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Category Archives: editori

A maggio la nuova collana Marsilio Editore curata da Jacopo De Michelis, Errico Buonanno e Chiara Gizzi.
Da sempre, la X sta a indicare il mistero, l’ignoto, il dubbio. X è l’incognita da trovare in un’equazione, il punto che indica il tesoro sulla mappa.
La X rappresenta per Marsilio Editore il volto ancora sconosciuto della letteratura di domani, ma anche la posta in palio di ogni autentico lavoro di scrittura, perché se la letteratura non è ricerca, innovazione, azzardo, non è nulla.Marsilio X crede nelle storie e nel fascino della narrazione, in una letteratura che ha qualcosa da dire e nuovi modi per dirlo, che vuole parlare al mondo e del mondo. Una letteratura che si apre al pubblico, capace di suscitare emozioni senza per questo rinunciare a porsi come strumento di riflessione e conoscenza del presente.

La collana accoglierà autori esordienti, come è nella tradizione di una casa editrice che ha sempre valorizzato i nuovi talenti, ma anche scrittori sperimentati che hanno storie da raccontare e ai quali non basta vivere di rendita.

Fucina di idee, luogo di incontro e di dibattito, Marsilio X sarà dunque uno spazio dalla poetica indefinita ma dagli scopi chiarissimi, in cui si potranno scontrare e confrontare concezioni letterarie eterogenee e visioni contrastanti della contemporaneità.La letteratura che sta nascendo è la nuova incognita, e ‘X’ il punto dove mettersi a scavare.
La collana è curata da Errico Buonanno, Jacopo De Michelis e Chiara Gizzi.

La collana Marsilio X e i suoi autori partecipano alla campagna “Scrittori per le foreste” lanciata da Greenpeace. I volumi sono stampati su carta riciclata senza cloro e con alte percentuali di fibre post-consumo, e non hanno comportato il taglio di un solo albero.

Racconta perchè vorresti leggere il libro “Di mattina presto, a digiuno“

e manda una mail a: 9muse@9muse.net:

in palio 10 copie per le motivazioni più curiose e interessanti.Hai tempo fino al 30 giugno 2008.
I vincitori e le rispettive motivazioni saranno pubblicati su:
edizioni9muse.wordpress.com
entro il 15 luglio 2008.

La Jar edizioni si racconta:
L’ideaPartire da un progetto, realizzare un sogno, credere in una passione che, anche se si è provato a combatterla ha continuato a vincere, insieme a scuotere la testa quando nelle orecchie continuano a risuonare parole come “fallimento assicurato”, “non sopravvive nessuno”, “è una follia”, tutto questo significa aprire una Casa editrice oggi.
La crescita
Non siamo semplici sognatori, anche se siamo giovani lavoriamo nel settore ormai da anni, sappiamo quali sono i problemi distributivi, le carenze del settore, come nasce un libro, cos’è un codice ISBN, non facciamo editoria solo perché ci piace leggere o perché pensiamo che il nostro vicino di casa scriva tanto bene (scusa Pino, non scrivi poi così male).
In cosa crediamo
Crediamo che un piano editoriale abbia il grande onere ed onore di promuovere cultura, intesa come capacità di trasmettere ad altri delle sensazioni, delle emozioni, di condividere un mondo interiore.
Desideriamo che la casa editrice sia facilmente identificabile con ciò che promuove, che un lettore possa affidarsi a noi per la scelta dei propri momenti di “svago”. Quale onore più grande per un editore? Ma che responsabilità!

Dove vogliamo andare
Noi ci vogliamo provare! Useremo tutti i mezzi, i più tecnologici, i più innovativi, faremo un gran baccano, ci muoveremo dentro e fuori la rete per trovare tutto ciò a cui la gente è veramente interessata, quello che le persone desiderano.
Vogliamo che il nostro progetto sia di tutti coloro che, anche solo per un momento, vorranno farlo proprio, saremo attenti, presenti e interattivi, questa la nostra promessa…
La vostra promessa, invece, è di essere presenti, collaborativi, di farvi sentire, di leggere e scrivere con noi.
Perché ogni casa editrice è i suoi scrittori, ma soprattutto i suoi lettori!

