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Category Archives: romanzi

La maledizione del vampiro.

Stephen King, Anne Rice, Richard Laymon, Ray Bradbury, Roger Zelazny, Richard Matheson e molti altri maestri della narrativa dell’orrore si cimentano in queste pagine con una delle figure più inquietanti del nostro immaginario orrorifico: il vampiro. Dopo la pubblicazione del Dracula di Bram Stoker, e più ancora dopo le prime trasposizioni teatrali nonché,
successivamente, cinematografiche, il mito del Principe delle Tenebre ha conquistato definitivamente l’attenzione del grande pubblico. Generazioni di lettori ne sono rimasti affascinati, grazie anche al proliferare di film, romanzi e racconti. È vero comunque che storie di vampiri erano state scritte prima del capolavoro di Stoker. Sono proprio questi primi esempi (come Il Conte-Scheletro di Elizabeth Grey, La vera storia di un vampiro di Eric Stenbock, Il feticcio di sangue di Morley Roberts, La terra delle Sanguisughe del Tempo di Gustav Meyrink) ad aprire l’antologia, che prende poi in esame i celebri film nati sulla scia dei racconti (tra cui Nosferatu di Paul Monette, Il bacio della pantera di Val Lewton, Intervista col vampiro di Anne Rice), narrandone la genesi e la trama e proponendo degli estratti delle sceneggiature o dei romanzi adattati per il grande schermo, e si chiude con una selezione di alcune tra le moltissime storie brevi scritte negli ultimi cinquant’anni (tra le quali spicca Il Conte Dracula di Woody Allen) che hanno aperto al genere nuove dimensioni e possibilità .

Vampiri!

Una minaccia sottile e insidiosa, una seduzione oscura, capace di stregare le donne e piegare la volontà degli uomini. Creatura dell’ombra e della notte, il volto pallido, i canini ben evidenti sotto le labbra esangui, il vampiro esercita da sempre un fascino ipnotico e misterioso, a cui è difficile resistere. All’ambiguo, affascinante personaggio, nato nella leggenda, è dedicata questa raccolta che riunisce – insieme con i “classici” modelli di Stoker e di Poe – soprattutto racconti di grandi autori contemporanei dedicati a originalissime reinvenzioni del “figlio della notte”. Attraverso le pagine di Clive Barker, Robert
Bloch, Les Daniels, Kim Newman, Neil Gaiman e di tanti altri maestri del terrore, gli eredi di Dracula continuano così a far vibrare le corde della nostra paura.

Il grande libro di Dracula.

Dall’epoca in cui la penna di Bram Stoker lo forgiò, Dracula, il Principe delle Tenebre, il più celebre di tutti i Vampiri, continua a esercitare un fascino unico e del tutto speciale non solo sui lettori, ma anche su tutti gli scrittori, i registi e gli sceneggiatori che a lui si sono ispirati, creando opere di straordinaria suggestione. Come quelle raccolte in questo volume, autentico gioiello per tutti gli appassionati del genere, che nell’antologia troveranno le storie più tenebrose e inquietanti che siano mai state scritte su una figura entrata ormai nel nostro immaginario. A firmare questi racconti sono penne d’eccezione, grandi maestri della Dark Fantasy come Ramsey Campbell, Hugh B. Cave, Thomas Ligotti, Paul J. McAuley, Basil Copper, Christopher Fowler, Nancy Holder, Michael Marshall Smith, Graham Masterton, Kim Newman, Brian Stableford, F. Paul Wilson, Nancy Kilpatrick. Nel volume viene proposta anche una versione del Dracula di Stoker che non è più stata pubblicata dal 1897.

Nancy Kilpatrick
La rinascita del vampiro.

