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Monthly Archives: gennaio 2013

I gatti vengono in colonie

le balene vengono in banchi

i lupi in branchi

e così i cani…

I vampiri vengono in un bacio.

Ci sono stormi di uccelli

frotte di pesci

orde di draghi

(si può ordire un drago?), ma

i vampiri vengono in un bacio…

Gli umani si raggruppano nelle sale degli elfi

e i vampiri amano vederli cadere…

Tutti noi veniamo col bacio di un vampiro…

“Se non fosse stato per Arturo, non avrei saputo cosa erano realmente Renny e Mitch, e se non avessi saputo quello, non avrei saputo mai cosa fosse Adrian. E se non avessi saputo quello non avrei mai incontrato Green. Perciò credo di dovere molta parte della mia vita (sia gioie che dolori) ad un alto elfo peruviano; ma Arturo non la pensa così, e io cerco di non pensarlo più.

La stazione di servizio dove lavoro sta tra Ophir e Penryn, sulla strda chiamata Gold Hill. So che fare i turni di notte non è sicuro per una donna, ma mi lascia libere le mattine per seguire i corsi universitari e questo è ciò che conta. Inoltre lavorare di notte mi fa guadagnare ben cinquanta dollari l’ora e i soldi mi servono per cercare di trasfermirmi in un appartamento mio e lasciare la casa dei miei.

Non mi sento esposta o in pericolo o indifesa. Sono adulta e ho un’aspetto da dura, piercing al naso, al labbro, diversi buchi per orecchio. I miei capelli sono corti e indosso rossetto nero. Qualsiasi cosa per mascherare quanto mi sento brutta, vero? Ho fatto diversi corsi di autodifesa, e mio padre mi ha insegnato a sparare e ad usare la 22millimetri che Danny, il mio capo, tiene nel cassetto sotto la cassa. Mio padre è molto orgoglioso della mia mira, non gli interessano i miei voti scolastici, ma quando mi vede riempire di piombo un bersaglio mi guarda orgoglioso.

Così passavo le notti nella stazione di servizio, dietro la cassa a studiare ed ad aspettare i rari clienti. Clienti per di più soprannaturali, ma prima di Arturo lo ignoravo, per me erano clienti regolari e basta.

Anche Arturo era un cliente regolare, finiva di lavorare ad un altra stazione di servizio verso l’ 1:00 , e veniva da me verso le 1:30. Comprava sei confezioni di sigarette tutte le notti. Alto uno e novanta, perfettamente proporzionato, torace muscoloso, fianchi stretti, capelli neri e ondulati….insomma bellissimo. Paurosamente bello. Talmente bello che solo dopo un anno che veniva regolarmente ero riuscita a prendere coraggio e guardarlo negli occhi.

E fu così che una notte di gennaio Arturo si avvicinò alla cassa e mi prese la mano mentre gli allungavo il resto.

“Sono Arturo, ci vediamo tuutte le sere, non ti sembra maleducato non guardarmi mai negli occhi?”

Come potevo dirgli che la sua belleza mi spaventava? Così lo guardai negli occhi….grandi, grigi, enormi…….fu un grave errore, ma allora lo ignoravo.”

Amy Lane, incipit del libro Vulnerable (tradotto da me).

Come avrete capito da questo incipit, oggi torno a parlarvi di Amy Lane. Chi è costei? Semplice, un’autrice americana di urban fantasy, che, come molti emergenti, ha autofinanziato la pubblicazione dei suoi libri e che, io credo, meriti di raggiungere il successo. Io amo molto i suoi libri e vi ho parlato spesso di lei su questo blog.

Chi frequenta il blog da tempo sa già come io spesso mi prenda a cuore i libri che amo, chi invece segue L’arte dello scrivere solo da poco probabilmente non lo sa. Per questi ultimi accenno a progetti storici che questo blog ha portato avanti con successo.

