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Category Archives: Giovani scrittori

Il nuovo romanzo di Eva Clesis (Las Vegas edizioni), in uscita il 29 settembre e in libreria dai primi di ottobre, si intitola Guardrail.
Una storia a metà tra la favola e l’on the road. Alice ha sedici anni, è orfana, mezza inglese, vive in un paesino del sud e ha un piano. Quello di fuggire dalla dispotica nonna paterna, che utilizza il terrore come politica educativa, da un’amica snob e traditrice, da un amore senza speranza e dalla scuola che non le perdona i suoi problemi con la lingua italiana. Con pochi soldi in tasca, decide di fare l’autostop e scappare verso le sue origini. E qui inizia l’avventura a bordo di una macchina guidata da un tizio misterioso che non la vuole accontentare, fino al rovesciamento della storia e persino dell’identità dei personaggi, con un colpo di scena che spiazza ed emoziona.
Chi è Eva Clesis? Pseudonimo di una ragazza classe 1980, che è nata e vive a Bari.


Pronti per partire per un nuovo viaggio alla scoperta di eroi e mondi fantasy. Vi presento il romanzo primo di Claudio Tassitoni. Web designer di professione, scrittore, grafico e musicista per passione. Un romanzo in cui il mondo fantastico è descritto in ogni minimo particolare facendoti vivere avventure fantastiche.Un vortice mozziafiato.

Tre inseparabili amici in lotta contro le forze oscure: comincia la saga della Compagnia dei Tre, edito Fanucci.
Sul continente di Empyrea si svolge la vicenda di Arthur, Roddy e Sarah, tre ragazzi che partono dalla cittadina di Wyndham per diventare soldati dell’Armata Repubblicana; ma l’ingombrante passato del padre di Arthur e le sorprendenti scoperte sulle reali intenzioni di Xerxes, il sovrano di Empyrea, arroccato da secoli nella mitica città di Thebe, li spingeranno verso una grande avventura che cambierà il destino del mondo. Sulla loro strada troveranno molti amici e nemici, a partire da Hugo, il sinistro fratello di Arthur, soggiogato dalla magia, e poi Wendell, lo Stregone, con il suo arcinemico Suleymane l’Oscuro; e ancora, un sindaco cialtrone e sgrammaticato, un oste e un’ostessa decisamente coraggiosi, una spigliata ladruncola, un leggendario stratega che tutti credevano morto, animali magici, un generale crudele e ambizioso… Luoghi affascinanti, come un antico tempio che dona misteriosi poteri, l’Accademia alla quale tanto desideravano essere ammessi, una casa nella quale cova un male più antico del tempo stesso, e infine una città nascosta oltre un bosco magico, dove li attendono nuove e sconcertanti rivelazioni sul passato e sul futuro della loro avventura.

visita il sito!

Pan Di Francesco Dimitri.
Recensione di Anita Blake.

ATTENZIONE: Questo libro crea dipendenza.

E’ uno di quei racconti che non si limita a porsi come nuova estensione della propria anima, del proprio cuore… ma ci si rende conto che è talmente motivato, interessante, ben scritto e magico, da dare l’impressione che sia sempre appartenuto in qualche luogo di noi. Che la sensazione che regala durante tutta la lettura, non aspettava altro che essere messa nero su bianco: Francesco Dimitri lo ha fatto. Francesco Dimitri è Sogno e Incanto che si incontrano nella Carne di questo romanzo, una perla unica e rara.

Quello che non è questo libro: Non è il remake di Peter Pan! Non si deve commettere il grave errore di snobbarlo perché magari non si apprezza la base del tutto.
Non è un’operazione commerciale, perché in questa modernissima (e allo stesso tempo antichissima) fiaba nera, si nascondono tantissimi significati. Gli amanti del (neo)paganesimo troveranno interessanti osservazioni e nuovi e originali punti di vista (Francesco Dimitri è esperto del genere), gli amanti dell’horror troveranno artigli e spade pronte a lacerare nel sangue, gli amanti del fantasy avranno fate e fauni con cui crogiolarsi, gli amanti dell’avventura resteranno semplicemente col fiato sospeso per tutto il racconto! Ma ci sono perfino aspetti sociali, sicuramente la censura vista attraverso i secoli (si va a toccare la Chiesa, passando per la tv e internet… compare persino YouTUBE mentre solo un paragrafo prima si parlava di antichi Dei: geniale!), o la questione dei bambini (Bambini Perduti, in tutti i sensi anche meno fantasiosi) e della loro sottovalutata voglia di riscatto e ribellione fin dalla giovane età. L’anarchia come via di fuga dal bigottismo. E tanto altro! Basta saper leggere tra le righe che di certo non si soffermano all’apparenza.

La narrazione ha come basi portanti dei protagonisti con nomi che richiamano quelli del Peter Pan originale, quindi troveremo i famosi: Michele, Giovanni e la Meravigliosa Wendy (la Magica protagonista ha un nome d’arte, come escamotage per non essere italiano). Uniti ad altre controparti, delineate in modo interessante e alternativo, mai scontato.

Ma uno dei “personaggi” portanti della storia è Roma. La capitale dai mille volti, non si limita a fare da sfondo alla storia, ma la sua presenza è così forte che il romanzo non potrebbe essere ambientato in nessun altro luogo, si amalgama alla perfezione… e riserverà sorprese continue che è bene non rivelare, meglio scoprirle diventando un po’ Sciamani continuando a leggere…

Colpi di scena in continuazione, sorprese inaspettate, ma soprattutto Meraviglia! Appena si pensa che oramai tutte le cartucce siano state sparate, ecco che il racconto usando il culo come timone prende subito una direzione inaspettata e riparte meglio di prima, magari dopo aver lasciato il lettore con il fiato sospeso dopo un capoverso messo in pausa proprio durante una scena madre, per tornare a parlare di altri personaggi. Personaggi che interagiscono tra loro anche quando, inconsapevolmente, sono distanti. Semplicemente fantastico, una sensazione di unione e senso completo di avventura.

E’ il romanzo stesso la Meraviglia.

La voce narrante è anch’essa dinamica. Si adatta su ogni fronte. Segue lo stile del personaggio, quindi sarà cattiva e con poche censure quando ruota attorno ai villains di turno, mentre ammiccherà una gotica rappresentazione dei Bambini Perduti o di Wendy e Michele, con l’uso di una lirica sempre in bilico tra il sognante e il freddamente cinico. Con Giovanni, invece, si avranno riflessioni più realistiche e schematiche che renderanno, insieme al personaggio di Giada, incredibilmente affascinante la prima parte del romanzo, una continua scoperta di dettagli che si vanno a sommare. Tutto dosato alla perfezione, una narrativa potente, mai stanca, che cresce anzi, di pagina in pagina: impossibile staccarsi una volta cominciato il romanzo.

Chi alla Meraviglia chiude gli occhi, di morte sente tredici rintocchi

Tantissime, davvero tantissime altre cose ci sarebbero da dire (ad esempio, contiene geniali citazioni assolutamente cult per la generazione attuale), ma il libro è stato fortunatamente già scritto, sarà lui a raccontarle…

Buona lettura!

Capolavoro.


Giulietta squeenz di Pulsatilla

Giulietta ama i gatti, parla al telefono con i criceti, chiama i topi “tipi”, e tiene per l’eternità una barca rovesciata in un giardino spelacchiato. Giulietta ha la risposta pronta come un coltello affilato, un paio di tette degne di nota, un amico che si chiama Mostro, un marito sposato di corsa, una madre e una nonna che non si fanno i fatti loro, un’amica pronta a tradirla, e una viscerale e spiegabilissima tendenza al suicidio. Ma, cosa più importante, Giulietta a otto anni incontra Daniele, il grande amore della sua vita, che tuttavia non sa di essere il grande amore della sua vita. Da questo momento la vita di Giulietta cambia, raggiungendo abissi di catastrofe mai toccati prima. Un romanzo in cui il destino non va mai nella direzione attesa, e segue un cammino perfidamente tortuoso, disseminato di battute al vetriolo, lampi di romanticismo, e mazzate improvvise come fulmini d’agosto.