Potenti e notturni, i vampiri che popolano il mondo creato da Nancy Kilpatrick si nutrono di sangue e di passioni, spinti all’eccesso dalla loro natura sovrumana. La notte è il loro covo, il momento ideale per rinsaldare alleanze millenarie e allacciarne di nuove e pericolose. Proprio quando la Guerra dei vampiri sembrava giunta al termine, un misterioso delitto turba l’equilibrio raggiunto a fatica. E quando un vampiro muore vuol dire che l’assassino dev’essere un suo simile. Ma chi è il traditore? Quale oscura minaccia incombe su André e i suoi amici? Con il suo carico di erotismo e orrore, la nuova regina del terrore tesse una trama avvincente e sorprendente, in grado di mescolare la suspense del mistery con i brividi dell’horror. In un mito che si perde nella notte dei tempi, molti sono gli enigmi che vengono chiariti, ma diversi altri costituiscono un mistero di cui si avrà conto solo nel prosieguo della saga. Un nuovo, affascinante tassello nello splendido Ciclo del potere del sangue.

recensione di Daze


TH1RTEEN R3ASONS WHY

Raccontare una storia a volte è salutare. Raccontare una storia, estranea, rende liberi. Ma se ti incatenasse maggiormente a quella che è una realtà? Se servisse solo ad esprimere e spiegare quel che è già un fatto?

Clay Jensen tornando a casa da scuola, trova un pacchetto, non più grande di ua scatola di scarpe, sulla porta di casa. Ricevere posta inaspettata può essere piacevole, rendere la giornata migliore o renderla un incubo. Clay non è stato l’unico e non sarà l’ultimo a ricevere questo pacchetto.

13. Persone. Storie. Intrecci. 13 passi verso l’abisso.

Aprendo il pacco, Clay, si trova davanti 7 cassette numerate per lato con smalto per unghie blu. Da 1 a 13. Nessun mittente, nessun indizio. Un gioco? Non proprio, o quasi. C’è chi pensa che le proprie azioni non abbiano conseguenze. E invece. Invece, eccole qui registrate, una per una. 13, appunto.

Clay, cerca incuriosito un lettore di audiocassette, ne trova uno, impolverato e comprato in un garage sale, per pochi dollari. Schiaccia play e il tempo si riavvolge. Non è musica quella che sta per ascoltare, ma potrebbe esserlo. Una poesia, crudele. Una voce, quella di Hanna Baker suicidatasi due settimane prima. Sembra di trovarsi davanti un fantasma, un cadavere, un odore nauseabondo. Ma Clay va avanti. Perchè sembra l’unica cosa possibile da farsi. Hannah spiega, come regole di un gioco, la presenza delle cassette. Ed è lì che Clay ha paura quanta mai ne ha provata in vita sua. Hannah introduce agli ascoltatori la sua vita o meglio, la fine delle sua vita. Quei 13 passi verso l’abisso. Passi in solitudine con la vergogna e la paura addosso. Tutti colpevoli. Tutti? Clay non può crederci, lui l’amava o almeno avrebbe voluto provarci.

E’ così che comincia questo libro e ti incatena. Come sono incatenati i 13 protagonisti della vita di Hannah. Segui Clay, lo segui e corri e vorresti piangere e urlare e fermare il tempo e tornate indietro nel tempo. Aver scoperto prima tutto, aver sofferto con lei, non aver ignorato. Provi schifoe orroreper ciò che ti circonda ma ormai è tardi. E non sei più lo stesso.

Insomma, 13, non è quello promesso dalla trama italiana, è molto di più. Non un thriller psicologico ma un percorso, di solitudine e abbandono totali. E’ spietato, ma non cattivo. Perchè tutti noi abbiamo un peso nella vita del prossimo che non possiamo ignorare. E tutti noi facciamo stronzate più o meno gravi ma, tutto.e.sempre.ha. una conseguenza.

Shh!… Se sei in biblioteca.
Shh!… Al cinema o in chiesa.
A volte non c’è nessuno che ti dica di stare zitto… zittissimo. A volte hai bisogno di stare in silenzio, anche se sei da solo. Come me, adesso.
Shh!
Per esempio è meglio essere silenziosi – estremamente silenziosi – se si vuole spiare qualcuno di nascosto. Cosa succederebbe se la gente lo sapesse?
E se lei… e se io… lo venissimo a sapere?
Indovina un po’, Tyler Down? Beccato!