Nel mio piccolo con il mio progetto Vogliamo urban fantasy per adulti, consistente in una catena (diciamo pur valanga) di email e post su diversi blog e forum che hanno collaborato, ho contribuito a far conoscere e a portare in Italia autrici come Keri Arthur, Christine Feehan, Kelley Armstrong e Patricia Briggs.

Poi è seguito il progetto Fever, che ha visto ancora più blog collaborare per far conoscere la serie Fever di Kare Marie Moning, coronato anch’esso dal successo con la pubblicazione della serie da parte di Leggeditore.

Poi il progetto Rallentate, vogliamo traduzioni di qualità, che è riuscito ad ottenere le scuse della casa editrice che aveva sfornato una traduzione pessima di Soulless.

In corso ho ancora il progetto Dobbiamo finire ciò che è stato iniziato, che punta alla ripresa della pubblicazione della serie In death di J. D. Robb e Ghostwalkers di Christine Feehan.

Ma intendo comunque iniziare un nuovo progetto per cui mi occorre il vostro aiuto.

Da anno ormai sono in contatto con Amy Lane e sto tentando di farla pubblicare in italiano, ma senza successo. L’anno scorso grazie ad un’agenzia leteraria che l’aveva presa sotto di sè avevo avuto rosee speranze, ma anche quelle sono naufragate. Ciò però non significa che io intenda arrendermi.

Da’accordo con l’autrice voglio AIUTARLA AD AUTOPUBBLICARSI IN ITALIA SUL SITO AMAZON.IT FORNENDOLE GRATUITAMENTE UNA TRADUZIONE IN LINGUA ITALIANA CORRETTA E GRADEVOLE del libro Vulnerable primo della serie Little goddess.

RIUSCIRE IN QUESTO PROGETTO E AGGIUNGERE UNA TRADUZIONE ITALIANA DEL SUO LIBRO VULNERABLE AL SUO CURRICULUM DI AUTRICE, L’AIUTEREBBE ANCHE NELLE NEGOZIAZIONI CHE HA IN CORSO AL MOMENTO CON UN EDITORE AMERICANO CHE L’HA NOTATA E STA PENSANDO DI RIPUBBLICARE LA SUA SERIE.

PER RIUSCIRE IN QUESTO MIO PROGETTO HO PERO’ BISOGNO DEL VOSTRO AIUTO.

MI OCCORRONO PERSONE CHE CONOSCANO BENE L’INGLESE E SI OFFRANO DI TRADURRE GRATUITAMENTE DALL’INGLESE ALL’ITALIANO UN PEZZO DEL LIBRO VULNERABLE.

PIù SAREMO IN TANTI MENO LAVORO CI SARà PER TUTTI E PIù FAREMO IN FRETTA.

SO DI CHIEDERVI TANTO, MA è PER UNA BUONA CAUSA. PORTARE IN ITALIA FINALMENTE UNA SERIE E UNA AUTRICE CHE LO MERITA.

SE VOLETE COLLABORARE A QUESTO PROGETTO CONTATTATEMI ALLA MAIL:

weirde@libero.it

Per tutti coloro che collaboreranno, sarà disponibile gratuitamente una copia in ebook del libro Vulnerable e forse anche qualche altro libro omaggio dell’autrice.

Spero aderirete numerosi, poichè è una cosa a cui tengo veramente molto, so che affezionarsi tanto ad una serie di libri suonreà probabilmente stupido a molti, e non stia parlando di un capolavoro della leteratura, ma…non so spiegarvi perchè ci tenga così’ tanto a questo libro, è quel qualcosa che secondo me manca ai libri della Hamilton per renderli veramente perfetti, è genuina, è qualcosa di imperfetto certo, ma che riesce ad entrarti dentro.

Qui sotto vi ripropongo il post che avevo dedicato a questa serie, forse leggendolo capierete ciò che cerco di dirvi.

Serie urban fantasy intitolata LITTLE GODDESS , comoposta ad oggi da quattro libri, ma non ancora completata:

1. VULNERABLE

Disponibile su Amazon

Trama: La studentessa universitaria Carol-Anne Kirkpatrick (chiamata Cory dagli amici) dovrà affrontare molti fenomeni paranormali durante il suo lavoro di impiegata notturna in una stazione di servizio nella California del nord. Dopo aver conosciuto Adrian il suo primo amante (e il suo primo vampiro), verrà risucchiata in un mondo popolato da elfi, vampiri e mille pericoli.