Angelinelli Francesca:nata a Busto Arsizio (Varese) nel 1982. Ha iniziato a scrivere fin da piccolissima, ma, come spesso accade, ha coltivato questa sua passione a fasi alterne. Solo dopo l’incontro con i romanzi di Marion Zimmer Bradley, che considera i suoi primi manuali di scrittura creativa, ha realizzato che ciò che le piaceva leggere, e scrivere, erano romanzi fantasy. Da questo incontro virtuale è scaturita una scelta di genere riguardo a ciò che voleva produrre. Tuttavia altre sue due grandi passioni erano quella per l’archeologia, che l’ ha portata a studiare Scienze dei Beni Culturali a Milano, e quella per il mondo estremo orientale. Passioni che costituiscono fonte di ispirazione continua per i suoi romanzi.

Nel 2005 il racconto Da Ogni Dove è stato pubblicato sul numero 1 di Febbraio/Aprile, anno 11, della rivista Inchiostro. Sempre nello stesso anno il racconto Infiltrato è stato pubblicato nel numero di Marzo della rivista Il Laboratorio del Segnalibro.
Nel 2007 è stato pubblicato per la casa editrice Runde Taarn il romanzo fantasy Chariza. Il soffio del vento e nei primi mesi del 2008 il seguito, Chariza. Il drago bianco, che conclude la serie.

1) Come nasce il personaggio di Chariza, quale è stato il momento in cui hai deciso che lei sarebbe stata la protagonista dei tuo romanzi?
In una serata afosa del mese di Agosto del 2004, mentre guardavo una puntata dell’edizione estiva del programma Alle Falde del Kilimangiaro nella quale davano un servizio sulla Cina e in particolare sul villaggio che si vede nei primi fotogrammi di un dei miei film preferiti, La Tigre e il Dragone. Ho un ricordo abbastanza preciso di quel momento, perché da quella sera, e per quasi un anno, ho lavorato esclusivamente su una serie di racconti dei quali Chariza era protagonista. Solo nel 2005 mi sono decisa a dedicare a lei un intero romanzo.

2) Qual è il tuo rapporto quotidiano con la scrittura, quali le tue abitudini, i tuoi spazi, i
“riti” che quotidianamente ritrovi quando ti metti a scrivere?

Quando studiavo scrivevo tutti i giorni almeno due ore al giorno, preferibilmente al mattino, anche molto presto. Ora lavoro come stagionale, quindi le mie abitudini sono necessariamente cambiante e per alcuni mesi all’anno non ho il tempo per dedicarmi alla scrittura e questo, in alcuni momenti, è frustrante. Tuttavia il resto dell’anno cerco di riprendere un ritmo di scrittura quotidiano, inforco gli auricolari con le colonne sonore che creo per i miei testi, soprattutto grazie alle numerose soundtrack di anime giapponesi che costituiscono la mia collezione di cd, e mi immergo nel mondo del romanzo che sto scrivendo.

3) Molti scrittori sono anche attenti lettori, c’è qualche autore in particolare che ti ha ispirato nella stesura delle tue storie?
Parlando di genere fantasy mi sento molto vicina alla scuola di Marion Zimmer Bradley, ma per quanto riguarda Chariza e lo Si-hai-pai in generale molto del mio background di letture riguarda la letteratura giapponese classica, in particolare il Genji Monogatari di Shikibu Murasaki, il primo romanzo della storia umana, scritto attorno al 900 a .C. Aggiungerei anche che, essendo la mia scrittura molto visiva, devo tanto anche alla mia passione per il cinema wu-xia cinese e per l’animazione giapponese.

4) Progetti per il futuro?
Continuare a scrivere e finire le cose in sospeso! Ho una lista di romanzi ideati, se non già iniziati, che devo assolutamente finire. Tutto questo mentre nuove idee si affacciano impietose. Ma per prima cosa mi occuperò di trovare un editore per due romanzi già pronti: La Leggenda delle Ali, romanzo sempre ambientato nello Si-hai-pai, il mondo di Chariza, ma non legato ai precedenti testi, e La Congrega Bianca , romanzo che invece rompe completamente con al mia produzione precedente perché trattasi di una storia ambientata nel mondo contemporaneo che vede come protagonisti un vampiro e una strega. In linea generale i miei prossimi lavori viaggeranno su questi due binari, quello dello Si-hai-pai, che resta per me una fucina di storie e personaggi, e la sperimentazione di ambientazioni, personaggi e tipologie di storie differenti.

il blog dell’autrice.


Lei che nelle foto non sorrideva Di Cinzia Bomoll
Una madre muta e immobile come una bambola rotta, un padre che ha piùdimestichezza con i maiali che con gli esseri umani. Ester e Alice, duesorelle gemelle legate nell’anima da una dipendenza reciproca e feroce,crescono in un paesino nebbioso e anonimo vicino Modena. Ester, con i capellitinti di nero, autolesionista e sessualmente promiscua, mette in scena fintisuicidi come il protagonista del suo film preferito, e si lascia fecondare dalmale e dall’amore. Alice, bionda, sessuofoba e intransigente, sembra inveceaccordata sulla nota stonata di una purezza ombrosa e risentita. Sullo sfondodi una provincia emiliana monotonamente verde finiscono negli stessi buchineri, inghiottite dall’insoddisfazione e dalla rabbia.

Editore: Fazi

Togneri S. Cose da non dire
240 pagine che vi terrano con il fiato sospeso.Una telefonata nel cuore della notte sveglia Gerardo Ferri, un giovane gioielliere fiorentino. Una donna urla disperata che la vogliono ammazzare e implora il suo aiuto. Dieci minuti dopo è troppo tardi. Ferri va all’appuntamento e scopre un corpo disteso senza vita in una cabina telefonica, il ricevitore che penzola nel vuoto, una pozza di sangue che si allarga sulla lamiera grigia del pavimento. Chi è stato? E perché quella perfetta sconosciuta ha chiamato proprio lui? Chi le ha dato il suo numero? Ma Ferri non fa in tempo a riordinare le idee, arrivano i carabinieri e lo arrestano. È caduto in una trappola. Qualcuno lo ha incastrato.
Da quel momento non avrà al suo fianco che Rebecca, la sua ragazza, la sua candida anima gemella. Fino a quando… Perché nulla è come sembra e dietro l’apparenza ordinata e un po’ scialba di tante vite qualunque si nascondono finzioni, segreti inconfessabili, vendette. Quella di Gerardo Ferri sarà una lenta discesa all’inferno, tanto più terribile perché coinvolgerà gli affetti più cari e sporcherà di sangue le mani più insospettabili. Fino alla catarsi finale, inevitabile e sconvolgente.

Qualche informazione sull’autore:
SIMONE TOGNERI si è diplomato in pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Presso le Edizioni L’Età dell’Acquario ha pubblicato il suo primo romanzo, Dio del Sagittario.

edito:l’età dell’acquario


intervista a Paola Boni:Nata a Roma il 24 dicembre del 1986, Paola Boni ha da sempre coltivato un profondo amore per la scrittura. Dopo essersi dedicata a lungo al fantasy tradizionale, Paola, entrata in contatto con i romanzi di Laurell K. Hamilton e Anne Rice, rimane affascinata dalla letteratura vampirica dimostrando poi una naturale predisposizione per la narrativa fantastica dove prevalgono suggestioni e atmosfere romantiche e dark.
Terminato il corso di Scrittura Creativa tenuto da Alda Teodorani presso la Scuola Internazionale di Comix, si è dedicata alla stesura finale di Black Angel, suo primo romanzo ancora inedito

1)Paola una “scrittrice sommersa”.
Come si si sviluppa l’idea di scrittori sommersi e l’antologia che raccoglie i diversi racconti?
Il progetto degli Scrittori Sommersi si è sviluppato su internet con l’intento di creare una rete di reciproco aiuto tra scrittori. Col tempo, vogliamo diventare un sostegno per tutti quei giovani scrittori che desiderano emergere nell’ambiente letterario senza essere costretti a pagare per vedere la propria opera pubblicata. L’antologia è nata proprio come primo passo di questo nostro progetto, una sorta di biglietto da visita in cui ognuno di noi ha potuto esprimere liberamente il proprio modo di scrivere e ora ci stiamo ampliano anche attraverso la realizzazione di una rivista e un progetto di collaborazione con autori che hanno difficoltà a promuovere le proprie opere.