Il nuovo romanzo di Eva Clesis (Las Vegas edizioni), in uscita il 29 settembre e in libreria dai primi di ottobre, si intitola Guardrail.
Una storia a metà tra la favola e l’on the road. Alice ha sedici anni, è orfana, mezza inglese, vive in un paesino del sud e ha un piano. Quello di fuggire dalla dispotica nonna paterna, che utilizza il terrore come politica educativa, da un’amica snob e traditrice, da un amore senza speranza e dalla scuola che non le perdona i suoi problemi con la lingua italiana. Con pochi soldi in tasca, decide di fare l’autostop e scappare verso le sue origini. E qui inizia l’avventura a bordo di una macchina guidata da un tizio misterioso che non la vuole accontentare, fino al rovesciamento della storia e persino dell’identità dei personaggi, con un colpo di scena che spiazza ed emoziona.
Chi è Eva Clesis? Pseudonimo di una ragazza classe 1980, che è nata e vive a Bari.

I LIBRI DI LUCA DI Mikkel Birkegaard

Nel cuore di Copenaghen, c’è una libreria antiquaria con un curioso nome italiano: I libri di Luca. Quando il proprietario, Luca Campelli, muore di morte improvvisa e violenta, il negozio passa al figlio Jon, un promettente avvocato che da anni non aveva più contatti col padre. Nello scantinato della libreria, dopo il funerale, Jon apprende dal vecchio commesso Iversen un segreto: Luca era stato a capo di una Società Bibliofila e dei cosiddetti Lectores, persone dotate del particolare potere di influenzare gli altri mediante la lettura.
Un giorno il negozio subisce un attentato incendiario: nella morte di Luca c’entra forse la lotta di potere all’interno della Società Bibliofila? Il compito di Jon sarà quello di venire a capo del mistero. C’è un traditore fra i Lectores? C’è qualcuno che vuole acquisire i loro eccezionali poteri? Un thriller dal ritmo serrato in cui, insieme al protagonista, scopriamo quante sorprese possono attenderci ogni volta che apriamo un libro. Perché ci sono libri che possono cambiare davvero la vita…

estratto:
“«E come si fa ad acquisire questo potere? Come si diventa Lectores?»
«È innato», rispose deciso Iversen. «Non si può imparare né tanto meno scegliere. Tuo padre ha ereditato questo potere dal padre, Armando, che a sua volta l’aveva ricevuto dal suo e così via. Perciò è molto probabile che tu l’abbia ereditato da Luca.»
Fece una pausa prima di ribadire il punto.
«Tu potresti essere un Lector, Jon… Nella maggior parte delle persone i poteri sono latenti. Alcuni non li scoprono mai, altri nascono attivi, altri ancora vengono attivati per caso. La maggioranza, tuttavia, rivela qualche talento in questo senso, nella scelta della professione o nel modo di svolgerla.» Scrutò Jon. «E tu? Ti è mai capitato che una tua lettura ad alta voce abbia influenzato o trascinato chi ti ascoltava?»”

edito Longanesi.

“Un meraviglioso romanzo sulla passione della letteratura… un thriller sulla magia dei libri.”
Berlingske Tidende

Zeroville recensione dell’amica Daze tratto dal suo favolo spazio on line (con la speranza che collabori più spesso con noi): Hause of the Book

Zeroville di Steve Erickson

Vikar o il Vicario. Isacco. Ha la testa rasata e tatuata. Porta con se’ Monty e Liz. Parla poco ma finisce nei posti sbagliati, confonde la gente. Finisce a LA per respirare Hollywood ma a LA ascoltano musica brutta e succedono fatti orribili in grandi ville a bambini che non sono nemmeno ancora nati. Siamo alla fine degli anni ’60. Charles Manson sta nella sua casa nella Death Valley mentre la Famiglia punisce chi non può difendersi. Siamo alla fine degli anni ’60 e la gente non sa più distinguere James Dean da Montgomery Clift.

Vikar vive ora, vive qui e sempre, vive il tempo circolare dei film. La continuità? ‘Fanculo la continuità. Lui può essere eterno, come una storia mai raccontata, come un film che è sempre esistito, prima che lo si girasse.

Vikar ride, guardando l’Esorcista. Lui non ha mai capito le commedie.