Piccolo estratto: “Se non fosse stato per Arturo, non avrei saputo cosa erano realmente Renny e Mitch, e se non avessi saputo quello, non avrei mai saputo cosa era Adrian. E se non avessi saputo quello non avrei mai incontrato Green. Perciò credo di dovere molta parte della mia vita (sia gioie sia dolori) a un altissimo elfo peruviano.”

2. WOUNDED

Disponibile su Amazon

Trama: Cory è rimasta gravemente colpita dalla perdita che ha subito, e il suo tentativo di riprendersi senza l’aiuto della sua nuova “famiglia” la rende debole e vulnerabile all’attacco di un nuovo nemico. Rivelazioni sul passato di Green e su vecchi amici che si riveleranno traditori, colpiranno gravemente Cory che però dovrà assolutamente trovare dentro di sè la forza di lottare e continuare a vivere.

Piccolo estratto: “Se qualcuno dà la propria vita per te, è perchè non può vivere senza di te. Questo è un grande dono e un terribile peso, e se grazie al suo sacrificio tu riuscirai a sopravvivere, dovrai essere grata del dono che ti ha fatto ed essere pronta a sopportarne il peso.”

3. BOUND

Disponibile su Amazon

Trama: La vita di Cory si è molto complicata, ma almeno è riuscita a trovare una nuova voglia di vivere. Purtroppo Green deve viaggiare e lasciarla molto sola a sopportare il peso di proteggere la loro “famiglia”. Lei si sente schiacciata dalla responsabilità che le ha affidato, ma non intende fallire e quando un essere mostruoso cercherà di uccidere lei e i suoi cari, farà tutto ciò che è in suo potere per fermarlo.

Piccolo estratto: “Tu sei tutto ciò di cui non sapevo di avere bisogno. Tu sei tutto ciò senza di cui non potrei sopravvivere e non lo sapevo, non mi rendevo conto anche se stavo morendo senza di te.”.

4. RAMPANT

Trama: Un vampiro pedofilo sta trasformando degli innocenti bambini in vampiri e spetta a Cory a alla sua gente fermarlo. Trovarlo sarà facile, ma per eliminarlo dovrà lottare.

Breve estratto: “Alcuni demoni non possono essere eliminati con un bacio. Alcuni di loro hanno il diritto di guidarti e graffiare via il tuo benessere con le loro unghie affilate.”

L’autrice di questa serie, Amy Lane , si è gentilmente prestata ad una breve intervista via email per questo blog, e come vedrete oltre ad essere gentile e disponibile ha anche liricità nel rispondere alle domande, oltre che opinioni che condivido in pieno:

1. Cosa ti ha spinto a scrivere la serie di libri Little Goddess? Come ti è venuta l’idea per queste storie?

Tutto è nato all’epoca in cui stavo frequentando il primo anno di università sulle colline californiane. Allora pensavo che fossero un luogo magico e a dire il vero lo credo tutt’ora. Il mio senso dell’orientamento è tremendo, perciò ogni volta che giravo per le strade e svoltavo una curva mi sembrava sempre di scoprire luoghi nuovi mai esplorati. Questo, unito al fatto che credevo che non mi sarei mai integrata in quel nuovo ambiente e nella vita in generale (ogni teenager lo crede ma io ero solita dire ai miei genitori che dovevano avermi trovato sotto un fungo), ha fatto nascere la prima idea per l’ambientazione dei libri e per la loro protagonista. Ma è stato solo quando sono cresciuta e ho iniziato ad apprezzare sempre di più il genere urban fantasy, che la serie Little goddess ha preso veramente vita, prima nella mia mente e poi su carta. Per me il mondo di questi libri è reale quanto il mio.

