accompagna il lettore verso l’uscita dei Giardini…

Il romanzo è impreziosito da stupende tavole originali a colori dell’epoca realizzate da Arthur Racckham, pittore e illustratore neogotico di grande finezza. Sua anche la mitica mappa e gli schizzi in bianco e nero presenti nel testo.

Per essere sempre attuali, visto l’esperimento tenutosi in questi giorni a Ginevra eccovi un libro che racconta cosa potrebbe accadere se un esperimento va molto molto male:

Immagine di Lila Black

 

Titolo: Lila Black

Titolo originale: Keeping it real

Autore: Justina Robson

Editore: Fanucci

Serie: Primo libro della Quantum gravity series

Trama :

Un esperimento va storto e un condotto elettronico in Texas scoppia generando talmente tanta energia da aprire la porta ad altre cinque dimensioni che entrano così in contatto con la terra. La terra viene così modificata per sempre. Cambia nome, diventa Otopia e inizia i rapporti con le cinque dimensioni: quella elfica, faerie, demoniaca, elementale e dei morti.

Mentre gli esseri Faerie e demoniaci amano interagire con gli umani, gli elfi non molto, anzi alcuni di loro odiano gli umani. Gli elementali girovagano per la terra, mentre il mondo dei morti è naturalmente accessibile solo se si è morti o negromanti.

Lila, agente segreto degli umani, ha avuto un brutto incontro con degli elfi, è rimasta gravemente ustionata e il suo corpo è stato ricostruito, perciò ora è mezza umana e mezza cyborg. Si sta ancora adattando a questa sua nuova esistenza quando le viene assegnato l’incarico di proteggere un elfo, che atipicamente vive fra gli umani e fa il cantante rock.

La missione si rivelerà molto complessa.

La mia opinione:

Nonostante legga molto in inglese questo libro (che ho deciso di leggere in lingua perchè non sapevo fosse uscito in italiano) è stato ostico anche per me. Per la lingua, molto complessa sintatticamente, per i termini elfici, faerie e slang creati dalla scrittrice stessa, e per la trama veramente labirintica della seconda parte del libro. Per capirlo veramente bene dovrò leggerlo una seconda volta in italiano.

Peccato perchè L’idea di partenza era molto buona e interessante. forse se fosse stato in italiano mi sarei orientata meglio.Forse. Perchè in realtà era veramente consuso in molti punti e alcuni fatti avengono senza alcun senso logico, sono piazzati lì, come a caso. Specialmente nella seconda parte, tra intrighi, possessioni, doppio e triplo gioco, incantesimi, tutto si complica e non si capisce più chi finge cosa e chi sta dalla parte di chi. Vi dico solo per esempio, che ad un certo punto la protagonista viene posseduta dallo spirito di un negromente morto, che la fa apparire con un incantesimo come fosse lui ancora vivo, e lei deve fingere di essere lui che finge di essere lei che finge di essere lui……chiaro no?

Forse questa confusione è dovuta al fatto che nel primo libro di una nuova serie il lettore deve orientarsi nel nuovo mondo creto dall’autore. L’idea di partenza merita di essere premiata, ma questo libro non mi ha convinto completamente.

 

Lila Black E’ il primo di una serie di libri intitolata Quantum Gravity, che continua con due libri non ancora usciti in italiano:

 

Selling Out (Quantum Gravity, Book 2)

 

2. Selling out

Trama: Lila, ora posseduta dallo spirito di Tath, un elfo negromante, e sempre legata a Zal, decide di tornare al lavoro, e accetta un nuovo incarico. Stavolta dovrà intridursi nel mondo dei Demoni (Demonia). Scoprirà così nuove cosa sul passato di Zal.

 

Quantum Gravity, Book 3 (Quantum Gravity)

3. Going under

Trama: Terzo libro di questa serie urban fantasy. Stavolta l’agente Lila deve viaggiare all’interno del mondo Faerie, ma nel cuore del loro mondo, un mondo che sa essere anche molto oscuro. E se riuscirà nella sua sua missione, per riuscire ad uscire poi dal regno Faerie dovrà chiedere la domanda giusta e fare il giusto sacrificio . . .

 

Minia la gatta è una nostra collaboratrice,ha aperto un super blog in cui intervista scrittori, editori,librai e non solo. Visitatelo. Si chiama Giochi di lingua.

E colgo l’occasione per ringraziarvi delle continue e molte visite.


Pronti per partire per un nuovo viaggio alla scoperta di eroi e mondi fantasy. Vi presento il romanzo primo di Claudio Tassitoni. Web designer di professione, scrittore, grafico e musicista per passione. Un romanzo in cui il mondo fantastico è descritto in ogni minimo particolare facendoti vivere avventure fantastiche.Un vortice mozziafiato.

Tre inseparabili amici in lotta contro le forze oscure: comincia la saga della Compagnia dei Tre, edito Fanucci.
Sul continente di Empyrea si svolge la vicenda di Arthur, Roddy e Sarah, tre ragazzi che partono dalla cittadina di Wyndham per diventare soldati dell’Armata Repubblicana; ma l’ingombrante passato del padre di Arthur e le sorprendenti scoperte sulle reali intenzioni di Xerxes, il sovrano di Empyrea, arroccato da secoli nella mitica città di Thebe, li spingeranno verso una grande avventura che cambierà il destino del mondo. Sulla loro strada troveranno molti amici e nemici, a partire da Hugo, il sinistro fratello di Arthur, soggiogato dalla magia, e poi Wendell, lo Stregone, con il suo arcinemico Suleymane l’Oscuro; e ancora, un sindaco cialtrone e sgrammaticato, un oste e un’ostessa decisamente coraggiosi, una spigliata ladruncola, un leggendario stratega che tutti credevano morto, animali magici, un generale crudele e ambizioso… Luoghi affascinanti, come un antico tempio che dona misteriosi poteri, l’Accademia alla quale tanto desideravano essere ammessi, una casa nella quale cova un male più antico del tempo stesso, e infine una città nascosta oltre un bosco magico, dove li attendono nuove e sconcertanti rivelazioni sul passato e sul futuro della loro avventura.

visita il sito!


