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Category Archives: esordi

recensione di Daze


TH1RTEEN R3ASONS WHY

Raccontare una storia a volte è salutare. Raccontare una storia, estranea, rende liberi. Ma se ti incatenasse maggiormente a quella che è una realtà? Se servisse solo ad esprimere e spiegare quel che è già un fatto?

Clay Jensen tornando a casa da scuola, trova un pacchetto, non più grande di ua scatola di scarpe, sulla porta di casa. Ricevere posta inaspettata può essere piacevole, rendere la giornata migliore o renderla un incubo. Clay non è stato l’unico e non sarà l’ultimo a ricevere questo pacchetto.

13. Persone. Storie. Intrecci. 13 passi verso l’abisso.

Aprendo il pacco, Clay, si trova davanti 7 cassette numerate per lato con smalto per unghie blu. Da 1 a 13. Nessun mittente, nessun indizio. Un gioco? Non proprio, o quasi. C’è chi pensa che le proprie azioni non abbiano conseguenze. E invece. Invece, eccole qui registrate, una per una. 13, appunto.

Clay, cerca incuriosito un lettore di audiocassette, ne trova uno, impolverato e comprato in un garage sale, per pochi dollari. Schiaccia play e il tempo si riavvolge. Non è musica quella che sta per ascoltare, ma potrebbe esserlo. Una poesia, crudele. Una voce, quella di Hanna Baker suicidatasi due settimane prima. Sembra di trovarsi davanti un fantasma, un cadavere, un odore nauseabondo. Ma Clay va avanti. Perchè sembra l’unica cosa possibile da farsi. Hannah spiega, come regole di un gioco, la presenza delle cassette. Ed è lì che Clay ha paura quanta mai ne ha provata in vita sua. Hannah introduce agli ascoltatori la sua vita o meglio, la fine delle sua vita. Quei 13 passi verso l’abisso. Passi in solitudine con la vergogna e la paura addosso. Tutti colpevoli. Tutti? Clay non può crederci, lui l’amava o almeno avrebbe voluto provarci.

E’ così che comincia questo libro e ti incatena. Come sono incatenati i 13 protagonisti della vita di Hannah. Segui Clay, lo segui e corri e vorresti piangere e urlare e fermare il tempo e tornate indietro nel tempo. Aver scoperto prima tutto, aver sofferto con lei, non aver ignorato. Provi schifoe orroreper ciò che ti circonda ma ormai è tardi. E non sei più lo stesso.

Insomma, 13, non è quello promesso dalla trama italiana, è molto di più. Non un thriller psicologico ma un percorso, di solitudine e abbandono totali. E’ spietato, ma non cattivo. Perchè tutti noi abbiamo un peso nella vita del prossimo che non possiamo ignorare. E tutti noi facciamo stronzate più o meno gravi ma, tutto.e.sempre.ha. una conseguenza.

Shh!… Se sei in biblioteca.
Shh!… Al cinema o in chiesa.
A volte non c’è nessuno che ti dica di stare zitto… zittissimo. A volte hai bisogno di stare in silenzio, anche se sei da solo. Come me, adesso.
Shh!
Per esempio è meglio essere silenziosi – estremamente silenziosi – se si vuole spiare qualcuno di nascosto. Cosa succederebbe se la gente lo sapesse?
E se lei… e se io… lo venissimo a sapere?
Indovina un po’, Tyler Down? Beccato!


Pronti per partire per un nuovo viaggio alla scoperta di eroi e mondi fantasy. Vi presento il romanzo primo di Claudio Tassitoni. Web designer di professione, scrittore, grafico e musicista per passione. Un romanzo in cui il mondo fantastico è descritto in ogni minimo particolare facendoti vivere avventure fantastiche.Un vortice mozziafiato.

Tre inseparabili amici in lotta contro le forze oscure: comincia la saga della Compagnia dei Tre, edito Fanucci.
Sul continente di Empyrea si svolge la vicenda di Arthur, Roddy e Sarah, tre ragazzi che partono dalla cittadina di Wyndham per diventare soldati dell’Armata Repubblicana; ma l’ingombrante passato del padre di Arthur e le sorprendenti scoperte sulle reali intenzioni di Xerxes, il sovrano di Empyrea, arroccato da secoli nella mitica città di Thebe, li spingeranno verso una grande avventura che cambierà il destino del mondo. Sulla loro strada troveranno molti amici e nemici, a partire da Hugo, il sinistro fratello di Arthur, soggiogato dalla magia, e poi Wendell, lo Stregone, con il suo arcinemico Suleymane l’Oscuro; e ancora, un sindaco cialtrone e sgrammaticato, un oste e un’ostessa decisamente coraggiosi, una spigliata ladruncola, un leggendario stratega che tutti credevano morto, animali magici, un generale crudele e ambizioso… Luoghi affascinanti, come un antico tempio che dona misteriosi poteri, l’Accademia alla quale tanto desideravano essere ammessi, una casa nella quale cova un male più antico del tempo stesso, e infine una città nascosta oltre un bosco magico, dove li attendono nuove e sconcertanti rivelazioni sul passato e sul futuro della loro avventura.

visita il sito!


Tradotto già in trenta Paesi e dopo 500.000 copie vendute arriva finalmente anche in Italia “Il diario del Vampiro. Il risveglio” un grande successo internazionale di Lisa Jane Smith e primo romanzo di una probabile saga.

Elena Gilbert è una ragazza d’oro, è bella, è brillante, ha tutto nella vita. Ma le sue giornate non hanno nulla di eccitante. Così, alla ricerca del brivido, intreccia una relazione con il tenebroso Stefan. Ma Stefan nasconde un segreto, un segreto misterioso che potrà sconvolgere per sempre la vita della protagonista… Ha inizio per Elena la più affascinante e pericolosa delle avventure. Una storia d’amore e odio, di luce e ombra, in cui Stefan e Damon, due vampiri fratelli, avversari in una guerra millenaria, si contenderanno il cuore della ragazza e il suo destino.