2. Ti sei ispirata a Laurell K. Hamilton per i tuoi libri? Ti piacciono le sue serie?

I primi libri delle serie di Anita Blake e Merry Gentry mi sono piaciuti tantissimo, ma poi continuando a leggerle mi è sembrato che in queste serie mancasse qualcosa. Non potevo accettare un eroina che fosse egoista nei suoi sacrifici quanto nel suo egocentrismo, volevo un eroina che faticasse, che facesse errori, che avesse bisogno di trovare se stessa e volevo degli uomini che potessero essere gentili pur avendo una spina dorsale. Così li ho creati. Cory e i suoi uomini rappresentano ciò che io credo debba essere una relazione romantica: bisogna dare e ricevere, essere onesti e non imbrogliare e alla fine dovrebbero essere i bravi ragazzi a vincere.

3. Qual è il tuo personaggio preferito della Little goddes series?

Cory, naturalmente, e dopo di lei direi Green e Bracken a parimerito o quasi. Amo Green lui rappresenta il leader ideale, per lui la sua gente viene prima di tutto, è nobile e giusto. Ma Bracken , bè, lui è stato una sorpresa. Non avevo in mente di creare un gloriosamente imperfetto, deliberatamente scontroso, egoista, ma alla fine perfetto personaggio, perciò credo che lo amerò sempre un pochino di più.

4. Alcuni dei personaggi sono ispirati a persone reali?

Sì e no. Mio marito era molo simile a Adrian da giovane: impulsivo, malinconico, un po’ dannato, ma crescendo ha assomigliato sempre più a Green. Mi ha fatto riflettere sulla dicotomia di ciò che cerchiamo in un leader contro ciò che ci affascina del nostro primo amore, e questo mi ha ispirato.

5.Perchè hai deciso di utilizzare vampiri, mutaforma e faeries nella tua storia?

Perchè potevo. Ho sempre amato le storie con protagonista la figura dell’ALTRO, del DIVERSO, credo per lo stesso motivo per cui gli uomini le raccontano da secoli. La loro diversità rende la loro umanità più visibile e più straordinaria e ci fa apprezzare di più la nostra stessa umantà.

6. Dicci perché gl editori italiani dovrebbero pubblicare i tuoi libri e perché i lettori italiani dovrebbero leggerli.

Perché credo in personaggi pieni di difetti, nelle trame sovrapposte, nei punti di vista multipli, nei significati nascosti e reconditi, nell’impatto delle storie (anche quelle che raccontiamo a noi stessi) sulle nostre vite, e nel potere di redenzione dell’amore. Tutto ciò che credo riguardo gli esseri umani è contenuto in queste mie storie di esseri non proprio umani, e loro faranno credere anche a voi cose meravigliose riguardo i vostri fratelli umani.

LA MIA OPINIONE

Ci sono talmente tante cose da dire su questi libri che non so da che parte cominciare, ma cercherò di fare un pò di ordine fra le mie idee e di non tralasciare nulla.

Prima di tutto bisogna ammettere che questi tre libri non sarebbero potuti essere scritti se Laurell K. Hamilton non avesse scritto le serie di libri su Anita Blake e Merry Gentry, infatti le similitudini sull’ambientazione di questi libri e quellli della Lane è innegabile, e lo stesso vale per alcune caratteristiche dei personaggi.

Il mondo in cui è Amy Lane ambienta la sua serie è essenzialmente quello creato dalla Hamilton. Faerie, sidhe, vampiri, stregoni, licantropi e molte altre creature esistono e vivono tra gli umani. L’unica differenza è che in questi libri gli umani ignorano la loro esistenza a meno che, come la protagonista, Cory, non siano sensitivi e dotati loro stessi di poteri, perchè forse lontani discendenti proprio del popolo fatato.

I vampiri sono essenzialmente uguali a quelli della Hamilton, hanno potere sui licantropi e possono lascire il loro marchio sugli umani, quattro marchi, per quattro diversi livelli di vicinanza psichica, esattamente come aveva già scritto la Hamilton.