2) come sono nati i tuoi “Dark Sensation” e “Ascension”?
Dopo aver scritto Black Angel, i miei personaggi erano diventati così vividi nella mia mente, che ho cominciato a desiderare di sviluppare le loro vite anche al di là del romanzo. Ognuno di loro aveva delle storie che li hanno segnati in maniera profonda e questi due racconti, nonché altri ancora in fase di stesura, sono nati proprio dal mio profondo desiderio di raccontarle.

2)Per ogni scrittore esiste un momento e un motivo specifico in cui ci si è avvicinati alla scrittura. E per Paola Boni?
Ricordo ancora vividamente il momento in cui ho iniziato a scrivere, avrò avuto si e no tredici anni. Ho capito fin dall’inizio che era quella la cosa che avrei amato più di ogni altra al mondo. Il motivo non saprei dirlo con precisione… Forse avevo semplicemente tante cose da dire e ho trovato un meraviglioso modo per farlo.

3) Ti ispiri a qualche scrittore particolare e in tal caso che tipo di lettrice sei?
Sicuramente, le due scrittrici che più hanno influenzato la mia scrittura, sono Laurell K. Hamilton e Alda Teodorani la prima perché è grazie a lei che è nata la mia passione per i vampiri, la seconda perché mi ha permesso di maturare notevolmente sia come scrittrice che come persona. Riguardo alle mie letture devo dire che pur prediligendo i romanzi horror e fantasy, trovo che a volte, accostarsi anche a generi che non sono per forza i propri, sia un buon modo per aprire la mente e trovare magari, nuove fonti di ispirazione.

4)Sulla tua pagina My space e su Anobi si parla moltissimo del tuo primo romanzo (in cerca di editore);Black Angel, una storia dark romantica. Vorresti raccontarci qualcosa di più?
Paola, protagonista di Black Angel, pur vivendo un’esistenza piuttosto normale si è sempre distante dalle sue coetanee, spaventata dalla sua diversità a cui non riesce a dare un senso. In un sola notte viene trascinata in una realtà di violenza e perversione, dall’incontro con Lucas, Lord della Comunità di vampiri di Roma, a causa della sua natura di veggente in grado di percepire l’invisibile e immune ai poteri dei vampiri. Immediatamente, scatta tra i due un gioco di seduzione, che si carica sempre più di forte erotismo. All’inizio lei è molto spaventata dall’oscuro mondo in cui è stata coinvolta suo malgrado. Per questo, pur sentendosi profondamente attratta da lui, rifiuta Lucas con decisione. Sa che amarlo vorrebbe dire rinunciare a quella normalità che tanto desidera ma alla quale però si era sempre sentita estranea. Col tempo però si troverà costretta a crescere e a sporcarsi le mani per sopravvivere e, inevitabilmente, a instaurare con Lucas un pericoloso legame di sangue. C’è molto della mia protagonista, in me, e penso che siano molte le ragazze capaci di rispecchiarsi in lei, nelle sue paure, nella sua fragilità, ma anche in quella determinazione e quella forza grazie alle quali riesce a prendere decisioni a volte davvero troppo dure.

5) L’ultima domanda è una domanda creativa:Paola è anche la protagonista del romanzo,oltre che il tuo nome, ma se fossi tu a incontrare un vampiro?
In effetti ne ho conosciuti un paio… No, scherzi a parte, penso che prima di tutto cercherei di ricominciare a respirare e di far rallentare il cuore. Ammetto che mi ci vorrebbe un po’ per riuscire a vincere la mia eccessiva, naturale timidezza ma credo che poi mi sentirei a mio agio, penso che mi
ci troverei davvero molto in sintonia.

Complimenti a Paola e grazie per aver partecipato a questa intervista.
Per quanto mi riguarda sono certa che un buon editore non si lascerà scappare questa giovane scrittrice.
….quasi dimenticavo, se dovessi incontrare un vampiro io scapperei a gambe levate.

Scrittori sommersi
Paola web site

Mamma mi sono innamorata di un tronista di Manuela Blasi.
Lalla ha venticinque anni, vive a Roma, divide un appartamento con altre cinque ragazze e, dopo aver preso una laurea e due specializzazioni, per lavorare non trova altra soluzione che accettare la proposta di un’agenzia e mettersi a fare la cubista. Tra le luci delle discoteche e le atmosfere equivoche dei privé, Lalla incontra Simone, per lei un assoluto sconosciuto, per le sue colleghe cubiste un volto reso più che celebre dalla fortunata trasmissione Uomini e donne a cui il ragazzo partecipa in veste di tronista. Finalmente assunta come assistente alla produzione di un programma televisivo, Lalla si realizza da un punto di vista professionale e, negli studi di Cinecittà, si imbatte nuovamente in Simone. Questa volta il colpo di fulmine non tarda ad arrivare. Lalla scopre che Simone non è un “bello senz’anima” ma un ragazzo sensibile, capace di farla innamorare.
Per conquistare l’oggetto dei suoi desideri, Lalla non ha scelta. Si presenta a Uomini e donne e inizia in diretta un serrato corteggiamento. Fra aspri scontri con le altre sfidanti e uscite in esterna con Simone, la trasmissione si avvia verso la conclusione. Simone fa la sua scelta e Lalla, al settimo cielo, può finalmente gridare in mondovisione: Mamma mi sono innamorata di un tronista…

edito newton e compton edition.
prezzo 9 euro

Curiosa iniziativa quella di Elisa Barisan, in arte Lady Maltras, che dopo aver visto due film che avevano scrittori come protagonisti decide di deviare dalla strada che la porterebbe a occuparsi di architettura (è studentessa al terzo anno) e imbocca quella dell’artigiana delle parole.
Decisione maturata nel 2005 e che l’ha portata a esordire mondo della letteratura con un volume edito nel dicembre 2006, Icewolf, primo di una saga che prevede già dieci tomi.
L’autrice ha le idee chiare: perché perdere tempo chiedendo pareri alle case editrici? Ne fonda una, che ovviamente si occupa della pubblicazione e della distribuzione della sua opera nelle province di Treviso, Belluno, Venezia, Padova, Vicenza, Pordenone, Gorizia e Trieste.
La vicenda narrata nei primi due libri è in bilico tra fantasy e fantascienza. Vediamo cosa riporta la quarta di copertina:

Icewolf

“Questo è l’inizio della mia storia. Sono nata sulla Terra e ho vissuto da normale ragazza finché il mio pianeta non è stato inglobato in un vasto Impero di cui ignoravo l’esistenza. Dalla sicurezza della mia casa mi sono ritrovata scaraventata in una realtà nuova, in cui l’umanità è disprezzata e ridotta in schiavitù. Dopo un breve addestramento ho cominciato a servire presso l’Imperatore di un pianeta lontano. Il suo Regno incantevole è riuscito ad alleviare in minima parte la mia straziante perdita ma l’incontro con un Guardiano, appartenente ad una ristretta cerchia di creature superiori, mi ha fatto subito ricordare la mia triste condizione. Contro la mia volontà sono stata trascinata in una spedizione nella Terra dei Ghiacci dove una nave che trasportava un misterioso carico è precipitata in circostanze sconosciute…”

http://www.ladymaltras.com/home.aspx


La fine dell’amore Di Ilaria Bernardini

La fine dell’amore c’entra col fondo delle tazze bianche, che piano pianodiventano scure e macchiate. C’entra con i bicchieri che da sei sono diventatiquattro e c’entra anche con la cucina all’ingrosso che più di due anni nonregge perché inizia a scollarsi e lascia vedere che è fatta di nulla. Tuttaplastica e laminati e tu hai voglia a fare come se fosse di legno e acciaio,ora che si capisce perché costava così poco: non è capace di far durarel’amore e di far durare le sue parti finte.”
morte della passione? Ilaria Bernardini – autrice di teatro e sceneggiatrice oltre che scrittrice – ha da poco pubblicato il suo secondo libro proprio su questo argomento. Si tratta di una raccolta di brevi racconti, tredici.
Isbn sforna un altro libro che si distingue nel panorama librario italiano. A cominciare dalla copertina.
Qualcuno deve aver detto a quelli della casa editrice che il codice a barre su sfondo bianco alla fine stanca. Così per il libro di Ilaria, ci hanno fatto un bello scarabocchio, di quelli un po’ schizzati e sbavati.
Con stile decadente, Bernardini scrive disillusa di quello che sta in mezzo alla solitudine come una parentesi aperta e inevitabilmente anche chiusa: l’amore. Con una predilezione per il lato materiale di questa esperienza. La fine di una convivenza si vede attraverso gli oggetti lasciati lì a futura e sciagurata memoria, oppure attraverso quelli che non ci sono più.