Lisa Jane Smith ha deciso che la scrittura sarebbe stata tutta la sua vita quando era ancora una bambina, e ha pubblicato il suo primo romanzo nell’anno in cui si è diplomata. Molti dei suoi libri (ad oggi ne ha scritti più di venti) sono ispirati agli incubi che vive lei stessa o che le raccontano gli amici. Vive in California, con un cane, tre gatti e all’incirca diecimila libri.

edito Newton e Compton


Angelinelli Francesca:nata a Busto Arsizio (Varese) nel 1982. Ha iniziato a scrivere fin da piccolissima, ma, come spesso accade, ha coltivato questa sua passione a fasi alterne. Solo dopo l’incontro con i romanzi di Marion Zimmer Bradley, che considera i suoi primi manuali di scrittura creativa, ha realizzato che ciò che le piaceva leggere, e scrivere, erano romanzi fantasy. Da questo incontro virtuale è scaturita una scelta di genere riguardo a ciò che voleva produrre. Tuttavia altre sue due grandi passioni erano quella per l’archeologia, che l’ ha portata a studiare Scienze dei Beni Culturali a Milano, e quella per il mondo estremo orientale. Passioni che costituiscono fonte di ispirazione continua per i suoi romanzi.

Nel 2005 il racconto Da Ogni Dove è stato pubblicato sul numero 1 di Febbraio/Aprile, anno 11, della rivista Inchiostro. Sempre nello stesso anno il racconto Infiltrato è stato pubblicato nel numero di Marzo della rivista Il Laboratorio del Segnalibro.
Nel 2007 è stato pubblicato per la casa editrice Runde Taarn il romanzo fantasy Chariza. Il soffio del vento e nei primi mesi del 2008 il seguito, Chariza. Il drago bianco, che conclude la serie.

1) Come nasce il personaggio di Chariza, quale è stato il momento in cui hai deciso che lei sarebbe stata la protagonista dei tuo romanzi?
In una serata afosa del mese di Agosto del 2004, mentre guardavo una puntata dell’edizione estiva del programma Alle Falde del Kilimangiaro nella quale davano un servizio sulla Cina e in particolare sul villaggio che si vede nei primi fotogrammi di un dei miei film preferiti, La Tigre e il Dragone. Ho un ricordo abbastanza preciso di quel momento, perché da quella sera, e per quasi un anno, ho lavorato esclusivamente su una serie di racconti dei quali Chariza era protagonista. Solo nel 2005 mi sono decisa a dedicare a lei un intero romanzo.

2) Qual è il tuo rapporto quotidiano con la scrittura, quali le tue abitudini, i tuoi spazi, i
“riti” che quotidianamente ritrovi quando ti metti a scrivere?

Quando studiavo scrivevo tutti i giorni almeno due ore al giorno, preferibilmente al mattino, anche molto presto. Ora lavoro come stagionale, quindi le mie abitudini sono necessariamente cambiante e per alcuni mesi all’anno non ho il tempo per dedicarmi alla scrittura e questo, in alcuni momenti, è frustrante. Tuttavia il resto dell’anno cerco di riprendere un ritmo di scrittura quotidiano, inforco gli auricolari con le colonne sonore che creo per i miei testi, soprattutto grazie alle numerose soundtrack di anime giapponesi che costituiscono la mia collezione di cd, e mi immergo nel mondo del romanzo che sto scrivendo.

3) Molti scrittori sono anche attenti lettori, c’è qualche autore in particolare che ti ha ispirato nella stesura delle tue storie?
Parlando di genere fantasy mi sento molto vicina alla scuola di Marion Zimmer Bradley, ma per quanto riguarda Chariza e lo Si-hai-pai in generale molto del mio background di letture riguarda la letteratura giapponese classica, in particolare il Genji Monogatari di Shikibu Murasaki, il primo romanzo della storia umana, scritto attorno al 900 a .C. Aggiungerei anche che, essendo la mia scrittura molto visiva, devo tanto anche alla mia passione per il cinema wu-xia cinese e per l’animazione giapponese.

4) Progetti per il futuro?
Continuare a scrivere e finire le cose in sospeso! Ho una lista di romanzi ideati, se non già iniziati, che devo assolutamente finire. Tutto questo mentre nuove idee si affacciano impietose. Ma per prima cosa mi occuperò di trovare un editore per due romanzi già pronti: La Leggenda delle Ali, romanzo sempre ambientato nello Si-hai-pai, il mondo di Chariza, ma non legato ai precedenti testi, e La Congrega Bianca , romanzo che invece rompe completamente con al mia produzione precedente perché trattasi di una storia ambientata nel mondo contemporaneo che vede come protagonisti un vampiro e una strega. In linea generale i miei prossimi lavori viaggeranno su questi due binari, quello dello Si-hai-pai, che resta per me una fucina di storie e personaggi, e la sperimentazione di ambientazioni, personaggi e tipologie di storie differenti.

il blog dell’autrice.

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Presa elettrica Di Taguchi RandyDopo una notte di sesso con il suo collega Rimura (una notte tanto intensa dafarla sentire come rinata), la giovane broker Yuki tornando a casa scorge inlontananza suo fratello Taka con il loro cane Shiro. Eppure questo dovrebbeessere impossibile visto che il cane dovrebbe essere morto da parecchi anni.Poco dopo Yuki riceve una telefonata dei suoi genitori che le annuncia lascomparsa di Taka, apparentemente lasciatosi morire di inedia nel proprioappartamento e ritrovato praticamente decomposto circondato solo da prese dicorrente nella casa vuota. Per Yuki è l’inizio di un viaggio alla scoperta delmistero dietro la morte del fratello che la porterà a conoscere anche ilproprio straordinario potere di sciamana sessuale.
L’indagine procede spaziando dall’antropologia alla neuropsichiatria parallelamente all’aggravarsi delle sue condizioni e sfocia in una crisi schizoide delirante nel corso della quale Yuki giunge all’intuizione dell’intima struttura spirituale dell’universo. Superata la crisi, Yuki rinasce a nuova vita come “presa elettrica”, ovvero come una sorta di neosciamana metropolitana in grado di rimettere in contatto con la dimensione cosmica originaria coloro che dell’aspetto più pedestre, massificato e straniante della vita quotidiana risentono in maggiore misura.