La protagonista Cory è molto simile a Merry sia fisicamente che per i suoi poteri, che si manifestano soprattutto mentre è a letto con qualcuno e cambiano la realtà attorno a lei, facendo comparire fiori, scale, porte, alberghi….Inoltre anche lei ha…diciamo un letto pittosto affollato, non quanto Merry, ma fino a tre ci arriva.

Due degli amanti di Cory sono davvero molto simili a due amanti di Merry, Doyle e Frost. Sia fisicamente che per personalità.

Cory, come Anita Blake, finisce col proteggere tutta la comunità di soprannaturali della sua zona dopo che viene marchiata dal suo vampiro.

Ma nonostante queste similitudini i libri della Lane si distanziano molto come trame, sentimenti e stile da quelli della Hamilton.

Credo che la più grande differenza tra la Lane e la Hamilton sia il modo in cui trattano i sentimenti. Amy Lane li usa, li spreme dai suoi personaggi, li cura e li descrive, la Hamilton invece a volte li schiaccia, li congela o li evita.

Altra grande differenza è che la Lane ha scelto di scrivere la serie usando punti di vista multipli, così ogni capitolo è raccontato da un punto di vista diverso di uno dei protagonisti principali. Perciò indaghiamo intimamamente i pensieri dei protagonisti e vediamo alcuni eventi raccontati prima da Cory e poi da Green, e possiamo sapere quello che ognuno dei due pensava nello stesso momento. Questo permette un’indagine approfondita dei personaggi. Inoltre nonostante le trame dei libri ricordino a tratti quelle dei libri della Hamilton c’è molta meno violenza e più sentimenti e malinconia. Durante i tre libri, molte emozioni sono legate a un grave lutto contenuto nel primo libro e così questa morte influenza tutti i personaggi che nel secondo e terzo libro piano piano e in modo diverso cercano di affrontare questa terribile perdita. Insomma in questi tre libri c’è un introspezione che senza dubbio manca, specie negli ultimi libri, nella Hamilton.

Quindi mi sento di consigliare a tutti questi libri, specialmente ai fan della Hamilton, di Anita e di Merry.

Ma basta ciò che penso io per convincere uin editore italiano a puntare su Amy Lane? Probabilmente no. Perciò ho deciso di cercare altre opinioni

Cosa pensano le lettrici italiane della serie Little Goddess? Se credete che non sappia rispondere a questa domanda poiché la serie è inedita nel nostro paese vi sbagliate di grosso.

Molte lettrici italiane padroneggiano la lingua inglese abbastanza bene da poter leggere in lingua e io ho convinto diverse di loro a leggere la serie di Amy Lane. (So essere molto persuasiva)

Specifico che il bacino di utenza che ho sondato è in buona parte formato da lettrici che già conoscono la serie di Anita Blake e la serie di Marry Gentry dell’autrice Laurell K. Hamilton, poiché volevo vedere la loro reazione a questi libri, che hanno alcune similarità con quelle serie.

Questa scelta è stata voluta da me poiché credo che la serie Little Goddess possa andare a colmare il vuoto che queste serie famosissime e con vendite altissime, hanno lasciato o stanno per lasciare nei loro fan. La serie di Anita poiché negli ultimi libri si è snaturata in trame vuote di contenuto e piene solo di sesso, e la serie di Marry Gentry poiché sta per volgere al termine e le attese tra un libro e l’altro sono eterne.

Se tutto i lettori della Hamilton apprezzeranno, come credo, Amy Lane, le sue vendite potrebbero sorprendere. Io trovo che questa autrice meriti poiché pur prendendo spunti già usati li arricchisce a mio avviso di sentimenti e di personaggi interessanti.

Non troppo perfetti, né troppo imperfetti, non normali, ma non poi così inumani, e al centro di tutto l’amore che può curare ogni cosa.