Estratto:
“Fuori fa freddo e non c’è nulla da vedere e davvero non è per pigrizia, è una questione di quantità di cose che possono starci in una casa e in cuore, almeno nel mio mi dico. Nel mio ci stai tu e occupi così tanto spazio che scelgo te. Scelgo altre mille volte te, i tuoi occhi e le cose che mi dici le volte che parli. Scelgo di imparare le tue canzoni e di leggere i tuoi libri. Scelgo te e non dovrei, perchè ogni tanto dovrei scegliere me per vedere che piega avrei preso se tu non fossi esistito. E non lo so che piega avrei preso, non sono neppure capace di immaginarlo.”

Editore: Isbn Edizioni
Data di pubblicazione: Jan 01, 2006

L’ esordiente, il prof e l’editore mannaro Di Gloria Bardi

Chi non vorrebbe vivere una vita da romanzo? E chi non vorrebbe scrivere ilromanzo della vita? Giovanna (Giò) Mondelli, nome da Piccola Donna e cognome(quasi) da Promessa Sposa, vuole intensamente essere pubblicata, ma si sa,l’editoria è una giungla popolata di fiere e di editori cannibali, pronti atutto pur di spolpare un autore e venderne i resti a peso d’oro. E l’editore acui Giovanna propone il romanzo della sua vita non si smentisce: quella vitalì a lui non piace. Le vicende di un’insegnante di lettere in un liceo cheincontra dopo tanti anni un adorato ex professore? Ma scherziamo? Molto meglioaggiungere qualcosa di più piccante, per esempio una giovane moglie in odor diadulterio, un misterioso regalo di compleanno, un tassista-aspirante detectivefrustrato e un figliastro adolescente e luciferino, pronto a commettere fiordi bassezze pur di scampare alla noia mortale dell’esame di maturità. Sì, cosìè perfetto. Ma che succede se, suo malgrado, l’intrepida Giò si ritrovaall’improvviso a vivere il suo romanzo anziché a scriverlo? Un romanzod’esordio sulle ambizioni letterarie, il desiderio di successo e su quantopoco (a volte) la cultura c’entri con l’editoria.

Editore: Salani


Facciamo (un) casino.
Di Alessandra Del Prete

Recensione di Io e Papperina
Alessandra Del Prete ha collaborato con il “Mattino dei giovani” con il “Giornale di Napoli” e altre testate. E’ responsabile del settore spettacoli per “Napolipiù” e questo è il suo secondo romanzo.
Ho trovato il suo libro per caso e il titolo mi ha incuriosito. Comincio a leggere e mi accorgo che non sono l’unica ad aver sognato di aprire un casino; lei più giovane, lo fa mettere on-line dalla protagonista. Ma il sogno è sempre sogno e, anche se fatto diversamente, rimane sempre tale e quando scopri che il libro il tuo sogno lo riesce a realizzare, e anche ti da un finale inaspettato, allora il libro per è un successo.E’ ironico, scorrevole, simpatico. E’ un po’ la vita di tutti i giorni e di tutti di noi. In fondo il bello di un libro è riuscire a farti calare nella fantasia che nasce dal quotidiano e Giulia, con Tilde e Nina, ci porta dalla prima pagina all’ultima, attraverso giornate piene di tutto dall’allegria, alla delusione, alla sofferenza, alla gioia di ridere, con tutti gli imprevisti, in fondo previsti, del mondo di oggi, con la difficoltà di arrivare alla fine del mese, il dover a volte far da genitore ai genitori e infine, perché no, inventare un casino popolato solo da personaggi di fiaba. Ma la loro non sarà un’idea nuova! Il libro , invece, secondo me lo è.

Come precedentemente vi abbiamo accennato il Team di Libri Metropolitani è molto attento,non solo ai libri letti e in uscita, ma anche alle case editrici che prendono vita e forma. Che partono da un’idea, spesso di una mente giovane.
Oggi dedichiamo questo spazio a Edizioni Las Vegas. curata da Andrea Malabaila.

Las Vegas edizioni nasce a Torino nel 2007. Il primo passo che ha portato alla sua nascita è stato quello di seguire il percorso del MIP (Mettersi in proprio) della Provincia di Torino e redigere il business plan, il secondo quello di cercare autori e storie che dessero vita con entusiasmo e qualità ai libri da pubblicare.
Malabila durante un intervista specifica :”Vogliamo curare al massimo i nostri libri. E questo vale per tutti gli aspetti, a partire dalla copertina che deve essere accattivante ma anche riconoscibilmente nostra. Potremmo dire che ogni titolo è un mondo a sé, ma l’editore deve creare un universo coerente. Anche per questo preferiamo pubblicare pochi titoli all’anno, per poterli seguire al meglio in tutti gli aspetti, dall’editing alla promozione. La promozione è orientata attraverso tutti i canali tradizionali (presentazioni, invio copie a giornali e riviste…) ma anche attraverso modalità alternative che verranno studiate di volta in volta, a seconda del titolo da promuovere. Vogliamo puntare molto sul nostro marchio, farne un brand riconoscibile soprattutto tra i giovani. Per questo, siamo aperti anche a realtà come il bookcrossing o addirittura l’utilizzo di copie omaggio – altrimenti destinate al magazzino o peggio ancora al macero – come lancio promozionale.”
Las vegas Edizioni dunque non è solo una casa editrice. È il posto in cui tutto è possibile, un universo abitato da storie che sarebbe un peccato non raccontare. Storie giovani, ironiche, rock, romantiche, glamour. Che hanno un inizio, uno svolgimento e una fine (non necessariamente in questo ordine). Ma, soprattutto, che hanno stile.

Presentazione di uno dei libri in catalogo: Il diario dei sogni di Marco Candida .

Verino Lunari, ventottenne disoccupato, in seguito a una serie di violenti attacchi di panico comincia a assumere quotidianamente una compressa di Cipralex, un antidepressivo che come sorta di effetto collaterale gli provoca ogni notte sogni vividissimi. Verino decide di registrare i suoi sogni in un diario, e in seguito di stendere un resoconto dove riportare quelli per lui più significativi. Qui è come se ci offrisse di entrare nella sua stanza segreta delle follie. Dentro ci si trova di tutto. Oggetti che respirano. Fantasmi dell’aldilà che perseguitano persone all’indirizzo sbagliato. Demoni “posseduti” da esseri umani. E molto, molto altro ancora. Presto, però, ci accorgiamo che Verino racconta di sogni dove protagonisti sono sempre i suoi amici e immancabilmente lei: Veronica, la sua ex-fidanzata… In un crescendo di sovrapposizioni tra realtà, sogno, immaginazione e allucinazione, in questa storia d’amore e tradimenti la sola certezza è che niente fino all’ultimo è quel che sembra.

Marco Candida è nato nel 1978 a Tortona. Ha esordito nel 2007 col romanzo “La mania per l’alfabeto” (Sironi editore)
il suo blog

link Utili:Autori in cerca di editore
Sito internet
Blog

Giustina Porcelli
101 motivi per non smettere di guardare beatiful
Morellini Editore
Recensione a cura di Io e Papperina

Ho comperato questo libro che uscito nel giugno dell’anno scorso perché ho trovato un post Giustina Porcelli sul blog di “Grazia”.
Da lì seguendo tutto un percorso che non sto ad elencare sono arrivata nel suo blog e l’ho vista:
1) E’ terribilmente carina
2) E’ terribilmente simpatica
3) Disegna in modo sorprendente
Così leggo la sua biografia:classe ’74, illustratrice e sceneggiatrice di fumetti. Vive a Milano e ha scritto un libro.
Finalmente mi arriva, lo aspettavo con ansia curiosa. La prima parte è scritta su fondo rosa ed è una mini enciclopedia dei principali personaggi. Comincio e già subito mi trovo d’accordo:nessuno ha il coraggio di dire che guarda Beatiful ma poi di nascosto tutti invece lo guardano! Mi piace e raccolgo informazioni su intrighi, parentele, inciuci, incesti presunti, che in più di 20 anni inevitabilmente, nonostante tutta la mia buona volontà, mi ero persa.
Per farla breve mi ritrovo tra le mani un libro piacevole, la lettura è estremamente scorrevole, sottilmente ironica(per chi vuole cogliere),ma anche molto semplice. Non vuole fare un libro filosofico su Beatiful. Giustina non cerca di farci vedere e capire i massimi sistemi oppure l’intero sistema planetario. Fa di più, secondo me, perché in realtà basta confrontare la vita della famiglia Forrester con la nostra banale quotidianità per capire che la filosofia c’è , basta solo cercarla e Giustina non solo l’ ha cercata ma ha fatto di più l’ ha trovata e l’ ha scritta per noi. Un libro piacevolissimo che mi ha strappato diverse risate (cosa non da poco al giorno d’oggi) e che in più mi ha fatto riflettere (anche questa cosa non da poco) Insomma è la classica persona con cui prenderei volentieri un caffè magari lungo per stare assieme un po’ di più.