Editore: Fazi
Data di pubblicazione: Jan 01, 2006


intervista a Paola Boni:Nata a Roma il 24 dicembre del 1986, Paola Boni ha da sempre coltivato un profondo amore per la scrittura. Dopo essersi dedicata a lungo al fantasy tradizionale, Paola, entrata in contatto con i romanzi di Laurell K. Hamilton e Anne Rice, rimane affascinata dalla letteratura vampirica dimostrando poi una naturale predisposizione per la narrativa fantastica dove prevalgono suggestioni e atmosfere romantiche e dark.
Terminato il corso di Scrittura Creativa tenuto da Alda Teodorani presso la Scuola Internazionale di Comix, si è dedicata alla stesura finale di Black Angel, suo primo romanzo ancora inedito

1)Paola una “scrittrice sommersa”.
Come si si sviluppa l’idea di scrittori sommersi e l’antologia che raccoglie i diversi racconti?
Il progetto degli Scrittori Sommersi si è sviluppato su internet con l’intento di creare una rete di reciproco aiuto tra scrittori. Col tempo, vogliamo diventare un sostegno per tutti quei giovani scrittori che desiderano emergere nell’ambiente letterario senza essere costretti a pagare per vedere la propria opera pubblicata. L’antologia è nata proprio come primo passo di questo nostro progetto, una sorta di biglietto da visita in cui ognuno di noi ha potuto esprimere liberamente il proprio modo di scrivere e ora ci stiamo ampliano anche attraverso la realizzazione di una rivista e un progetto di collaborazione con autori che hanno difficoltà a promuovere le proprie opere.

2) come sono nati i tuoi “Dark Sensation” e “Ascension”?
Dopo aver scritto Black Angel, i miei personaggi erano diventati così vividi nella mia mente, che ho cominciato a desiderare di sviluppare le loro vite anche al di là del romanzo. Ognuno di loro aveva delle storie che li hanno segnati in maniera profonda e questi due racconti, nonché altri ancora in fase di stesura, sono nati proprio dal mio profondo desiderio di raccontarle.

2)Per ogni scrittore esiste un momento e un motivo specifico in cui ci si è avvicinati alla scrittura. E per Paola Boni?
Ricordo ancora vividamente il momento in cui ho iniziato a scrivere, avrò avuto si e no tredici anni. Ho capito fin dall’inizio che era quella la cosa che avrei amato più di ogni altra al mondo. Il motivo non saprei dirlo con precisione… Forse avevo semplicemente tante cose da dire e ho trovato un meraviglioso modo per farlo.

3) Ti ispiri a qualche scrittore particolare e in tal caso che tipo di lettrice sei?
Sicuramente, le due scrittrici che più hanno influenzato la mia scrittura, sono Laurell K. Hamilton e Alda Teodorani la prima perché è grazie a lei che è nata la mia passione per i vampiri, la seconda perché mi ha permesso di maturare notevolmente sia come scrittrice che come persona. Riguardo alle mie letture devo dire che pur prediligendo i romanzi horror e fantasy, trovo che a volte, accostarsi anche a generi che non sono per forza i propri, sia un buon modo per aprire la mente e trovare magari, nuove fonti di ispirazione.

4)Sulla tua pagina My space e su Anobi si parla moltissimo del tuo primo romanzo (in cerca di editore);Black Angel, una storia dark romantica. Vorresti raccontarci qualcosa di più?
Paola, protagonista di Black Angel, pur vivendo un’esistenza piuttosto normale si è sempre distante dalle sue coetanee, spaventata dalla sua diversità a cui non riesce a dare un senso. In un sola notte viene trascinata in una realtà di violenza e perversione, dall’incontro con Lucas, Lord della Comunità di vampiri di Roma, a causa della sua natura di veggente in grado di percepire l’invisibile e immune ai poteri dei vampiri. Immediatamente, scatta tra i due un gioco di seduzione, che si carica sempre più di forte erotismo. All’inizio lei è molto spaventata dall’oscuro mondo in cui è stata coinvolta suo malgrado. Per questo, pur sentendosi profondamente attratta da lui, rifiuta Lucas con decisione. Sa che amarlo vorrebbe dire rinunciare a quella normalità che tanto desidera ma alla quale però si era sempre sentita estranea. Col tempo però si troverà costretta a crescere e a sporcarsi le mani per sopravvivere e, inevitabilmente, a instaurare con Lucas un pericoloso legame di sangue. C’è molto della mia protagonista, in me, e penso che siano molte le ragazze capaci di rispecchiarsi in lei, nelle sue paure, nella sua fragilità, ma anche in quella determinazione e quella forza grazie alle quali riesce a prendere decisioni a volte davvero troppo dure.

5) L’ultima domanda è una domanda creativa:Paola è anche la protagonista del romanzo,oltre che il tuo nome, ma se fossi tu a incontrare un vampiro?
In effetti ne ho conosciuti un paio… No, scherzi a parte, penso che prima di tutto cercherei di ricominciare a respirare e di far rallentare il cuore. Ammetto che mi ci vorrebbe un po’ per riuscire a vincere la mia eccessiva, naturale timidezza ma credo che poi mi sentirei a mio agio, penso che mi
ci troverei davvero molto in sintonia.

Complimenti a Paola e grazie per aver partecipato a questa intervista.
Per quanto mi riguarda sono certa che un buon editore non si lascerà scappare questa giovane scrittrice.
….quasi dimenticavo, se dovessi incontrare un vampiro io scapperei a gambe levate.

Scrittori sommersi
Paola web site

Zerounoundici:è una piccola casa editrice nata nel 2008 come naturale conseguenza dell’ambizioso progetto dell’Associazione Servizi Culturali, associazione fondata a favore degli scrittori italiani esordienti ed emergenti per contribuire alla diffusione e alla promozione delle loro opere.
Dopo un anno di vita, durante il quale ha preso il via un consistente numero di iniziative vincenti, l’Associazione ha sentito l’esigenza di poter contare su una casa editrice con la quale lavorare in perfetta simbiosi: Zerounoundici Edizioni è il risultato di questa veloce evoluzione.

L’obiettivo della casa editrice è quello di offrire una possibilità a tutti gli scrittori che credono in ciò che creano, a tutti coloro che non intendono stare “con le mani in mano” ad aspettare che il successo cada loro addosso, perché per esperienza sappiamo che questa è una scelta perdente in partenza.
I neo-scrittori hanno bisogno di essere letti, apprezzati o anche criticati -per maturare e migliorarsi- e hanno bisogno di far crescere la fiducia che hanno in se stessi. Solo così il pubblico, forse inizialmente ristretto, ma velocemente destinato a crescere se l’autore dimostrerà di meritarlo, potrà iniziare a sua volta ad avere fiducia in loro.
Un percorso in salita, senza dubbio, ma più facile, più piacevole e meno faticoso se a percorrerlo non si è soli.