Cory non è una protagonista così semplice come potrebbe sembrare ed il fatto che molti siano attratti da lei, cosa che potrebbe infastidire vedi esempio di Anita, viene smorzato dalla sua forte insicurezza. Lei non si vede bella, non si crede potente, non si crede speciale, ma è specchiandosi in chi la ama e solo nei loro occhi che coglierà un riflesso nuovo di lei stessa. E’ vulnerabile giovane umana…ma al tempo stesso un’anima antica e poetica, che cita scrittori famosi e si lascia sfuggire parole di tono aulico quando è nervosa, nascosta dietro uno scudo di trucco punk.

Green è un fey antico ma imbevuto del presente grazie al suo potere che è guaire con l’amore fisico e per farlo deve volere veramente bene a chi cura. Ha un cuore enorme, ma dona talmente tanto di se stesso a volte da da non pensare mai a lui stesso. Ama tutti, ma c’è chi ama di più e deve trascurare questi amati per il bene comune. Sarà Cory a renderlo u po’ più egoista e a prendersi un po’ cura di lui, completandolo come mai nessuno prima.

Adrian è un vampiro biondo, stereotipato, latin lover, ma dietro questa apparenza nasconde ancora il bambino maltrattato e abusato che è stato secoli prima. Come una fiamma entrerà nella vita di Cory senza pensieri e senza rimpianti pronto a cambiare in un momento, come Green, che deve pensare a tutto e a tutti non può essere. Sarà Adrian a scatenare i cambiamenti, e sarà lui a pagarne lo scotto, ma dietro la semplicità di questo personaggio i nasconde la semplicità stessa dell’amore che non permettete remore e brucia fino in fondo.

Bracken è un giovane fey. Ama Green e ama Adrian e non vuole che Cory gli piaccia poiché è risentito che lei ora sia al centro del loro mondo. Irascibile ed impulsivo, è però onorevole e fedele e vede queste stesse caratteristiche in Cory, perciò non può fare a meno d ammirarla. Il loro sarà sempre un rapporto conflittuale, un diverso tipo d’amore, più possessivo, più privato, che ha bisogno di mediatori, ma forse anche più reale per questo.

Sono i personaggi a mio avviso a fare un libro, ma solo se uniti a buone trame, e anche questo non mancano. Azione, colpi di scena, violenza, magia, nulla manca, ma tutto è mescolato con sapienza. La normalità di un autogrill e di un college incontrano giardini incantati che nascono in una notte ed esseri fatai come sirene. Un mix affascinante e potente, arricchito da sensualità e sensibilità.

Sono libri perfetti allora? No certo che no. Hanno dei loro difetti, ma leggo questo genere, l’urban fantasy, da molti anni ormai e in loro vedo grandi potenzialità, specie se saranno tradotti bene e con perizia. Un buon editor potrebbe renderli veramente vincenti sul mercato, con la giusta pubblicità naturalmente.

Ma lasciamo che a parlare siano le lettrici italiane che ho interpellato.

Dicono di Vulnerable:

“Un punto positivo di questo libro è certamente la protagonista non eccessivamente aggressiva. Per me questo é decisamente un più perché non sopporto tutte queste donne urban fantasy che sembrano più maschi che femmine. Sì, Cory ogni tanto risponde di merda, ma sempre in momenti in cui è tesa per qualcosa, proprio come un essere umano normale. Anche se io in ogni caso prediligo la femminilità, questo tipo di scoppio di aggressività dovuto a qualcosa la rende più umana e di facile immedesimazione e non con un’aggressività talmente estremizzata da risultare (almeno per me) eccessiva e irritante. Alla fine tutti noi rispondiamo più di merda in certi momenti molto tesi e nel complesso Cory l’ho trovata anche quasi dolce.

Mi è piaciuta la sottile vena ironica del libro. Non è molto marcata ma c’è, e questo lo apprezzo sempre. Mi sono piaciuti i dialoghi, semplici e diretti. Mié piaciuto il cambio di punto di vista, la storia raccontata a sprazzi da Cory, Green e Adrian, limitandosi a 3 é interessante. Non ne ha fatti 7000 in stile Ward. tre punti di vista diversi sono interessanti e movimentano la storia.