Blog di Giustina


“NATA CON I PIEDI NEL SANGUE” di ELISABETTA BILEI

IL LIBRO
Rannicchiata nel grembo materno, giorno dopo giorno, una figlia osserva il mondo come da un periscopio. Scruta all’orizzonte le persone, le cose, gli affetti che di lì a poco faranno parte della sua vita; capta gioie, trepidazioni, tristezze che la attraversano; perlustra gesti e abitudini quotidiane all’apparenza insignificanti.
Claudia e Francesco non sanno ancora che è una bambina, sanno solo che hanno desiderato un figlio con tutto il cuore, che hanno fatto di tutto per averlo e che adesso l’hanno concepito. Ma l’evento tanto atteso porta con sé emozioni e turbamenti inaspettati, imprevedibili. Claudia è sommersa da un mare di ricordi, non tutti felici, come la morte del padre e la tragica scomparsa di Alice, la sua migliore amica. Francesco deve fare i conti con il senso di inadeguatezza e le responsabilità che lo aspettano, mentre parenti e amici bussano alla porta in una coralità affettuosa ma a volte un po’ invadente.
Lo sguardo della piccola esplora e annota tutto in un diario di bordo fluido, intenso, ricco di dettagli di vita vissuta: la passione dei genitori, la gioia dell’annuncio, le nausee, le ecografie, gli sbalzi ormonali, fino al doloroso epilogo a cui allude il titolo del libro. Alla sua seconda prova narrativa, la giovanissima autrice cattura con una scrittura rapida e incisiva il susseguirsi di avvenimenti piccoli e grandi, riuscendo a prendere alla gola il lettore e a farlo commuovere, sorridere, immedesimare.

L’AUTRICE
Elisabetta Bilei (Mestre, 1986) vive a Favaro Veneto, in provincia di Venezia. Appassionata di musica, scrittura, pittura e teatro, ha fatto parte dell’orchestra “I flauti di San Marco”, con la quale ha compiuto numerosi viaggi. Frequenta il corso di laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Padova. Collabora a vari portali culturali e riviste letterarie. Nel 2005 ha pubblicato il suo primo romanzo breve, Caffè Valeriana Vomito Sigaretta.

L’ASSAGGIO
«Io sono qui, a guardarvi dalla finestra. Mi hai cercata oltre le nuvole ma io ero anche più in là. Ora, però, sono qui. Non sarai più sola, è scoccata la scintilla che mi ha dato la vita. Il mio viaggio è iniziato così. Voglio che tu lo sappia, perché un giorno potresti chiederti cosa mi passava per la testa, e voglio che a questa domanda tu possa dare la giusta risposta. Da questa sera, in questo letto, c’è qualcosa di diverso, qualcosa di nuovo. Ci sono io. Saranno i nove mesi più belli della nostra vita.»
Sono gradite recensioni o interviste

Questo libro si legge con le lacrime agli occhi;lacrime di tenerezza, di tensione, di paura e amore. La scrittura è delicata e capace di trascinarti nelle pagine lette come una favola senza lieto fine.
Mi ha commosso davvero, esitando sulle pagine.
Complimenti all’autrice.

Per maggiori informazioni:

http://www.elisabettabilei.it
info@elisabettabilei.it

“NATA CON I PIEDI NEL SANGUE” di ELISABETTA BILEI
Marlin Editore
pp. 136
€ 10,90
ISBN 978-88-6043-036-6

Intervita a De Melas Carlotta l’autrice di Una lingua sul cuore. Romanzo uscito nel mese di gennaio 2008 per la Giraldi Editore.
Sullo sfondo di una Milano viziata e sessualmente attiva Morena si muove come un animale ferito che intende espiare i suoi peccati, ma ogni volta che chiude gli occhi dalla cerniera a lampo che ha sul petto cadono i ricordi

L’intervista è più simile a un’interessante chiacchierata fra persone che hanno in comune la stessa passione: i libri. Leggerli e scriverli.

Nel tuo blog ti definisci una persona che vorrebbe vivere scrivendo. Ti piacerebbe un giorno vivere di scrittura?
Credo che sia un sogno comune a tutte le persone che scrivono. Non preoccuparsi dello stipendio da portare a casa ogni fine mese, potersi dedicare alla scrittura nel modo più totale con dedizione quotidiana.

Perché scrivi?
Perché ritengo di avere qualcosa da dire. Senza soffermarmi sull’ipotesi che le mie parole verranno un giorno lette, capite,apprezzato, così come no.
Per rendere chiara l’idea cito una frase di Gemma Gaetani(scrittrice che stimo): Le mie parole sono libere come pesci nell’acqua, le dovete inseguire, osservare, se le volete vedere. Ma non le potete prendere in mano, ficcare nell’acquario che vorreste voi. Le mie parole sono come me: non le sopportano le mani addosso se non vogliono.

Rende perfettamente l’idea. Nel tuo romanzo,che ho letto in un intera notte per quanto scorre veloce e ti inchioda sulla storia ,ci sono diverse scene erotiche,alcune un po’ spinte. Ti spaventano i giudizi che spesso accomunano le scrittrici che scrivono di sesso. Qualcuno ti ha già etichettato come scrittrice erotica,cosa puoi dire a riguardo?
Io non ho alcun problema a parlare o scrivere di sesso, essere definita “scrittrice erotica” non lo ritengo un’ offesa, ma ci tengo a precisare che io non sono una scrittrice erotica e che Una lingua sul cuore non è di riflesso un libro erotico. Nel romanzo il sesso è come uno strumento, uno dei tanti utilizzati dalla protagonista per farsi male. E’ una storia d’amore e di disperazione.

Questo libro è stato scritto cinque anni fa come ti senti ora rileggendolo?
Trasferendomi da Sanremo (dove sono nata) a Milano (dove studio e abito) nell’immediato mi sono sentita come una briciola, sola. Scrivere questa storia è stato naturale. Ho iniziato con frasi, episodi, delineando le caratteristiche dei personaggi su post-it che attaccavo sul muro, fino a che la struttura globale del testo non è risultata più chiara. Da quel momento sono trascorsi cinque anni.
Una lingua sul cuore è una parte di me, con alcuni difetti certo (alcuni dovuti ad un editing poco soddisfacente che ha lasciato errori di battitura), ma allo stesso tempo colmo di emozioni,di aspettative,di attesa. Scorro le pagine, guardo la copertina, rivedendo le notti insonni passate a scrivere, i quaderni che portavo nella borsa ovunque andassi. Sicuramente sono felice,come chiunque ha la possibilità di realizzare un sogno.

Per concludere:altri tre sogni artistici che vorresti realizzare.
Che il secondo romanzo che ho scritto possa essere pubblicato da una buona casa editrice e scrivere una storia fantasy per ragazzi.

Sono solo due….
Il terzo è di avere lettori, per questo mio primo libro,che sappiano volergli bene.