un libro edito da zerounoundici: Lisa verdi e il ciondolo Elfico, di di M.P Black
Lisa è una sedicenne che vive le emozioni, le gioie ed i turbamenti tipici della sua età. La sua vita, tranquilla e spensierata, verrà stravolta quando la zia le rivelerà la sua vera identità e la costringerà a varcare la Porta di Passaggio per il Regno Elfico. In questo nuovo mondo, in cui ogni cosa é capovolta e ricca di mistero, apprenderà di essere la Prescelta, designata da un’antica Profezia per annientare una volta per tutte il potere del Nero Signore degli Elfi e del Generale Guglielmo. Verrà accompagnata in questa inevitabile missione dal suo amato Paolo e dagli amici Gianni e Matilde e scoprirà, suo malgrado, che il lupo cattivo non vive solo nei boschi, ma spesso anche in casa…

Curiosa iniziativa quella di Elisa Barisan, in arte Lady Maltras, che dopo aver visto due film che avevano scrittori come protagonisti decide di deviare dalla strada che la porterebbe a occuparsi di architettura (è studentessa al terzo anno) e imbocca quella dell’artigiana delle parole.
Decisione maturata nel 2005 e che l’ha portata a esordire mondo della letteratura con un volume edito nel dicembre 2006, Icewolf, primo di una saga che prevede già dieci tomi.
L’autrice ha le idee chiare: perché perdere tempo chiedendo pareri alle case editrici? Ne fonda una, che ovviamente si occupa della pubblicazione e della distribuzione della sua opera nelle province di Treviso, Belluno, Venezia, Padova, Vicenza, Pordenone, Gorizia e Trieste.
La vicenda narrata nei primi due libri è in bilico tra fantasy e fantascienza. Vediamo cosa riporta la quarta di copertina:

Icewolf

“Questo è l’inizio della mia storia. Sono nata sulla Terra e ho vissuto da normale ragazza finché il mio pianeta non è stato inglobato in un vasto Impero di cui ignoravo l’esistenza. Dalla sicurezza della mia casa mi sono ritrovata scaraventata in una realtà nuova, in cui l’umanità è disprezzata e ridotta in schiavitù. Dopo un breve addestramento ho cominciato a servire presso l’Imperatore di un pianeta lontano. Il suo Regno incantevole è riuscito ad alleviare in minima parte la mia straziante perdita ma l’incontro con un Guardiano, appartenente ad una ristretta cerchia di creature superiori, mi ha fatto subito ricordare la mia triste condizione. Contro la mia volontà sono stata trascinata in una spedizione nella Terra dei Ghiacci dove una nave che trasportava un misterioso carico è precipitata in circostanze sconosciute…”

http://www.ladymaltras.com/home.aspx

Recensione di Barbara Gozzi:
Meglio per tutti dare la colpa a me
di Domenico Cosentino

Le sue poesie sono graffi, urla rabbiose, sospiri eccitati, sbadigli
indolenti e fotografie ingiallite ma precise di una realtà dura, fatta di
pochi soldi, sporcizia, indifferenza, fumate e bevute.
A Domenico Cosentino importano poche cose, o almeno è quello che lui
stesso grida tra le riga scegliendo parole anche imbarazzanti per chi
legge ma pulsanti nel loro esprimere soltanto quello che è. Domenico
Cosentino è incazzato, non ci sono dubbi, ma sarebbe troppo semplice
fermarsi qui. Ci sono altri moti, sentimenti tra i versi che sembrano storti,
devono esserlo per descrivere una vita sbagliata, troppo dura e
disperata. Poi ci sono l’amore e il sesso dove l’autore è si, esplicito,
cinico e a tratti rozzo ma non si nasconde, non gioca con le frasi per
abbellire la scena, tutt’altro.
Ogni cosa, elemento, persona, circostanza si proietta nell’occhio del
lettore attraverso un’angolazione che arriva dal basso ma non è bassa
(il gioco di parole è più che calzante).
Così ci sono le consapevolezze di quei sentimenti vissuti correndo e di
quel carattere difficile, complicato che l’autore non si risparmia.

“La noia ucciderà il nostro rapporto,
il nostro stare insieme ed amarci.
ti avevo avvisata.
tu ora ce ora cerchi negli altri qualsiasi sfogo.
ci si arriva facilmente a questo punto,
quando non si è presi dall’altro
quando ci si ama troppo in fretta.” (pag.16
)

In alcuni componimenti non sono riuscita a entrare, la poesia è
soggettività ai massimi livelli per me. Forse ancora più della prosa perché
nei brevi componimenti le parole sono ricercate, anche una pausa, una
virgola o un punto diventano importanti. E Domenico Cosentino come già ho
spiegato non te la manda a dire. E’ duro, crudo, selvatico potrei dire,
non si preoccupa di apparire troppo cinico o esplicito o feroce.
Ma resta una prosa che spurga, sputa e alza le mani, cerca di farsi
sentire in mezzo al frastuono, prova a lasciare tracce e vuole colpire. Ci
riesce quasi sempre, per quanto mi riguarda.
Pur restando una lettura meno diffusa, la poesia, in questi versi si
sentono delle potenzialità che spero, l’autore continuerà a coltivare,
tracciare nero su bianco.
Brevissima annotazione per la prefazione dove il libraio Michele
Paparella aiuta il lettore ad avvicinarsi a un Domenico Cosentino che conosce
bene e ne svela gli intenti, le fragilità e la voglia di scrivere a
tutti i costi, contro tutti. Pagine delicate e sincere che dovrebbero
essere rilette anche a libro terminato.

il blog dell’ autore

Graus EditoreIsbn: 978-88-8346-209-2

Come precedentemente vi abbiamo accennato il Team di Libri Metropolitani è molto attento,non solo ai libri letti e in uscita, ma anche alle case editrici che prendono vita e forma. Che partono da un’idea, spesso di una mente giovane.
Oggi dedichiamo questo spazio a Edizioni Las Vegas. curata da Andrea Malabaila.

Las Vegas edizioni nasce a Torino nel 2007. Il primo passo che ha portato alla sua nascita è stato quello di seguire il percorso del MIP (Mettersi in proprio) della Provincia di Torino e redigere il business plan, il secondo quello di cercare autori e storie che dessero vita con entusiasmo e qualità ai libri da pubblicare.
Malabila durante un intervista specifica :”Vogliamo curare al massimo i nostri libri. E questo vale per tutti gli aspetti, a partire dalla copertina che deve essere accattivante ma anche riconoscibilmente nostra. Potremmo dire che ogni titolo è un mondo a sé, ma l’editore deve creare un universo coerente. Anche per questo preferiamo pubblicare pochi titoli all’anno, per poterli seguire al meglio in tutti gli aspetti, dall’editing alla promozione. La promozione è orientata attraverso tutti i canali tradizionali (presentazioni, invio copie a giornali e riviste…) ma anche attraverso modalità alternative che verranno studiate di volta in volta, a seconda del titolo da promuovere. Vogliamo puntare molto sul nostro marchio, farne un brand riconoscibile soprattutto tra i giovani. Per questo, siamo aperti anche a realtà come il bookcrossing o addirittura l’utilizzo di copie omaggio – altrimenti destinate al magazzino o peggio ancora al macero – come lancio promozionale.”
Las vegas Edizioni dunque non è solo una casa editrice. È il posto in cui tutto è possibile, un universo abitato da storie che sarebbe un peccato non raccontare. Storie giovani, ironiche, rock, romantiche, glamour. Che hanno un inizio, uno svolgimento e una fine (non necessariamente in questo ordine). Ma, soprattutto, che hanno stile.