Questo libro scorre, forse più veloce per chi ama il cinema e chi ama le infinite discussioni di chi vive per un’ossessione. Scorre scandito da sogni e capitoli brevissimi. Non c’è solo il cinema in questo libro ma una strana commistione di idee, religione, segni del destino. E un’indagine coinvolgente che porterà ad un epilogo imprevisto.

“Il cinema è in tutti i tempi, ma le persone non sono in nessun tempo.”

“Dio ama solo la purezza, e ogni cosa viene purificata col sangue, purificata con le fiamme, purificata con un colpo d’arma da fuoco.”

Recensione di Anita Blake

Peter Pan nei giardini di Kensington Di James M. Barrie

Le origini di Peter Pan Questo libro era in origine contenuto in un altro libro di Barrie “L’uccellino bianco”, da cui sono state estratti sei capitoli riguardanti la figura di Peter Pan.
Ma è un Peter Pan diverso da come lo conoscono i più, infatti è un bambino di poche settimane che guardando affascinato fuori dalla finestra, prende e spicca il volo. Non c’è niente di strano in questo, perché in origine i bambini sono tutti quanti uccelli, solo che poi lo dimenticano e pensando di non poter volare e così non volano. Peter Pan invece, ricordando le sue origini, fa ritorno nell’Isola Degli Uccelli, situata vicino i Giardini di Kensington che, come tutti sanno, dopo l’Ora di Chiusura diventa territorio di fate e piante animate…

Il romanzo è scritto con scorrevole linguaggio pieno di ironia (ricorda una sorta di Lewis Carrol meno allucinato) che saprà riempire di magia i lettori più giovani, questo è certo (meglio se “accompagnati”, ci sono parecchie ambiguità e trovate crudeli per essere una favola…). Ma per una migliore comprensione è sicuramente consigliata una lettura da adulti, che permette di scovare le metafore con tanto di frecciatine di Barrie a vari aspetti della società dei suoi tempi (Inghilterra post-vittoriana), senza contare che ci sarebbe tutto un confronto da fare con la sua biografia, perché tutti i personaggi rappresentano qualcosa e qualcuno nella sia vita.

La storia è sia molto divertente, sia terribilmente malinconica.
Tra le cose divertenti, ma soprattutto magiche, di quel magico che solo un (spirito) bambino può comprendere, c’è senz’altro il primo capitolo. Descrive una delle tante passeggiate di Barrie con un bambino di 4 anni e lascia davvero a bocca aperta. Un capitolo che compie il miracolo di ricordare tantissimo della fanciullezza, quell’infinito potere che è il raccontare delle storie, giocare con la fantasia su ogni elemento che si ha intorno. Fantastico. L’edizione che ho esaminato (Biblioteca Universale Rizzoli – Superclassici) contiene anche una mappa dei Giardini di Kensington che è praticamente fatta apposta per godere appieno di questo capitolo iniziale, una cosa davvero divertente e che moltiplica, se possibile, la bellezza di questa bellissima passeggiata che è l’incipit.

Con l’introduzione di Peter Pan arrivano anche le parti malinconiche. Il suo stesso essere una via di mezzo (viene definito dagli uccelli un “Tra-il-Quà-e-il-Là) tra un essere umano e un uccello è una chiara metafora sulla diversità, in un alternarsi di momenti delicati e crudezza. Intensissimo l’ultimo incontro di Peter con la madre.
Ma l’autore continua a sottolineare che sbaglia il lettore a provare pena per Peter, perché lui ha un cuore felice. Qui usa una bellissima frase per fare il paragone tra il cuore di Peter Pan e il nostro: il “nostro” (parla a un lettore bambino) cuore è senz’altro più felice di quello di nostro padre, e così Peter lo è ancora più di noi. L’autore protegge l'”ignoranza” di Peter Pan ma è impossibile non provare tenerezza quando lo vediamo andare di notte nei giardini, che cerca di giocare come fanno i bambini, ma sbaglia tutto e scambia secchielli per sedie e hoola-hop per barche…

