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Category Archives: Classici


Possessione di Di Antonia S. Byatt

Roland Mitchell scopre in un libro appartenuto al poeta vittoriano Randolph Henry Ash due minute di una lettera indirizzata a una donna. Il tono della lettera lascia trapelare un amore insospettato. Roland scopre l’identità della donna, una poetessa e coinvolge nelle sue ricerche la collega Maud Bailey. Roland e Maud ripercorrono i passi della donna e dell’uomo vissuti un secolo prima ricostruendo una vicenda che ben presto diventa la loro. “Possessione” ha vinto il Booker Prize, premio assegnato ogni anno al miglior romanzo britannico.
Un titolo, un presagio: di quello che può succedere a chi si appassiona leggendo.
Leggendo un carteggio ritrovato per caso, si appassionano l’un l’altro i due protagonisti ‘moderni’.
Leggendo ciò che scrivono, prima nelle loro opere e poi nello scambio di lettere – dapprima solo intellettuale – si innamorano i due poeti di fine ottocento.
Leggendo tutto il corposo apparato che sostiene questo poderoso – denso, colto, avvincente – romance (definizione ironica e geniale della stessa Byatt) ci si appassiona come nei più classici libri del genere: alla trama in sé, ma soprattutto al linguaggio. Di cui l’autrice usa vari registri, con la stessa abilità con cui un valente organista muove chiavette e schiaccia pedali. Le parole hanno una tale persistenza in bocca e nella mente, che a fine lettura è molto difficile intraprenderne un’altra qualsiasi.

Recensione invita da Margherita Zannini.
Masada
Maria Grazia Siliato contiua a portarci, con questo libro in un passato vissuto anche nel presente.
Come nei suoi precedenti libri, vedi Caligula, ci fa apprezzare la storia senza che diventi noiosa anzi tenedoci in sospeso fino all’ultima pagina quasi ci aspettassimo un finale diverso da quello che invece non può essere cambiato proprio perchè storia.
Una grande donna che fa sua l’esperienza di vivere in una famiglia dove tante religioni si toccano e vengono a conoscersi e fondersi in un’idea che lei fa sua.
Una personalità versatile sia nello scrivere che nel saper intrattenere il lettore anche con semplici parole.
L’unione della storia di Masada nel 74 D.C. si intreccia con la storia di un anziano signore, Michel, che incontra una giovane donna, Catherine, a Gerusalemme. Catherine è fuggita dal suo mondo per trovare delle risposte e senza nessun motivo si è ritrovata a Gerusalemme. Ed è qui che incontra questo vecchio dal sapere infinito che le racconta tutta la sua vita e tutto il suo sapere. Il lettore scopre così una Gerusalemme ed un Israele visto dagli occhi di una persone che conosce le più piccole sfumature e non solo di Gerusalemme ma anche della vita stessa di cui da piccoli spunti a Catherine che incomincerà a farsi domande sul mondo e sulle verità e se le verità sono poi tali.
Il racconto della presa di Masada è scritto in modo esemplare e il lettore vive quelle ultime ore di passione con Ilan che ci narra la sua storia fino al momento in cui di nascosto penetra attraverso l’accampamento romano e si inerpica fino a Masada facendoci passare per ogni città che è caduta nelle loro mani. E’ in questa ultima notte che ci racconta la sua fuga, e la sua missione: nascondere un tesoro in diversi posti perchè non venga mai trovato, nascondere tutte le giare con i documenti dell’antica biblioteca in modo che un giorno possano essere ritrovati.
Tra i rotoli di Qumran e la decima legio romana ci prospetta la vita di allora, ci spiega chi erano gli esseni , che cosa poteva un popolo che se anche assediato continuava a credere e a vivere meglio di chi li assediava.
Un popolo che alla fine ha preferito morire che darsi in mano ad un nemico che lo avrebbe giustiziato senza giustizia.

Titolo: Masada
Autore: Siliato M. Grazia
Editore: Rizzoli
Data di Pubblicazione: 2007
ISBN: 8817013056
ISBN-13: 9788817013055
Pagine: 391

Margerita haanche un blog e un sito legato ad un libro che ha da poco pubblicato http://www.ioepapperina.it/

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Sade François “Capolavoro dell’infamia e del vizio”, come ha scritto Maurice Blanchot, la vita del “divin marchese” è quella di un “colpevole di puro e semplice libertinaggio “. Sade riconosce l’aspetto morboso della sua esperienza nella lettera che indirizza a sua moglie, dal torrione di Vincennes, il 20 febbraio 1791: «Sì, sono un libertino, lo riconosco: ho concepito tutto ciò che si può concepire in questo ambito, ma non ho certamente fatto tutto ciò che ho concepito e non lo farò certamente mai. Sono un libertino, ma non sono un criminale né un assassino.»

Filosofia nel budoir
Più volte arrestato, processato e imprigionato, Sade persegue con tenacia la propria ricerca esistenziale. La sua filosofia dell’insurrezione permanente contro i limiti della condizione umana – per dissolvere le tenebre dell’ignoranza e dell’inconsapevolezza, per praticare il potere demiurgico della materia, della Natura, del singolo consapevole della sua unicità di materia pensante e desiderante – istituisce un potente reattivo a più dimensioni per chiunque vi si avvicini, sempre provocando reazioni emozionali e mentali, sempre comunque coinvolgendo in un confronto ravvicinato e conflittuale con il suo universo straordinariamente moderno

La filosofia nel boudoir
Autore Sade François de
Dati 2004, XXIV-209 p., brossura
Curatore Binni L.
Editore Garzanti Libri (collana I grandi libri)