Presentazione di uno dei libri in catalogo: Il diario dei sogni di Marco Candida .

Verino Lunari, ventottenne disoccupato, in seguito a una serie di violenti attacchi di panico comincia a assumere quotidianamente una compressa di Cipralex, un antidepressivo che come sorta di effetto collaterale gli provoca ogni notte sogni vividissimi. Verino decide di registrare i suoi sogni in un diario, e in seguito di stendere un resoconto dove riportare quelli per lui più significativi. Qui è come se ci offrisse di entrare nella sua stanza segreta delle follie. Dentro ci si trova di tutto. Oggetti che respirano. Fantasmi dell’aldilà che perseguitano persone all’indirizzo sbagliato. Demoni “posseduti” da esseri umani. E molto, molto altro ancora. Presto, però, ci accorgiamo che Verino racconta di sogni dove protagonisti sono sempre i suoi amici e immancabilmente lei: Veronica, la sua ex-fidanzata… In un crescendo di sovrapposizioni tra realtà, sogno, immaginazione e allucinazione, in questa storia d’amore e tradimenti la sola certezza è che niente fino all’ultimo è quel che sembra.

Marco Candida è nato nel 1978 a Tortona. Ha esordito nel 2007 col romanzo “La mania per l’alfabeto” (Sironi editore)
il suo blog

link Utili:Autori in cerca di editore
Sito internet
Blog


“NATA CON I PIEDI NEL SANGUE” di ELISABETTA BILEI

IL LIBRO
Rannicchiata nel grembo materno, giorno dopo giorno, una figlia osserva il mondo come da un periscopio. Scruta all’orizzonte le persone, le cose, gli affetti che di lì a poco faranno parte della sua vita; capta gioie, trepidazioni, tristezze che la attraversano; perlustra gesti e abitudini quotidiane all’apparenza insignificanti.
Claudia e Francesco non sanno ancora che è una bambina, sanno solo che hanno desiderato un figlio con tutto il cuore, che hanno fatto di tutto per averlo e che adesso l’hanno concepito. Ma l’evento tanto atteso porta con sé emozioni e turbamenti inaspettati, imprevedibili. Claudia è sommersa da un mare di ricordi, non tutti felici, come la morte del padre e la tragica scomparsa di Alice, la sua migliore amica. Francesco deve fare i conti con il senso di inadeguatezza e le responsabilità che lo aspettano, mentre parenti e amici bussano alla porta in una coralità affettuosa ma a volte un po’ invadente.
Lo sguardo della piccola esplora e annota tutto in un diario di bordo fluido, intenso, ricco di dettagli di vita vissuta: la passione dei genitori, la gioia dell’annuncio, le nausee, le ecografie, gli sbalzi ormonali, fino al doloroso epilogo a cui allude il titolo del libro. Alla sua seconda prova narrativa, la giovanissima autrice cattura con una scrittura rapida e incisiva il susseguirsi di avvenimenti piccoli e grandi, riuscendo a prendere alla gola il lettore e a farlo commuovere, sorridere, immedesimare.

L’AUTRICE
Elisabetta Bilei (Mestre, 1986) vive a Favaro Veneto, in provincia di Venezia. Appassionata di musica, scrittura, pittura e teatro, ha fatto parte dell’orchestra “I flauti di San Marco”, con la quale ha compiuto numerosi viaggi. Frequenta il corso di laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Padova. Collabora a vari portali culturali e riviste letterarie. Nel 2005 ha pubblicato il suo primo romanzo breve, Caffè Valeriana Vomito Sigaretta.

L’ASSAGGIO
«Io sono qui, a guardarvi dalla finestra. Mi hai cercata oltre le nuvole ma io ero anche più in là. Ora, però, sono qui. Non sarai più sola, è scoccata la scintilla che mi ha dato la vita. Il mio viaggio è iniziato così. Voglio che tu lo sappia, perché un giorno potresti chiederti cosa mi passava per la testa, e voglio che a questa domanda tu possa dare la giusta risposta. Da questa sera, in questo letto, c’è qualcosa di diverso, qualcosa di nuovo. Ci sono io. Saranno i nove mesi più belli della nostra vita.»
Sono gradite recensioni o interviste

Questo libro si legge con le lacrime agli occhi;lacrime di tenerezza, di tensione, di paura e amore. La scrittura è delicata e capace di trascinarti nelle pagine lette come una favola senza lieto fine.
Mi ha commosso davvero, esitando sulle pagine.
Complimenti all’autrice.

Per maggiori informazioni:

http://www.elisabettabilei.it
info@elisabettabilei.it

“NATA CON I PIEDI NEL SANGUE” di ELISABETTA BILEI
Marlin Editore
pp. 136
€ 10,90
ISBN 978-88-6043-036-6


Polvere d’argento – Libro Primo di Dell’Amico, Alessandra
Andrea, studente quasi diciottenne, divide la sua vita tra la scuola, la fidanzata Giulia e, suo malgrado, Sara, capricciosa sorellina di quattro anni, a cui deve badare ogni pomeriggio.
Liot, poco più grande, vive in un’altra dimensione parallela, povero contadino di un regno dominato da un tiranno disumano, Zelach, che opprime tutto il suo popolo col terrore, forte di un esercito di demoni spietati.
I loro destini si intrecceranno e i ragazzi vivranno insieme una grande avventura, dividendo le ansie e le paure, alla ricerca di un oggetto misterioso, in grado di annientare Zelach e di privarlo del suo esercito, coinvolgendo il lettore in un viaggio per niente monotono, che terminerà all’interno delle stanze del tiranno.
Intorno a Liot e Andrea ruotano altri personaggi, non meno importanti, come Zelach, tiranno disumano, cieco ad ogni pietà; Rolit, suo braccio destro; Dario, studioso delle dimensioni, le cui ricerche hanno permesso a Liot di raggiungere e ‘prelevare’ Andrea; la mutafolletto Wietil, ragazza in grado di assumere sembianze animali, che li accompagnerà nel viaggio; Arubi e le altre sacerdotesse Sahti che custodiscono l’oggetto; e poi anche Misfar e Daana, rispettivamente il nonno la mamma di Liot, la piccola Sara, sorella di Andrea…ed altri ancora, tutti da conoscere.