De Melas Carlotta
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Io e Papperina” è una delle cose che Margherita Zannini Lombardi scrive negli spazi di tempo che le permette il suo lavoro, ereditato dal nonno materno Italo Lombardi, cioè gestisce delle imprese funebri in varie sedi. Tra un funerale e l’altro dedica il suo tempo a Lulù, la sua cagnolina, ai fiori, alle piante, e ai molti libri che legge. Attualmente vive a Chioggia pur mantenendo la sua abitazione patavina come riferimento alle sue origini.
Dal suo blog (www.ioepapperina.it), ecco come lei definisce il suo libro:
Panta rei: Questo è il succo di questo libro, che descrive le cose che possono capitare a tutti e che ovviamente sono capitate a me.
E’ uno spaccato della mia vita e del modo in cui io vorrei prenderla.
Essendo una palla in tutti i sensi ho scritto a tutto tondo a partire dal mio lavoro per finire con le persone che mi sono vicine.
Praticamente sono le esperienze di circa un anno di vita dove ci sono momenti allegri e momenti un po’ più tristi.
Insomma questa è la vita e la vita scorre… panta rei.

Noi che l’abbiamo letto lo abbiamo trovato diverso da un libro classico. Il linguaggio è quello parlato, anzi, conoscendo Margherita, è come dialogare con lei. La sensazione è quella di un’interazione con l’autrice, si entra nel suo mondo, si vivono le sue esperienze che poi si trasformano nelle nostre. Si passa in continuazione dal serio al faceto e si realizzano delle contraddizioni e paradossi. Si entra nella vita di un’altra persona, si scoprono i suoi pensieri, ma non elaborati, sistemati, come richiederebbe un libro, ma così come nascono e come rimangono e rimbalzano nella mente di chi li ha concepiti. Si scopre come sono stati superati momenti difficili, sdrammatizzandoli per renderli accettabili.

Editore: Libreria Editrice “Il Leggio” – Chioggia
ISBN 88-8320-084-8

Lascia che guardi Di Maddamma Manuela


Parigi 1985. Maddalena Aragona sta per completare la sua tesi sulle influenze della cultura esoterica nella letteratura del Novecento, quando alcune visioni e l’incontro coll’affascinante Boris, medium ed egittologo ultraottuagenario, la spingono a un supplemento di ricerche. Partendo dai trascorsi dadaisti di Julius Evola e dalla sua corrispondenza con Tristan Tzara, le indagini di Maddalena si concentrano sul 1922, l’anno in cui il “filosofo nero” smise improvvisamente di dipingere e ripudiò il Dada per diventare alfiere di un “imperialismo pagano” assai vicino alle radici esoteriche del nazismo.
Con l’aiuto di Boris, Maddalena ricostruisce la tenebrosa serata in cui, proprio nella casa romana di Evola, si tenne l’ultima riunione della setta “Nuova Umanità”, alla quale parteciparono oltre a numerosi esoteristi, anche il satanista Aleister Crowley, e persino un seminascosto (ma riconoscibilissimo) Benito Mussolini. Maddalena inizia allora un viaggio che da Parigi la porterà a Firenze, in Sicilia e infine a Roma, alla ricerca dei documenti occultati dopo quella drammatica adunanza, e il cui nascondiglio è celato nell’ultimo dipinto di Julius Evola.
All’esordio di Manuela Maddamma non mancano i difetti: lo stile è a dir poco sovrabbondante, i dialoghi spesso implausibili, i personaggi abbozzati (chi diavolo è Emanuele?), l’intreccio lacunoso. Eppure, o forse proprio per questo, Lascia che guardi è un romanzo che merita una lettura più di tanta altra paccottiglia che si pubblica oggi. L’ambientazione insolita, la commistione fra modelli altissimi (dall’ovvio Pendolo di Foucault al Consolo di Nottetempo, tutti comunque fuori portata) e riferimenti pop (la trama è degna di un thriller di Umberto Lenzi), la capacità di recuperare e inserire in un romanzo -suo malgrado- intrigante tutto il bric-a-brac esoterico-imperialista tanto caro alla mistica destrorsa di casa nostra, sono elementi che rendono questo sgangherato carrozzone di sensitivi, complottisti e ‘diabolici’ (giusto per citare il Casaubon del Pendolo) tenero e perfino affascinante, un tentativo magari non riuscito e tuttavia originale e soprattutto coraggioso, fino al limite dell’incoscienza.

Editore: Fazi

LEDA DI ANGELA BUCCELLA ,
recensione di DaphneD.


E’ azzardato il paragone con Joyce, Sarah Kane ed Isabella Santacroce ma quello che Angela Buccella è riuscita a presentare ai lettori attraverso il suo primo romanzo, un romanzo di carne, è forte. Leda è una dea, la contiene all’interno del suo nome stesso. La scelta stilistica della giovane “esordiente”
( già autrice di “Glamodama” e “Nel paese delle ragazza suicide” ) è complessa nonostante l’apparenza – il fluire di pensieri della protagonista è continuo, nessuna virgola e nessun punto solo un continuo scorrere di parole che ipnotizzano, come la canzone che si preferisce in loop. La religione ossessiva che non salva ed il dolore forte come un calcio in pancia, forte da far perdere l’equilibrio. Con “Leda” Angela Buccella sfida se stessa tentando di presentare l’emozione in parole nella maniera più simile possibile a quella che si vive su pelle, e solo il coraggio dell’impresa è ammirevole, ancor più lo è la tenacia con la quale la prosa incalza e mantiene un ritmo serrato e difficile. Come l’autrice spesso ha voluto sottolineare, quello che pone a nostro giudizio non è poesia, per quanto molti possano considerarla tale, ed è dunque non come poesia da criticare. Angela Buccella non è una fan del lieto fine, non insegna il romanticismo attraverso favole della buona notte o romanticherie hollywoodiane; Angela Buccella scaraventa a terra gli occhiali rosa che indossiamo quando pensiamo all’amore e piuttosto ci pone davanti agli occhi quel che spesso è evidente e vogliamo solo dimenticare, quello che l’amore che proviamo, l’amore di cui necessitiamo, l’amore che manca per noi stessi.. ci porta a fare. “Leda” parla della privazione più grande, quella di sé stessi.

blog Angela Buccella
editore:azimut libri

L’inventore di sogniDi Ian McEwan
Peter Fortune è un sognatore a occhi aperti, un ragazzino che inventa avventure rocambolesche per sfuggire alla noia e alla normalità della sua vita. Immagina così di poter entrare nel corpo del gatto di casa e viverne per qualchegiorno la vita, oppure di possedere una “pomata svanilina” capace di far scomparire tutta la famiglia. Con questo libro McEwan ritorna ai suoi luoghid’origine, quando nella prima stagione della sua produzione dava forma alleinquietudini del mondo familiare, di cui bambini e adolescenti erano vittime,ma anche carnefici. Oggi però il modo con cui l’autore affronta i fantasmi ele paure dell’infanzia è cambiato; ne emerge una storia di intimità domesticacaratterizzata da un tono sereno e sdrammatizzante.

IL VIAGGIO DI ANNA DI Laura Angeloni

A volte capita che un amore rimanga incastrato nell’’anima.
La vita di Anna da tempo si srotola così, sospesa, imbrigliata tra un passato che fa male e il desiderio vago di un futuro indefinito, ma che sappia placare i suoi bisogni.
Fino al giorno in cui un nome riemerge dal passato e dai ricordi.
È un segno, per quanto debole, di quel destino che Anna rincorre. E lei ci s’’aggrappa senza riflettere, con un’’audacia testarda che la condurrà verso una nuova vita, attraverso un profondo mutamento di sé e di quanto le sta intorno.
Il viaggio di Anna è il viaggio di un divenire donna, un’’iniziazione attuale, raccontata con onestà e sensibilità schietta e femminile.
Attraverso errori e successive prese di coscienza, che non hanno tuttavia la forza d’’ostacolare la volontà di andare avanti, è il viaggio del superamento di un dolore intenso e paralizzante, del dolore più forte che c’è. Del riconoscimento dei propri sogni più autentici e del loro perseguimento.
Ma, soprattutto, Il viaggio di Anna è il viaggio di una maternità, di un’’esperienza intensa e toccante che sarà per la protagonista il principio di una rinascita, narrata con naturalezza ed efficacia in tutte le sfumature delle emozioni.