Una proposta per valorizzare l’editoria emergente e di nicchia

Dopo la lunga esperienza (come editori prima e come distributori poi) a contatto diretto con librerie e punti vendita si è preso visione di quali sono le difficoltà sia delle librerie stesse che degli editori per poter proporre al pubblico una sempre maggior panoramica di scelta tra i titoli editi nel nostro Paese ogni anno.
Le librerie lamentano una notevole difficoltà nel vendere i titoli del piccolo editore (motivo per cui prediligono avere giacenze in conto deposito piuttosto che acquistare), difficoltà dovuta in primo luogo alla scarsa promozione che gli editori possono assicurare alle loro pubblicazioni, vuoi per motivi economici, vuoi per la resistenza che si incontra nel prendere in considerazione titoli che non sono firmati da nomi ormai rinomati e conosciuti ai più. Gli editori, di contro, lamentano le numerose difficoltà di poter gestire anche una distribuzione che consenta loro di arrivare ad un maggior numero di utenti finali, di conseguenza non riescono a vedere i loro titoli sugli scaffali delle librerie italiane in modo capillare, cosa che diminuisce sensibilmente la possibilità di vendita dei titoli in questione. Se i titoli non vengono messi a disposizione del pubblico spesso il pubblico ignora completamente l’esistenza di volumi che probabilmente potrebbero anche destare il suo interesse.
Da una parte, perciò, le librerie, a giusta ragione, sono poco disposte ad accettare titoli di editori poco conosciuti perché convinte che essi abbiano una scarsa possibilità di essere venduti, dall’altra editori che producono libri anche molto validi ed interessanti ma costretti a lottare costantemente per convincere le librerie a dar loro una possibilità di poter avere un minimo di visibilità. A questo proposito Runde Taarn edizioni ha pensato di proporre un sistema che permetta a tutti i soggetti coinvolti di trarre un vantaggio dalla circolazione dei volumi editi, questo proposito si è trasformato in una proposta di legge (allegata per esteso alla presente comunicazione) che si intende sottoporre allo Stato Italiano, una proposta che porterà giovamento sia alle librerie, che agli editori, al pubblico dei lettori e, non ultimo, allo Stato italiano stesso.

Una proposta di legge che vuole creare le condizioni perché si innesti un circolo virtuoso che possa portare ad aumentare il pluralismo reale dell’offerta editoriale, permettendo a tutti gli editori, anche di piccole dimensioni, di poter arrivare realmente ad essere conosciuti dal pubblico e nel contempo di dare una valenza di promozione culturale alle librerie inserendole in un processo di qualificazione del prodotto libro. Per raggiungere ciò si è pensato di realizzare un sistema di deduzioni e di dilazioni del pagamento delle imposte supportato però da obblighi precisi di entrambe le parti in causa: editori e librerie.
Poiché l’iniziativa ha sicuramente un aspetto innovativo e vuole caratterizzarsi come estranea ad interessi di parte ma volta a promuovere tutto il settore dell’editoria italiana, specialmente quella oggi a torto considerata “minore”, i firmatari di questa proposta dichiarano formalmente già sin d’ora che qualora tale proposta dovesse un giorno diventare legge dello Stato o comunque posta in essere per accordo formale fra le parti (librerie ed editori) la Runde Taarn edizioni ed ediQ Distribuzione rinuncerebbero ai benefici derivanti da tale sistema lasciando in essere però gli eventuali benefici per le librerie che interagiscono con le citate realtà. Questa scelta per rimarcare come questa proposta, pur partendo da una piccola realtà editoriale e distributiva, non è volta a fare l’interesse di pochi (tantomeno del singolo), ma vuole dare spazio e visibilità a tutto il mondo editoriale anche a costo di rinunciarvi personalmente in quanto promotori dell’iniziativa.

In fede
la Redazione di Runde Taarn edizioni
gli Uffici di ediQ Distribuzione

«Non sono veri editori»
Alberto Castelvecchi non ha dubbi: quello dei siti online che pubblicano i libri a pagamento è «il mercato vizioso e viziato dei non editori e dei non autori»

intervista di di Alice Voltolina per magazine.libero.it

Parlando di editoria online, oggi, molti fanno riferimento a tutta una serie di siti che si propongono di stamparti il libro, a pagamento: cosa ne pensa del fenomeno un editore come te?
Si tratta di un’evoluzione di quell’antico fenomeno che erano gli editori a pagamento, che non sono editori ma stampatori. Ed esistono tutta una serie di tecniche per catturare le vittime, per esempio con titoli su quotidiani tipo: “Selezioniamo nuovi autori. Inviare materiale”. E poi però ti fanno pagare. C’è da dire che dall’altra ci sono le vittime che però sono più che altro dei megalomani che finiscono col diventare complici inconsapevoli.