Oltre a Peter Pan, grande spazio è dato alle fate. Un intero capitolo è infatti dedicato al Piccolo Popolo (questa deliziosa edizione ha l’unica pecca di averlo tradotto con “gente minuscola”), cioè fate (femmine, maschi e tutte le sottospecie) ma anche gli elementi vegetali del parco stesso che prendono vita. Barrie era appassionato dalle leggende scozzesi quindi si sbizzarrisce nel narrare i tipici comportamenti delle fate, quelli specifici dei Giardini e svela anche alcuni trucchetti per vederle. Non posso esimermi dal citare il mio preferito: dato che alcune fate di giorno si mimetizzano in fiori, un trucco per vederle è cominciare a fissare intensamente un fiore, prima o poi dovrà battere gli occhi, in quel caso è una fata!

Un romanzo che regala spensieratezza e magia. Si ha voglia di visitare i Giardini di Kensington seguendo l’itinerario di Barrie, ma il potere che si ottiene leggendolo è che invoglia di provare se si è (ancora) in grado di fare uso di questa fantasia dimenticata, quindi dopo aver letto questo libro, la prossima volta che ci si troverà in un parco, sicuramente ci si guarderà intorno in modo speciale…

Incredibilmente cupe le ultime pagine, una aleggiante sensazione di morte che accompagna il lettore verso l’uscita dei Giardini…

Il romanzo è impreziosito da stupende tavole originali a colori dell’epoca realizzate da Arthur Racckham, pittore e illustratore neogotico di grande finezza. Sua anche la mitica mappa e gli schizzi in bianco e nero presenti nel testo. … (continua)

Questo libro era in origine contenuto in un altro libro di Barrie “L’uccellino bianco”, da cui sono state estratti sei capitoli riguardanti la figura di Peter Pan.
Ma è un Peter Pan diverso da come lo conoscono i più, infatti è un bambino di poche settimane che guardando affascinato fuori dalla finestra, prende e spicca il volo. Non c’è niente di strano in questo, perché in origine i bambini sono tutti quanti uccelli, solo che poi lo dimenticano e pensando di non poter volare e così non volano. Peter Pan invece, ricordando le sue origini, fa ritorno nell’Isola Degli Uccelli, situata vicino i Giardini di Kensington che, come tutti sanno, dopo l’Ora di Chiusura diventa territorio di fate e piante animate…

Il romanzo è scritto con scorrevole linguaggio pieno di ironia (ricorda una sorta di Lewis Carrol meno allucinato) che saprà riempire di magia i lettori più giovani, questo è certo (meglio se “accompagnati”, ci sono parecchie ambiguità e trovate crudeli per essere una favola…). Ma per una migliore comprensione è sicuramente consigliata una lettura da adulti, che permette di scovare le metafore con tanto di frecciatine di Barrie a vari aspetti della società dei suoi tempi (Inghilterra post-vittoriana), senza contare che ci sarebbe tutto un confronto da fare con la sua biografia, perché tutti i personaggi rappresentano qualcosa e qualcuno nella sia vita.

La storia è sia molto divertente, sia terribilmente malinconica.
Tra le cose divertenti, ma soprattutto magiche, di quel magico che solo un (spirito) bambino può comprendere, c’è senz’altro il primo capitolo. Descrive una delle tante passeggiate di Barrie con un bambino di 4 anni e lascia davvero a bocca aperta. Un capitolo che compie il miracolo di ricordare tantissimo della fanciullezza, quell’infinito potere che è il raccontare delle storie, giocare con la fantasia su ogni elemento che si ha intorno. Fantastico. L’edizione che ho esaminato (Biblioteca Universale Rizzoli – Superclassici) contiene anche una mappa dei Giardini di Kensington che è praticamente fatta apposta per godere appieno di questo capitolo iniziale, una cosa davvero divertente e che moltiplica, se possibile, la bellezza di questa bellissima passeggiata che è l’incipit.