una casa editrice che riserva piacevoli sorprese:azimut editore


Insomnia
è un’istantanea, un obiettivo che si fa sempre più vicino. Un viaggio allucinato, una foto aerea, un filmato che zuma per entrare nelle città, nei piccoli centri abitati, nella vita di tutti i giorni. È una ragazza che non riesce più a dormire, è una coppia in crisi, Insomnia è la diversità, la difficoltà ad accettarsi, la voglia di farsi male. Insomnia è Elena che corre, che non riesce a trovare nient’altro nella vita che la faccia sentire meglio, Rosy è una moglie che non si sente più desiderata, è una ladra di libri, è un barista che va con un transex per pura curiosità, è un uomo che lavora troppo dimenticandosi di quello che lo circonda, è la voglia di mettersi i tappi agli orecchi e non alzarsi più dal letto.
Editore Ass. Culturale Il Foglio (collana Autori contemporanei)


La lingua batte dove il cuore duole.
Serena è alle prese con una vita tutta in salita: una madre da accudire, un passato sentimentale tragico che sembra averle chiuso per sempre il cuore, la consapevolezza di essere una donna sola che non si piace un granché.
Alessio sta affrontando un difficile recupero della propria vita dopo un trascorso deludente e per molti versi doloroso. Quando incontra Serena la sua non è proprio indifferenza, quanto l’assoluta volontà di non farsi coinvolgere.
Serena e Alessio non sanno che la solitudine non è una loro prerogativa esclusiva. Altri personaggi interverranno dando vita a ritratti sentimentali di uomini e donne alle prese con emozioni, speranze e paure in una quotidianità asciutta ed essenziale. Siete pronti per questa nuova guerra tra i sessi?
Editore Coniglio Editore (collana I lemming)

il sito di Massei Lisa


Al Team di libri metropolitani,più di una volta ci hanno domandato cosa ne pensavamo di Melissa P.La prima cosa che ci è venuta in mente è stata; caspita se questa ragazza attira l’attenzione,perchè qualcuno deve essere interessato alla nostra opinione su di lei? poi abbiamo pensato un’altra cosa,insita, fra quelle domande:Perchè non ci sarebbe dovuta piacere?
Spesso noi di libri metropolitani non andiamo pari pari con i giudizzi della critica(già il solo fatto che il ruolo lavorativo di qualcuno è criticare il lavoro e la fatica altrui dovrebbe ampiamente interrogarci,infatti noi diamo spazio solo a libri di cui la lettura è stata gradita) e Mellissa P ci piace molto.
Perchè?
è una scrittrice con qualcosa da raccontare e la sua scrittura è chiara,corretta ,precisa, coinvolgente.
Il suo primo libro è stato criticato? perchè secondo voi? noi le risposte le abbiamo bene in mente; perchè quando le donne parlano di sesso è scandalo, è una minaccia per tutti.
Perchè ha suscitato l’invidia di chi per anni scrive e non ha riscontrato il suo medesimo successo,bhe capita e quelli che hanno comprato il suo libro,anche se alcuni solo per curiosità,non sono stati minacciati con una pistola alle tempie.
personalmente auguriamo a Melissa Panerello altro meritato successo. Sul suo blog ci sono novità interessanti sui prossimi lavori della scrittrice che attendiamo:
un libro e la sceneggiatura di un fumetto.

Melissa P incipiti del suo nuovo romanzo “in lavorazione”

ALICE SUELLA:L’ORO IN BOCCA
RECENSIONE DI Marco Marchese

Le parole ossessive di Jack Torrance tornano, in veste ironica e scanzonata, per descrivere la vita di chi si sente in missione di Dio senza conoscerne la motivazione. Talmud, essere di sesso indefinito, vaga in un mondo ai confini della realtà. Portatore di una verità inquietante (i bambini sono alieni e controllano il mondo) tra citazioni di film, esperienze vissute e lacrime amare, deve combattere l’invasione della follia nella sua città. Una folla di estremisti religiosi razzisti, seguaci degli ultraterreni Exogini, viene manipolata mentalmente dall’Alieno Bianco, desideroso di conquistare il mondo. Talmud, incontrando personaggi di ogni genere (da AnnieWilker di Misery a La pulce d’acqua di Branduardi), si ritroverà a dover affrontare mostri di ogni sorta, fino a raggiungere la verità più terrificante…

Quello che avete letto qui sopra, è parte della quarta di copertina de “L’oro in bocca”, di Alice Suella. Ho deciso di riportare questo stralcio per farvi un po’ capire la trama di questo “neuromanzo” – come lo definisce la stessa autrice -, poiché in questa recensione non vi parlerò della storia. Se, leggendo queste righe, siete in cerca di anticipazioni varie o pillole di trama, avete sbagliato articolo. Mi sembra infatti più opportuno porre l’attenzione allo stile e all’idea di fondo che caratterizzano questo “dromanzo” (definizione mia, stavolta). Perché dromanzo? Semplice, questo libro è una droga!
Le prime parole che mi sono venute in mente quando ho finito di leggerlo sono le stesse prime parole che ho detto all’autrice e, di conseguenza, le stesse prime parole che scriverò qui: Alice Suella è matta! Matta sul serio, intendo, ma nel senso buono. Leggendo l’oro in bocca, si ha la sensazione – rara, e per questo ancor più preziosa – di aver di fronte qualcosa di nuovo, fuori dal trito e ritrito che ammorba la narrativa contemporanea. Qualcosa di innovativo, insomma. E avercene! Sin dalle prima pagina è capace di prendere la tua testa, e con lei il tuo tradizionale immaginario, e farli letteralmente a pezzi. Non si può, anzi, dovrebbe essere vietato per legge, accostarsi a questo romanzo come ci si accosterebbe a una qualsiasi opera di narrativa. Vi dirò di più, sarebbe alquanto stupido. Perché? Semplicemente perché il mondo in cui esso vuole proiettarti è un mondo che, per quanto simile al nostro, si basa, cresce e sopravvive partendo da presupposti totalmente diversi. L’umanità dei personaggi, intesa come segno distintivo di appartenenza al genere umano, è continuamente messa in discussione, salvo poi riaffermarsi con incredibile violenza. Sì, violenza. Perché è così che ci si sente leggendo “L’oro in bocca”: violentati. Un lettore disattento potrebbe liquidarlo come un viaggio allucinogeno all’interno del cervello dell’autrice, tra paranoie, paure, inquietudini, nausea. Ma in realtà, il viaggio, è nel tuo cervello. La paranoia, la paura, l’inquietudine, la nausea, sono le tue. Tue e di nessun altro. “L’oro in bocca” non fa altro che tirarle fuori, come un dentista armato di tenaglie farebbe col tuo dente malato. Le sradica, e nello stesso tempo è capace di metterle davanti ai tuoi occhi, senza né remore né rimorsi, senza che tu possa farci niente. È come quando incontri per strada qualcuno che non hai voglia di salutare. Se incroci i suoi occhi sarai costretto a farlo, non puoi più scappare, e non ti resta altro che affrontarlo. Ecco, “L’oro in bocca” è tutto questo. Risultato? Un’abulica espressione di stupore (e abulico, come dice la stessa Alice, è sempre una parola incantatrice).

CASA EDITRICE:eumeswil edizioni
ALICE SUELLA IL BLOG

Lo rifarei! Di Camila Raznovich

Camila è piccola quando i genitori, borghesi alternativi, rompono le regole edecidono di abbandonare la vita normale per unirsi alla comunità di Osho,leader spirituale dell’amore libero e della ricerca della felicità individualecome fine supremo. Diventa così una figlia dei figli dei fiori, una bambinache cresce all’ombra degli ashram hippy, tra meditazioni, musica, danze,totale condivisione dei beni e continui spostamenti da una casa all’altra,dove ogni volta bisogna ricominciare tutto da capo. Da Milano a Poona, inIndia, da Londra a Berlino, Camila racconta il suo vertiginoso viaggio diragazzina amata e protetta nel cerchio magico della vita comunitaria, poiabbandonata e costretta a contare esclusivamente su di sé quando si trovaall’improvviso sola tra estranei in un college inglese in cui vengonoallevati, lontano dalle loro famiglie, i giovani discepoli di Osho. Questepagine svelano un’identità forte, dipendente, ribelle. E un’ampiezza di vedutenon comune, quella di una cittadina del mondo. Attraverso la sua infanzianomade e il melting pot di culture che l’hanno contaminata, Camila dà voce aun’esperienza singolare, diversa, non solo come testimonianza autobiograficama come ritratto di un’intera generazione poco conosciuta. Dietro le quintedel personaggio televisivo, una storia vera, carica di fascino e di tensioneemotiva.