il sito dell’autrice
Edizioni Il Melograno

Eileen Favorite presenta Il bosco delle storie perdute

Elliot Edizioni manda in libreria un altra bella scoperta letteraria sulla quale, alla Fiera di francoforte, si sono accapigliati gli editori in un’asta milionaria. Un romanzo fatato sul potere della narrazione, sull’amore per i libri, sui misteri che nascondono, su come possono salvare la vita
In una radura ai bordi di una foresta rigogliosa, la giovane Penny e la madre Anne Marie sono le proprietarie di una deliziosa pensione dove le protagoniste della grande letteratura, del mito e della fiaba trovano conforto dalle loro traversie. Madame Bovary, Rossella O’Hara e altre famose eroine si riposano e godono di questo ambiente familiare, prima di rituffarsi nelle rispettive vicende verso un destino che incalza. Per Penny vige la proibizione assoluta di intrattenersi a lungo con loro, per non rischiare che le trame delle storie a cui appartengono subiscano sconvolgimenti. Quando però arriverà alla pensione Deirdre, l’eroina di un’antica saga celtica, la ragazza non saprà resistere, dando vita a un rapporto di amicizia dalle conseguenze inaspettate e imprevedibili. Un legame destinato a portarla lontano, in un mondo fin troppo reale e completamente diverso dall’atmosfera fiabesca a cui era abituata, fino alla scoperta di un segreto nascosto nel passato e tra le pagine dei romanzi che tanto ama… Da un’esordiente con tutte le carte in regola per essere candidata al successo, un romanzo appassionante, coinvolgente, divertente, fitto di misteri e rivelazioni, sul potere magico della letteratura e il grande cuore di una famiglia tutta al femminile.

Lala dice:Nonostante abbia letto commenti poco favorevoli al riguardo,ho trovato questo libro particolarissimo.
Una storia del tutto nuova,dove eroine dei piu grandi classici, entrano a far parte della vita di una madre e e una figlia durante il periodo piu complesso..ovvero l’adolescenza della ragazzina penny e la consapevolezza della madre di aver ormai di fronte una giovane donna e non piu una bambina.
è un romanzo romantico,veloce, a tratti crudo e nitido come una fotografia.
consigliato a chi ha sempre sognato di incontrare i protagonisti dei romanzi piu coinvolgenti e appassionanti della storia della letteratura.
Ma anche a coloro che non hanno paura di entrare in un mondo dove la realtà e la fantasia si fondono fino a portare il lettore ad un totale e intenso smarrimento .

Eileen Favorite insegna scrittura creativa e ha partecipato con poesie e racconti a numerose riviste letterarie. Il suo sito ufficiale è www.eileenfavorite.com. Il bosco delle storie perdute è il suo primo romanzo.

in uscita dal 30 gennaio per Elliot edizioni


Io e Papperina” è una delle cose che Margherita Zannini Lombardi scrive negli spazi di tempo che le permette il suo lavoro, ereditato dal nonno materno Italo Lombardi, cioè gestisce delle imprese funebri in varie sedi. Tra un funerale e l’altro dedica il suo tempo a Lulù, la sua cagnolina, ai fiori, alle piante, e ai molti libri che legge. Attualmente vive a Chioggia pur mantenendo la sua abitazione patavina come riferimento alle sue origini.
Dal suo blog (www.ioepapperina.it), ecco come lei definisce il suo libro:
Panta rei: Questo è il succo di questo libro, che descrive le cose che possono capitare a tutti e che ovviamente sono capitate a me.
E’ uno spaccato della mia vita e del modo in cui io vorrei prenderla.
Essendo una palla in tutti i sensi ho scritto a tutto tondo a partire dal mio lavoro per finire con le persone che mi sono vicine.
Praticamente sono le esperienze di circa un anno di vita dove ci sono momenti allegri e momenti un po’ più tristi.
Insomma questa è la vita e la vita scorre… panta rei.

Noi che l’abbiamo letto lo abbiamo trovato diverso da un libro classico. Il linguaggio è quello parlato, anzi, conoscendo Margherita, è come dialogare con lei. La sensazione è quella di un’interazione con l’autrice, si entra nel suo mondo, si vivono le sue esperienze che poi si trasformano nelle nostre. Si passa in continuazione dal serio al faceto e si realizzano delle contraddizioni e paradossi. Si entra nella vita di un’altra persona, si scoprono i suoi pensieri, ma non elaborati, sistemati, come richiederebbe un libro, ma così come nascono e come rimangono e rimbalzano nella mente di chi li ha concepiti. Si scopre come sono stati superati momenti difficili, sdrammatizzandoli per renderli accettabili.

Editore: Libreria Editrice “Il Leggio” – Chioggia
ISBN 88-8320-084-8

Lascia che guardi Di Maddamma Manuela


Parigi 1985. Maddalena Aragona sta per completare la sua tesi sulle influenze della cultura esoterica nella letteratura del Novecento, quando alcune visioni e l’incontro coll’affascinante Boris, medium ed egittologo ultraottuagenario, la spingono a un supplemento di ricerche. Partendo dai trascorsi dadaisti di Julius Evola e dalla sua corrispondenza con Tristan Tzara, le indagini di Maddalena si concentrano sul 1922, l’anno in cui il “filosofo nero” smise improvvisamente di dipingere e ripudiò il Dada per diventare alfiere di un “imperialismo pagano” assai vicino alle radici esoteriche del nazismo.
Con l’aiuto di Boris, Maddalena ricostruisce la tenebrosa serata in cui, proprio nella casa romana di Evola, si tenne l’ultima riunione della setta “Nuova Umanità”, alla quale parteciparono oltre a numerosi esoteristi, anche il satanista Aleister Crowley, e persino un seminascosto (ma riconoscibilissimo) Benito Mussolini. Maddalena inizia allora un viaggio che da Parigi la porterà a Firenze, in Sicilia e infine a Roma, alla ricerca dei documenti occultati dopo quella drammatica adunanza, e il cui nascondiglio è celato nell’ultimo dipinto di Julius Evola.
All’esordio di Manuela Maddamma non mancano i difetti: lo stile è a dir poco sovrabbondante, i dialoghi spesso implausibili, i personaggi abbozzati (chi diavolo è Emanuele?), l’intreccio lacunoso. Eppure, o forse proprio per questo, Lascia che guardi è un romanzo che merita una lettura più di tanta altra paccottiglia che si pubblica oggi. L’ambientazione insolita, la commistione fra modelli altissimi (dall’ovvio Pendolo di Foucault al Consolo di Nottetempo, tutti comunque fuori portata) e riferimenti pop (la trama è degna di un thriller di Umberto Lenzi), la capacità di recuperare e inserire in un romanzo -suo malgrado- intrigante tutto il bric-a-brac esoterico-imperialista tanto caro alla mistica destrorsa di casa nostra, sono elementi che rendono questo sgangherato carrozzone di sensitivi, complottisti e ‘diabolici’ (giusto per citare il Casaubon del Pendolo) tenero e perfino affascinante, un tentativo magari non riuscito e tuttavia originale e soprattutto coraggioso, fino al limite dell’incoscienza.