Cioè: di “editore” non hanno nulla…
L’editore è un imprenditore che si assume un proprio rischio economico non solo nello stampare il libro, ma anche nel promuoverlo e distribuirlo. Non è uno che lavora su commissione. La loro è pura speculazione che si fonda sulla vanagloria!

Forse chi sceglie questa strada lo fa perché non ha avuto risposte positive dagli editori e pensa di provarci così
Quello che l’acceca è la vanagloria letteraria: se è meritevole non è lui che deve spendere 6mila euro per vedere il libro stampato! Ma, come si dice: chi è causa del suo mal… Questa non è una scorciatoia, è il mercato vizioso e viziato dei non editori e dei non autori che si basa su un’imprenditorialità truffaldina e sulla vanità. Sbaglia chi crede che le case editrici siano governate da oscuri meccanismi di raccomandazioni varie.

Però sono in molti a pensarlo!
Ma non è così! Noi non congiuriamo per tenere lontano un autore valido, anzi! Per essere un autore bisogna fare anni di faticosa e lenta gavetta. Se scrivo 200 cartelle sono un autore: serve uno disposto a pubblicare, uno disposto a leggere e anche uno disposto a recensire.

Quanti manoscritti ricevi in media?
2/3 manoscritti al giorno che fanno più o meno 900 manoscritti all’anno e io con grande umiltà li prendo li esamino tutti. Mi basta poco per capire. E ti assicuro che 899 sono delle porcate indegne, un grandissimo mercato delle velleità. Ma a ognuno mando la lettera per dire: “No grazie”.

Voi siete una casa editrice specializzata in opere prime, come funziona?
Trattiamo i nostri autori come delle rockstar, con tour promozionali, un accompagnatore, un ufficio stampa, non siamo solo sistema di brutale sfruttamento! Magari gli editori sbagliano e alle volte sbagliamo libri ma ci mettiamo la faccia, il marchio e il denaro. Sono io che gli mando un anticipo più magari un piano di sviluppo, perché riconosco al libro un valore. Anche un marchio si costruisce dando botte, prendendole ma anche scegliendo gli autori, che siano validi, che siano in grado di vivere con quello che scrivono: romanzi, articoli, consulenze. Altrimenti è un po’ come pensare di fare cinema senza produttori, o fare musica pop senza arrangiatori e tecnici del suono.

Possibile che con tutti i manoscritti che ricevi sia così difficile trovare qualcosa di interessante?
Sì. Vorrei trovare in ognuno di essi il mio uovo di Pasqua. Invece. Qualche volta succede: Isabella Santacroce che può piacere o no, ma ha trovato la sua fortuna letteraria. Due ore dopo che avevo aperto il pacchetto l’ho chiamata e gli ho mandato il contratto. Poco dopo ha ricevuto una proposta da Einaudi.

Esiste però un vastissimo sottobosco letterario in Italia, che si muove anche sul web e che nasce a volte sul web.
Ne parlavo proprio poco tempo fa con Roberto Cotroneo (Questo amore, Se una mattina d’estate, L’età perfetta, solo per citarne alcuni, ndr): mi parlava di un libro di una casa editrice milanese, la Gammalibri, che parla proprio del sottobosco letterario. In effetti ci sono, oggi, autori che nascono prima in rete, sui blog. Pulsatilla, per esempio, è la più venduta, si parla dell’ordine delle 100mila copie: ecco lei nasce da un blog. Poi c’è anche la più famosa Pornoromantica . Oggi il web è diventato un enorme sterrato di caccia!

E le vendite online?
In America si parla di 200mila dollari in un giorno. Da noi invece si vende ancora pochissimo. Poi c’è anche un minuscolo mercatino dedicato al podcasting, ma è poca cosa sui 4 miliardi di euro! Invece all’estero, nel mercato inglese e tedesco, ci sono case editrici anche piuttosto importanti che fanno sono editoria audio, coi pod-digitali audio.