Editore: Baldini Castoldi Dalai


31 Ottobre è stato scritto da Glauco Silvestri, scrittore esordiente, che potrete trovare qui ,blog personale, o qui , nato in occasione della pubblicazione di questo libro e poi trasformato in blog di informazioni utilissime per aspiranti scrittori.
La vicenda si svolge a Bologna, dove, nello stesso giorno (il 31 ottobre, appunto), vengono rinvenuti diversi cadaveri di giovani squartati nella pancia; nessuna traccia di sangue né dell’assassino, solo un insolito gatto nero, testimone di questi avvenimenti agghiaccianti. Su questi omicidi indagano un Tenente dei Carabinieri e una giovane donna della Scientifica. Eppure alcuni indizi fanno pensare a rituali celtici, da cui la festa di Halloween ha preso origine.
Il tutto scritto in un linguaggio chiaro, coinvolgente e ricco di dettagli. Profonda la conoscenza del tema trattato (insomma: ha fatto i compiti!).
Compratelo e leggetelo se:
1) vi piace leggere e vi piacciono le storie coinvolgenti e ben narrate;
2) vi piacciono o siete incuriositi dai miti e rituali celtici ed in particolare Halloween;
3) vi piace l’atmosfera di Halloween;
4) vi piacciono i racconti noir e polizieschi, ma cercate qualcosa di originale;
5) siete di Bologna, state per recarvi a Bologna o semplicemente volete saperne qualcosa di questa città (la descrive così bella che mi è subito venuta voglia di andarci!);
6) siete alla ricerca di autori nuovi e di talento.
Ma soprattutto, compratelo (e leggetelo) perché è veramente un bel romanzo e piacevole alla lettura e perché l’autore è un esordiente e ha bisogno di sostegno per emergere (meritatamente!), non potendo contare sulla pubblicità delle grandi case editrici.
Mi raccomando: acquistatelo subito perché è proprio il mese giusto per assaporarne l’atmosfera!

RECENSIONE DI Angelique Gagliolo

Recesione inviata da Daze.
La gonna strappatadi Rebecca Godfrey

Sara corre e quando comincia a correre non si ferma più. Sara cattiva. Sara purissima. Sara che è cresciuta nella Pleasure Family tra l’amore libero, le mani davanti agli occhi e le dita allargate, per sbirciare, giusto un po’. La sua più grande paura è dire in un momento di debolezza ‘ti amo’.
Sara è nata con la febbre. Una febbre che brucia dentro, la gela all’esterno. Una febbre che si riaccende quando incontra Justine, la ragazza dalla gonna strappata. Selvaggia e indomabile. Anche lei, come Sara, corre sempre, spingendosi sempre oltre, correndo nei vicoli più bui, nella Zona Rossa.
Trattieni il respiro e non te ne accorgi. Ti senti sporcata e salvata. Vivi e leggi di Case Azzurre le cui porte è meglio non aprire e hai paura. Senti il gelo della lama il calore della terra.
E’ un libro che dona tantissimo al lettore, è un’autrice Rebecca Godfrey generosa verso sa leggere.

Rebecca Godfrey Rebecca Godfrey è nata a Toronto e cresciuta a Victoria, British Columbia. La gonna strappata, la sua opera prima, è stato ai primi posti delle classifiche canadesi per quasi un anno, venendo nominato per l’Ethel Wilson Fiction Prize, ed è diventato un best seller anche nella sua edizione statunitense. Il suo secondo libro, Under The Bridge, basato su un fatto di sangue tra teenager realmente accaduto nei pressi di Victoria e di prossima pubblicazione presso Elliot Edizioni, ha vinto il British Columbia Award, uno dei maggiori premi letterari canadesi, ed è stato scelto tra le rivelazioni dell’anno dallo show di Oprah Winfrey. Dal 2005 Rebecca Godfrey si è trasferita a New York, dove sta lavorando a un nuovo libro e alla sceneggiatura cinematografica de La gonna strappata. Il suo sito internet ufficiale è http://www.rebeccagodfrey.com.

Video
Blog di Rebecca
La gonna strappata
di Rebecca Godfrey
Elliot Edizioni, Settembre 2007
219 pagine
ISBN 9788861920101


Adesso tienimi di Flavia Piccinni.
Vuoi un posto nel mondo, ti domandi se la città in cui vivi è quella giusta per coltivare i tuoi sogni. Hai diciassette anni e pensi a tante cose, fra queste credi che vivrai per sempre nella condizione privilegiata che la tua età comporta. E’ difficile immaginarsi adulti e considerare la morte come un’ eventualità. Ma, come si sa, il suo arrivo non risparmia nessuno. Martina, la protagonista del libro,vive a Taranto, “500 milioni di debiti e 90,3% della diossina che uccide l’Italia”e frequenta il liceo classico. Il suo mondo gommoso di caramelle e gioielli Tarina Tarantino si distrugge con la morte del suo amore segreto che con un colpo di pistola ha deciso di farla finita.
Si tenta di stare in piedi, di non pensare. Martina ci prova, ma nulla riesce a farle dimenticare la sua pena. Martina è ossessionata dall’abbandono, dalla paura di essere lasciata ancora, dalla paura di lasciare a sua volta. Non vede altro intorno a sé e così troppe volte sceglie di arrendersi, di farsi trasportare dalle situazioni.
Le pagine di questo romanzo diventano la storia di un dolore che paralizza davanti alla televisione, che distrugge da dentro, che si custodisce in segreto,che fa rivivere nella memoria certi momenti a ripetizione.
Adesso tienimi è il libro d’esordio di una promettete scrittrice che sa parlare e raccontare dei giovani.Complimenti a Flavia Piccinini,classe 1986.

Adesso tienimi
Flavia Piccinini
2007, 175 p., brossura
Editore Fazi (collana Le vele)

Mary e Joe di Alessandra Amitrano e Luca Buoncristiano
Mary vive in un incubo. La sua vita è un incubo, la casa sciatta in cui vive è un incubo, quel porco di suo marito è un incubo e, a conti fatti, anche i suoi tre figli che tanto ama sono un incubo.
Mary però vuole che questo incubo finisca, ma come si fa a porre fine a un incubo se non si tratta di un sogno ma di cruda e amara realtà?
Come in una versione dark di Alice nel Paese delle Meraviglie, Mary vaga alla maniera di un animale che cerca soltanto di sopravvivere, in un mondo che non le appartiene e che detesta, popolato da persone sconce e immorali. Al posto dei colori delle favole, sullo sfondo dei paesaggi della storia c’è il grigio del cemento armato delle periferie e, a volte, il colore del sangue.

Joe Rotto invece è alto. Ama vestirsi elegante e fuma le sigarette con il bocchino. Gira sempre accompagnato dal suo fedele e incontinente Sid. Le sue pose ricordano Humphrey Bogart e Cary Grant, ma il suo aspetto – i denti aguzzi da squalo, al posto degli occhi un’orbita vuota e una ferita suturata, e tre capelli di numero – è mostruoso come quello di John Merrick di Elephant Man.
Di Joe non si sa nulla, tanto meno cosa faccia per vivere. Un giorno becchino, quello dopo assassino e quello dopo ancora spacciatore, si aggira senza meta ai margini della città, insieme al suo microscopico cagnolino, e si ritrova a essere spettatore inconsapevole di una realtà che è peggio del suo aspetto.

Mary e Joe non si incontrano mai per tutta la storia, ma le loro strade e il loro destino si incroceranno nel finale, nel momento in cui Joe diventerà complice delle fantasie criminali di Mary.

Dopo il successo di Broken Barbie, Alessandra Amitrano torna con una favola nera, metropolitana, composta di testo e grafica, simile al diario di un’adolescente. Illustrata dal giovane disegnatore underground Luca Buoncristiano, Mary e Joe è una storia che apparenta le figure di esseri sconfitti, dolenti, condannati a una vita senza illusione del neorealismo italiano, alle creature folli, comiche e macabre di Tim Burton.

Mary e Joe
Alessandra Amitrano e Luca Buoncristiano
fazi editore (collana le vele)
pagine 87