Leviathan
Autore: Yu Kinutani, Eiji Otsuka
Volumetti: 11
Trama: 1998 ci troviamo in Giordania nel mar morto, l’ONU forma una squadra di 5 uomini per una missione di pace, tutti i membri scompaiono misteriosamente in Cappadocia. Dopo 2 anni un solo membro della squadra fa ritorno, il suo nome è Kouhei Samizo,o per meglio dire come lui stesso si definisce il “Leviatano”, portatore dell’apocalisse, il suo aspetto è cambiato quasi totalmente;infatti dentro di se custodisce parti del corpo dei suoi compagni. Al suo ritorno, grandi flussi di immigrati provenienti dalle regioni dell’Asia centrale invadono il Giappone, portando con se dei terribili segreti. Tornato in Giappone Kouhei, apre una clinica, ed essendo in possesso di straordinarie capacità mediche e chirurgiche i clienti non mancano, soprattutto tra gli immigrati, i quali sembrano essere grande fonte di interesse per Kouhei… (trama by Hakkai)


La Strada di Ryu(Ryu No Minchi)
Autore: Shotaro Ishinomori
Volumetti: 5
Anno: 1969
Trama: Ryu Shibata e’ un giovane che s’imbarca clandestinamente in un razzo in viaggio per una missione spaziale di ricerca; tuttavia viene scoperto poco dopo il decollo e costretto all’ibernazione sino alla data del previsto ritorno sulla Terra. Quando si risveglia Ryu scopre con orrore che tutti i membri dell’equipaggio sono morti, apparentemente colpiti da un micidiale virus spaziale. Le sorprese non sono pero’ finite: quando esce dalla navicella scopre di essere arrivato su un pianeta sconosciuto, completamente coperto dalla vegetazione e abitato da pericolosissimi animali e piante assassine. Alla ricerca di altri sopravissuti, riesce finalmente a trovare Maria e Jimmy, due giovani fratelli che lo pongono di fronte a una scoperta sconvolgente: il pianeta dove si trova Ryu e’ la Terra, che durante la sua assenza sembra esser stata sconvolta da una guerra nucleare che non ha lasciato sopravvissuti… (trama presa dal sito dell’editore italiano, D/Visual)


Knights of the Apocalypse
(Stigmata)
Autore: Ko Ya Sung
Volumetti: 3
Anno: 2007
Trama: Radam è il nome dell’Istituto dei Crimini Occulti che combatte contro i demoni facendosi aiutare dagli stigmaster, personaggi dai poteri sovrumani e misteriosi. La Guerra Santa di dieci anni prima allontanò i demoni, ma l’Apocalisse descritta in tutti i libri sacri può essere solo rimandata, in quanto inevitabile: il genere umano per intero sta per essere coinvolto suo malgrado in uno scontro tra forze ultraterrene iniziato molto prima della sua nascita, e che le religioni hanno solo tentato di spiegare. (trama presa dal sito della casa editrice italiana: Star Comics)


Afterschool Nightmare
Autore: Setona Mizushiro
Volumetti: 10
Anno: 2004
Trama: Mashiro Ichijo, studente al primo anno di un collegio privato, da tanto tempo cerca di nascondere agli altri il suo segreto, che lo costringe a convivere simultaneamente con due differenti corpi all’interno di uno solo. Provato dal rammarico di aver dovuto lasciare il club di kendo, Mashiro incrocia nel corridoio della scuola una professoressa, che lo invita a seguirlo in una inquietante infermeria sotterranea… (trama presa dal sito della casa editrice italiana: Star Comics)

Elenco case editrice a cui inviare manoscritti di narrativa di genere,nascosti nel cassetto:

1-Rizzoli 24/7
2-Elliot edizione.Nuova collana Heroes
3-Einaudi stile libero
4-Fazi editore
5-Fernandel
6-Fandago
7-Las vegas edizioni
8-eumeswil
9-zandegu
10-Coniglio editore

Vi consiglio di legere un simpaticissimo volume di 255 pagine, scritto da Mariano Sabatini.
Si chiama “Trucchi d’autore” (ed. Nutrimenti, 2005) e racconta un viaggio tra i rituali di 50 scrittori italiani alle prese con la pagina bianca, con le scadenze e con le idee da mettere insieme, per scoprire cosa “c’è dietro” la stesura di un libro, quali sono i modi e i tempi, ma anche i vizi e gli sfizi degli autori.
Così, nell’agile lettura, si scopre che Faletti scrive con la pipa in bocca, mentre Camilleri scrive solo dalle 8.00 alle 10.30, Valerio Massimo Manfredi scrive di notte in un ambiente “tetro” che influenza molto i suoi gialli nell’Antica Roma, così come Giancarlo de Cataldo si ispira molto alle cose che vede mentre passeggia con il suo cane, Aldo Nove prima di iniziare a scrivere fa le ricerche sui volumi di Piero Angela.
All’interno, nelle 50 interviste, i lettori soddisfano le loro curiosità, gli aspiranti scrittori potranno anche apprendere consigli sui tempi giusti di scrittura e ri-lettura, sulla fobia della pagina bianca, sull’approccio con gli editori e l’attesa della risposta.

Trucchi d’autore
Sabatini Mariano
Ed. Nutrimenti
255 pagine – € 10,00