Con l’introduzione di Peter Pan arrivano anche le parti malinconiche. Il suo stesso essere una via di mezzo (viene definito dagli uccelli un “Tra-il-Quà-e-il-Là) tra un essere umano e un uccello è una chiara metafora sulla diversità, in un alternarsi di momenti delicati e crudezza. Intensissimo l’ultimo incontro di Peter con la madre.
Ma l’autore continua a sottolineare che sbaglia il lettore a provare pena per Peter, perché lui ha un cuore felice. Qui usa una bellissima frase per fare il paragone tra il cuore di Peter Pan e il nostro: il “nostro” (parla a un lettore bambino) cuore è senz’altro più felice di quello di nostro padre, e così Peter lo è ancora più di noi. L’autore protegge l'”ignoranza” di Peter Pan ma è impossibile non provare tenerezza quando lo vediamo andare di notte nei giardini, che cerca di giocare come fanno i bambini, ma sbaglia tutto e scambia secchielli per sedie e hoola-hop per barche…

Oltre a Peter Pan, grande spazio è dato alle fate. Un intero capitolo è infatti dedicato al Piccolo Popolo (questa deliziosa edizione ha l’unica pecca di averlo tradotto con “gente minuscola”), cioè fate (femmine, maschi e tutte le sottospecie) ma anche gli elementi vegetali del parco stesso che prendono vita. Barrie era appassionato dalle leggende scozzesi quindi si sbizzarrisce nel narrare i tipici comportamenti delle fate, quelli specifici dei Giardini e svela anche alcuni trucchetti per vederle. Non posso esimermi dal citare il mio preferito: dato che alcune fate di giorno si mimetizzano in fiori, un trucco per vederle è cominciare a fissare intensamente un fiore, prima o poi dovrà battere gli occhi, in quel caso è una fata!

Un romanzo che regala spensieratezza e magia. Si ha voglia di visitare i Giardini di Kensington seguendo l’itinerario di Barrie, ma il potere che si ottiene leggendolo è che invoglia di provare se si è (ancora) in grado di fare uso di questa fantasia dimenticata, quindi dopo aver letto questo libro, la prossima volta che ci si troverà in un parco, sicuramente ci si guarderà intorno in modo speciale…

Incredibilmente cupe le ultime pagine, una aleggiante sensazione di morte che accompagna il lettore verso l’uscita dei Giardini…

Il romanzo è impreziosito da stupende tavole originali a colori dell’epoca realizzate da Arthur Racckham, pittore e illustratore neogotico di grande finezza. Sua anche la mitica mappa e gli schizzi in bianco e nero presenti nel testo.


Pronti per partire per un nuovo viaggio alla scoperta di eroi e mondi fantasy. Vi presento il romanzo primo di Claudio Tassitoni. Web designer di professione, scrittore, grafico e musicista per passione. Un romanzo in cui il mondo fantastico è descritto in ogni minimo particolare facendoti vivere avventure fantastiche.Un vortice mozziafiato.

Tre inseparabili amici in lotta contro le forze oscure: comincia la saga della Compagnia dei Tre, edito Fanucci.
Sul continente di Empyrea si svolge la vicenda di Arthur, Roddy e Sarah, tre ragazzi che partono dalla cittadina di Wyndham per diventare soldati dell’Armata Repubblicana; ma l’ingombrante passato del padre di Arthur e le sorprendenti scoperte sulle reali intenzioni di Xerxes, il sovrano di Empyrea, arroccato da secoli nella mitica città di Thebe, li spingeranno verso una grande avventura che cambierà il destino del mondo. Sulla loro strada troveranno molti amici e nemici, a partire da Hugo, il sinistro fratello di Arthur, soggiogato dalla magia, e poi Wendell, lo Stregone, con il suo arcinemico Suleymane l’Oscuro; e ancora, un sindaco cialtrone e sgrammaticato, un oste e un’ostessa decisamente coraggiosi, una spigliata ladruncola, un leggendario stratega che tutti credevano morto, animali magici, un generale crudele e ambizioso… Luoghi affascinanti, come un antico tempio che dona misteriosi poteri, l’Accademia alla quale tanto desideravano essere ammessi, una casa nella quale cova un male più antico del tempo stesso, e infine una città nascosta oltre un bosco magico, dove li attendono nuove e sconcertanti rivelazioni sul passato e sul futuro della loro avventura.