Il finale è bello, fatto bene, ha avuto il coraggio di fare una fine non felice e mi é piaciuto il momento dell’azione in generale perché ha chiuso bene i conti che aveva aperto, in un certo senso.”

M.

“Libro decisamente bello, l’ho preferito anche all’ultimo di Merry Gentry. Il passo aumenta dopo la prima metà anche se non raggiunge mai livelli elevati, ma secondo me alla fine non dovrebbe essere un problema. Il rapporto tra Adrian e Green è decisamente molto sfumato e impossibile dia fastidio a chi piace il genere. Alla fine mi sono persino commossa. Se arriverà in Italia sarò fra i fan che divulgheranno la notizia tra gli appassionati e che comprerà la traduzione (speriamo che il traduttore sia bravo). Ho persino ordinato il secondo e dopo aver visto come va a finire non mi sono assolutamente pentita.”

C.

“A me piace. E’ scritto bene, la storia è accattivante e
i personaggi sono ben delineati. La somiglianza con Merry Gentry c’è,
ma non così tanta e soprattutto non disturba la lettura. Io non ho
avuto nessun senso di deja-vu e non ho rivisto i personaggi della
Hamilton in questo libro, anche se l’appartenenza a varie categorie di
creature magiche mi ha facilitato in parte la lettura. Gli unici
limiti che potrebbero frenare i lettori, a mio parere, sono:
– il passo non troppo veloce. A me piace molto ma so che adesso sembra
che tutti vogliano storie che “corrono”
– la promiscuità sessuale m/m. Non saprei dire se le lettrici sono
pronte per questo, ma è anche vero che l’autrice non descrive in modo particolareggiato né le scene di sesso fra Cory e Adrian, né quelle M/M tra Green e Adrian o con altri personaggi, tutto è molto glissato e poetizzato.
Nel complesso, io consiglierei la lettura a chi è piaciuta
la Hamilton. Secondo me questo libro è anche migliore dell’ultimo
della serie di Merry Gentry, dove la Hamilton sembrava aver perso la
“vena”.

S.

“Devo dire che è proprio carina come serie e se c’è un punto di forza è la narrazione in prima persona che però varia personaggio. Ti permette di capire cosa passa per la testa di ogni personaggio di punta senza passare per forza dall’ottica della protagonista…
Quanto al conquistare il pubblico beh, potrebbe benissimo farlo e non solo con i fan di Merry o Anita….Considerando che ci sono molte somiglianze con la serie di Anita, la Lane però pone la propria protagonista in un’ottica di “accettazione” piuttosto che un’ottica di “testardaggine” e rende la narrazione più scorrevole…
Dal mio punto di vista è una serie che varrebbe proprio la pena tradurre e pubblicare in Italia…”

P.

“Amy Lane mi ha piacevolmente colpito, nonostante il tipo di storia sia stato ripetutamente già visto, una giovane donna convinta di valere poco che è invece una piccola dea portatrice di sole etc.etc. e quindi come mai questo libro e non tanti altri?

Forse perché finisce male, intendiamoci, non malissimo, ma sufficientemente male da non poterlo considerare uno dei soliti paranormal romance, tra l’altro il fatto di infilare Cory tra due uomini, per quanto scritto così possa sembrare il solito menage a trois, non ha tanti svantaggi, non è sempre detto che l’amore sia esclusivo, monogamico ed eterosessuale e non necessariamente in quest’ordine. Lato assolutamente negativo è invece l’editing, tanti errori e punteggiatura quasi casuale, ma questo in caso di traduzione non sarà un problema.