Editore: Fazi

IL VIAGGIO DI ANNA DI Laura Angeloni

A volte capita che un amore rimanga incastrato nell’’anima.
La vita di Anna da tempo si srotola così, sospesa, imbrigliata tra un passato che fa male e il desiderio vago di un futuro indefinito, ma che sappia placare i suoi bisogni.
Fino al giorno in cui un nome riemerge dal passato e dai ricordi.
È un segno, per quanto debole, di quel destino che Anna rincorre. E lei ci s’’aggrappa senza riflettere, con un’’audacia testarda che la condurrà verso una nuova vita, attraverso un profondo mutamento di sé e di quanto le sta intorno.
Il viaggio di Anna è il viaggio di un divenire donna, un’’iniziazione attuale, raccontata con onestà e sensibilità schietta e femminile.
Attraverso errori e successive prese di coscienza, che non hanno tuttavia la forza d’’ostacolare la volontà di andare avanti, è il viaggio del superamento di un dolore intenso e paralizzante, del dolore più forte che c’è. Del riconoscimento dei propri sogni più autentici e del loro perseguimento.
Ma, soprattutto, Il viaggio di Anna è il viaggio di una maternità, di un’’esperienza intensa e toccante che sarà per la protagonista il principio di una rinascita, narrata con naturalezza ed efficacia in tutte le sfumature delle emozioni.

una casa editrice che riserva piacevoli sorprese:azimut editore

ALICE SUELLA:L’ORO IN BOCCA
RECENSIONE DI Marco Marchese

Le parole ossessive di Jack Torrance tornano, in veste ironica e scanzonata, per descrivere la vita di chi si sente in missione di Dio senza conoscerne la motivazione. Talmud, essere di sesso indefinito, vaga in un mondo ai confini della realtà. Portatore di una verità inquietante (i bambini sono alieni e controllano il mondo) tra citazioni di film, esperienze vissute e lacrime amare, deve combattere l’invasione della follia nella sua città. Una folla di estremisti religiosi razzisti, seguaci degli ultraterreni Exogini, viene manipolata mentalmente dall’Alieno Bianco, desideroso di conquistare il mondo. Talmud, incontrando personaggi di ogni genere (da AnnieWilker di Misery a La pulce d’acqua di Branduardi), si ritroverà a dover affrontare mostri di ogni sorta, fino a raggiungere la verità più terrificante…

Quello che avete letto qui sopra, è parte della quarta di copertina de “L’oro in bocca”, di Alice Suella. Ho deciso di riportare questo stralcio per farvi un po’ capire la trama di questo “neuromanzo” – come lo definisce la stessa autrice -, poiché in questa recensione non vi parlerò della storia. Se, leggendo queste righe, siete in cerca di anticipazioni varie o pillole di trama, avete sbagliato articolo. Mi sembra infatti più opportuno porre l’attenzione allo stile e all’idea di fondo che caratterizzano questo “dromanzo” (definizione mia, stavolta). Perché dromanzo? Semplice, questo libro è una droga!
Le prime parole che mi sono venute in mente quando ho finito di leggerlo sono le stesse prime parole che ho detto all’autrice e, di conseguenza, le stesse prime parole che scriverò qui: Alice Suella è matta! Matta sul serio, intendo, ma nel senso buono. Leggendo l’oro in bocca, si ha la sensazione – rara, e per questo ancor più preziosa – di aver di fronte qualcosa di nuovo, fuori dal trito e ritrito che ammorba la narrativa contemporanea. Qualcosa di innovativo, insomma. E avercene! Sin dalle prima pagina è capace di prendere la tua testa, e con lei il tuo tradizionale immaginario, e farli letteralmente a pezzi. Non si può, anzi, dovrebbe essere vietato per legge, accostarsi a questo romanzo come ci si accosterebbe a una qualsiasi opera di narrativa. Vi dirò di più, sarebbe alquanto stupido. Perché? Semplicemente perché il mondo in cui esso vuole proiettarti è un mondo che, per quanto simile al nostro, si basa, cresce e sopravvive partendo da presupposti totalmente diversi. L’umanità dei personaggi, intesa come segno distintivo di appartenenza al genere umano, è continuamente messa in discussione, salvo poi riaffermarsi con incredibile violenza. Sì, violenza. Perché è così che ci si sente leggendo “L’oro in bocca”: violentati. Un lettore disattento potrebbe liquidarlo come un viaggio allucinogeno all’interno del cervello dell’autrice, tra paranoie, paure, inquietudini, nausea. Ma in realtà, il viaggio, è nel tuo cervello. La paranoia, la paura, l’inquietudine, la nausea, sono le tue. Tue e di nessun altro. “L’oro in bocca” non fa altro che tirarle fuori, come un dentista armato di tenaglie farebbe col tuo dente malato. Le sradica, e nello stesso tempo è capace di metterle davanti ai tuoi occhi, senza né remore né rimorsi, senza che tu possa farci niente. È come quando incontri per strada qualcuno che non hai voglia di salutare. Se incroci i suoi occhi sarai costretto a farlo, non puoi più scappare, e non ti resta altro che affrontarlo. Ecco, “L’oro in bocca” è tutto questo. Risultato? Un’abulica espressione di stupore (e abulico, come dice la stessa Alice, è sempre una parola incantatrice).