Cory è un personaggio che cresce, piano piano da adolescente inquieta diventa una donna sempre più sicura di sè, ancora prima che consapevole dei suoi poteri e diventa grande grazie ad Adrian, un vampiro che è un amore, il suo amore e quello di Green, un amore che all’inizio è egoista, come tutti gli amori, ma poi diventa il simbolo di un amore talmente grande da sacrificarsi per coloro che ama. Ammetto che il finale mi ha colpito tanto, primo perché non me l’aspettavo, anche se tutta la storia aveva uno sfondo un po’ triste, quasi dimesso, quasi che te l’aspetti che sta per succedere qualche tragedia, però non ci vuoi credere. Secondo poi è un colpo bassissimo per il romance tradizionale, ma come prima metti un’eroina che non è nè bella nè potente, poi la infili in un menage a trois e poi gli fai morire…. è un po’ rischioso se ne vuoi fare una serie, ma secondo me la sig.ra Lane ha fatto bene i suoi calcoli, perchè io non vedo l’ora di leggere il prossimo.”

Dicono di Wounded:

“Trama più lenta rispetto al primo, di più ampio respiro, le spiegazioni sono meno chiare e la storia si complica. Lato positivo: l’approfondimento di Bracken che e’ un personaggio che mi e’ piaciuto proprio tanto tanto e poi mi chiedo se il fantasma di ….. tornerà ancora. Sono anche felice che Cory torni a casa, non mi piaceva questo fatto che fosse sola con Renny a “smaltire” i loro lutti, e infatti si e’ visto come finisce….Dei “cattivi” Mist mi è sembrato piu’ interessante di Goshwank che sembrava quasi un personaggio non finito, apprezzo anche, sempre come te, che Andres non si sia unito al corteo di amanti.”

Dicono di Bound:

“Piaciuto tantissimo, Bound mantiene le promesse del primo e che Wounded aveva, secondo me buttato tutto in caciara. La storia è bella, i personaggi diventano sempre più tridimensionali e anche Nick ha un suo perché alla fine di tutto, la storia del “cattivo” è affascinante e anche le sotto trame di Chloe e della mamma di Cory mi sono piaciute molto. I personaggi di questa serie mi assorbono totalmente. Tra l’altro poi con questo terzo libro secondo me le differenze con Merry Gentry si accentuano parecchio, ora faccio fatica a ricordarmi perchè secondo me all’inizio si assomigliassero tanto….”

Inoltre il mio blog non è stato l’unico blog italiano a parlare di Amy Lane, ha fatto una recensione del libro Vulnerable anche la blogger Vittoria L. A. del blog Diario di pensieri persi, che cito:

“Questo libro mi è piaciuto molto, e se si considera che è il primo di una serie, in cui notoriamente si deve presentare personaggi e situazioni creando un po’ di scompiglio nel lettore, ho ottime speranze per il futuro. La storia è semplice e forse non troppo originale, in questi tempi di abbondanza di materiale vampirico, ma è piacevole da leggere e scorre bene. I personaggi principali e quelli a loro più vicini, sono ben descritti e ci si affeziona facilmente. Inevitabile eleggere il proprio maschio alpha preferito. Io, personalmente ho scelto Green appena è entrato in scena: bellissimo, nemmeno a dirlo, è anche dolce e premuroso con tutte le creature che sono corse da lui per essere consolate e avere protezione. Lo stile è scorrevole e si legge facilmente anche se in inglese non si è particolarmente ferrati, quindi se avete iniziato da poco a leggere in lingua, questa serie fa al caso vostro. Il punto di vista è quello del narratore onnisciente, che però in ogni capitolo segue un protagonista diverso, alternando Cory, Adrian e Green. Questo ci porta più vicino ai tre personaggi, facendoceli conoscere più intimamente, così da costruirci un quadro più completoPositivo, a mio avviso, il richiamo inevitabile a Laurell k.Hamilton. Cory è un mix dei migliori lati di Anita e Merry e il mondo che la circonda, è composto dai Vampiri e mutaforma della prima e dagli esseri fatati della seconda. I poteri dia Adrian sono simili e quelli già conosciuti con il bel J. Clude, ed i quattro marchi che lo legano ad Anita, qui vengono riproposti per unirlo a Cory (divertente, tra l’altro, il citare i libri di questa autrice, come testi”sacri” e depositari della conoscenza sul mondo dei vampiri.) La Lane è in egual misura rassicurate come un qualcosa di amato e conosciuto e rinfrescante come un’eccitante novità.”

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