CASA EDITRICE:eumeswil edizioni
ALICE SUELLA IL BLOG


31 Ottobre è stato scritto da Glauco Silvestri, scrittore esordiente, che potrete trovare qui ,blog personale, o qui , nato in occasione della pubblicazione di questo libro e poi trasformato in blog di informazioni utilissime per aspiranti scrittori.
La vicenda si svolge a Bologna, dove, nello stesso giorno (il 31 ottobre, appunto), vengono rinvenuti diversi cadaveri di giovani squartati nella pancia; nessuna traccia di sangue né dell’assassino, solo un insolito gatto nero, testimone di questi avvenimenti agghiaccianti. Su questi omicidi indagano un Tenente dei Carabinieri e una giovane donna della Scientifica. Eppure alcuni indizi fanno pensare a rituali celtici, da cui la festa di Halloween ha preso origine.
Il tutto scritto in un linguaggio chiaro, coinvolgente e ricco di dettagli. Profonda la conoscenza del tema trattato (insomma: ha fatto i compiti!).
Compratelo e leggetelo se:
1) vi piace leggere e vi piacciono le storie coinvolgenti e ben narrate;
2) vi piacciono o siete incuriositi dai miti e rituali celtici ed in particolare Halloween;
3) vi piace l’atmosfera di Halloween;
4) vi piacciono i racconti noir e polizieschi, ma cercate qualcosa di originale;
5) siete di Bologna, state per recarvi a Bologna o semplicemente volete saperne qualcosa di questa città (la descrive così bella che mi è subito venuta voglia di andarci!);
6) siete alla ricerca di autori nuovi e di talento.
Ma soprattutto, compratelo (e leggetelo) perché è veramente un bel romanzo e piacevole alla lettura e perché l’autore è un esordiente e ha bisogno di sostegno per emergere (meritatamente!), non potendo contare sulla pubblicità delle grandi case editrici.
Mi raccomando: acquistatelo subito perché è proprio il mese giusto per assaporarne l’atmosfera!

RECENSIONE DI Angelique Gagliolo


Adesso tienimi di Flavia Piccinni.
Vuoi un posto nel mondo, ti domandi se la città in cui vivi è quella giusta per coltivare i tuoi sogni. Hai diciassette anni e pensi a tante cose, fra queste credi che vivrai per sempre nella condizione privilegiata che la tua età comporta. E’ difficile immaginarsi adulti e considerare la morte come un’ eventualità. Ma, come si sa, il suo arrivo non risparmia nessuno. Martina, la protagonista del libro,vive a Taranto, “500 milioni di debiti e 90,3% della diossina che uccide l’Italia”e frequenta il liceo classico. Il suo mondo gommoso di caramelle e gioielli Tarina Tarantino si distrugge con la morte del suo amore segreto che con un colpo di pistola ha deciso di farla finita.
Si tenta di stare in piedi, di non pensare. Martina ci prova, ma nulla riesce a farle dimenticare la sua pena. Martina è ossessionata dall’abbandono, dalla paura di essere lasciata ancora, dalla paura di lasciare a sua volta. Non vede altro intorno a sé e così troppe volte sceglie di arrendersi, di farsi trasportare dalle situazioni.
Le pagine di questo romanzo diventano la storia di un dolore che paralizza davanti alla televisione, che distrugge da dentro, che si custodisce in segreto,che fa rivivere nella memoria certi momenti a ripetizione.
Adesso tienimi è il libro d’esordio di una promettete scrittrice che sa parlare e raccontare dei giovani.Complimenti a Flavia Piccinini,classe 1986.

Adesso tienimi
Flavia Piccinini
2007, 175 p., brossura
Editore Fazi (collana Le vele)

Non farmi male.
Raccolta di racconti di Matteo Grimaldi

Non farmi male è una raccolta di racconti dolorosi. Sette storie in cui domina la paura, ma non una paura visionaria, una paura reale, e pertanto terribile. La paura della vita che a volte sa essere davvero ingiusta riservando solo orrore a chi meriterebbe almeno una possibilità. È di fronte al dubbio che l’essere umano trema risvegliando quell’oscurità dell’anima che succhia via la serenità.
I sentimenti trattati sono i più vari: dall’amicizia che conduce all’estrema prova, in cemento; al rancore di una ragazza di fronte alle violenze subite dall’amica, in la voce di V; dalle passioni di una vita, che spesso conducono al rifiuto, ma che invitano a continuare nella lotta, in passione da cani; al tormento di un’esistenza da insonne e il dramma di una vissuta da cieco, in grigioscuro; dall’innocenza di una giovane mente, che si scontra con la perversione e la malattia di un adulto, in non farmi male; all’odio di un figlio nei confronti di un padre infedele e ingrato, in domani addio; fino ad arrivare ai toni del mistero oscuro e del noir di veleno rosso sangue, perla che chiude la raccolta.
I protagonisti sono tutti giovani o giovanissimi che, per scelta fatale o per costrizione, si trovano a percorrere una via deviata dal “buono” e dal “giusto” e a incontrare così il male e la paura di soffrire. La cosa che colpisce è il modo sincero in cui l’autore racconta. Il suo stile, crudo e amaro, non è mai fine a se stesso, ma funzionale alle storie narrate affinché il lettore possa cogliere in tutta la loro realtà, e senza veli di sorta, temi duri come la pedofilia o la droga. Ottima la capacità di rendere il parlato diretto, schietto e, a tratti, rabbioso dei giovani e dei bambini.
Non farmi male è un pugno nello stomaco, diretto e preciso. Le parole di Matteo Grimaldi descrivono ogni singolo racconto, ogni sensazione con puntualità e trasporto, come se avesse avuto di volta in volta la possibilità di entrare sotto pelle al personaggio e viverne le emozioni. Il risultato è una sensazione di coinvolgimento anche da parte del lettore, che viene materialmente trasportato nella pagina, e ne esce con i segni addosso. Non è una serie di racconti che possano essere facilmente accantonati una volta letti. Restano in testa a lungo, propongono interrogativi, e spingono alla riflessione. E per essere un’opera prima non è poco.
Matteo Grimaldi è un abile scrittore, che alla straordinaria vena creativa sa abbinare un’eccellente capacità narrativa e stilistica, attraverso un ottimo utilizzo delle parole, in grado di evocare immagini nitide, suoni e profumi, che avvolgono pienamente il lettore.
Per conoscerlo meglio visitate il suo blog: www.lastanzadelmatto.splinder.comin cui alterna divertenti deliri a riflessioni più profonde.

Non farmi male.
Matteo Grimaldi
Kimerik edizioni
120 pagine
10 euro