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Alcune evicende biografiche di Lewis meritano di essere analizzate con una attenzione perché – contrariamente a quanto avrebbe forse sostenuto lo stesso Lewis nella sua veste di critico letterario – nel caso particolare di questo scrittore si possono ritrovare tematizzate nelle sue opere: si veda ad esempio la morte della madre avvenuta quando Lewis aveva solo 10 anni o la complessa evoluzione intellettuale del giovane Lewis sfociata nella conversione al cristianesimo anglicano, per non parlare dell’amicizia con i membri del club degli Inklings J.R.R. Tolkien e Charles Williams. Che Lewis ritenesse la sua biografia degna di interesse per i lettori è testimoniato – se non altro – dal fatto che egli stesso ha pubblicato una autobiografia dei suoi anni giovanili.Lewis pubblica nel periodo tra il 1930 e il 1950 la maggior parte delle sue opere, sia quelle prettamente accademiche che i romanzi. Importante in questi anni è la sua amicizia con Charles Williams che assiema a Tolkien è membro del circolo letterario degli Inklings. In quegli anni Lewis dichiara apertamente che Williams è l’autore che lo ha influenzato di più. Tolkien invece è molto diffidente nei confronti degli interessi esoterici di Williams. Mentre continua la sua carriera accademica Lewis già nel corso degli anni quaranta raggiunge una enorme popolarità grazie ai suoi romanzi e ai suoi saggi che vendono milioni di copie tanto da meritare nel 1947 l’articolo di copertina di Time Magazine, che viene intitolato “Don v. Devil” con riferimento a Le lettere di Berlicche pubblicate nel 1942. Ma questa popolarità diventa se possibile ancora maggiore quando, a partire dal 1950, Lewis comincia a dedicarsi alla narrativa per l’infanzia pubblicando le storie delle Cronache di Narnia.
Lewis è ormai all’apice della sua fama quando, nel 1950, riceve la prima lettera di Helen Joy Davidman-Gresham, una americana appassionata delle sue opere. Con lei inizia subito un lungo rapporto epistolare. Coincidenza singolare: nelle opera di Lewis il misterioso rapporto dell’uomo con l’assoluto e con il desiderio che ne è la manifestazione viene descritto con il concetto di ricerca della gioia (in inglese joy, si veda a questo proposito l’autobiografia Surprised by joy). All’età di 52 anni Lewis finisce con l’incontrare una donna che si chiama proprio Joy e si innamora di lei. Il rapporto continua in forma epistolare finché, nel 1952, Lewis incontra personalmente la donna ed inizia a frequentarla. Nel 1956 si unisce a lei con un matrimonio civile (ufficialmente solo per garantirle la cittadinanza inglese) e nel 1957 celebra anche le nozze religiose secondo il rito anglicano. Joy però si ammala di cancro alle ossa e muore nel 1960.
Il racconto dell’esperienza della morte della moglie e dei momenti successivi è affidato alle pagine di Diario di un dolore (A Grief Observed), pubblicato nel 1960 con lo pseudonimo di N.W.Clerk.
Nel 1942 Lewis raggiunge una enorme notorietà (tanto da meritare nel 1947 la copertina del settimanale Time [1]) per il libro Le lettere di Berlicche. Il libro è incentrato sulla bizzarra corrispondenza tra un funzionario di satana e suo nipote, apprendista diavolo custode. Si tratta di una geniale riflessione sulla natura umana mirata a recuperare il senso del concetto di peccato e a strapparlo dalla banalizzazione cui l’ha ridotto la cultura contemporanea. L’opera costituisce una precisa descrizione dei conflitti interni dell’animo umano non trascurando, in questo intento, l’ingrediente sublime dell’ironia, elemento essenziale in pressoché tutta l’opera di Lewis.

Nel 1945 Lewis pubblica Il grande divorzio un sogno o visione ispirato alla Divina Commedia di Dante. Lewis immagina di viaggiare nell’oltretomba guidato da George MacDonald e di incontrare le anime dei defunti che devono dimostrare di aver superato il pregiudizio fondamentale che le mantiene prigioniere dell’inferno: l’idea per cui “Io sono mio”. Lewis lascia insieme alle ombre un paese grigio e tetro e con loro arriva ad una terra luminosa e di tale splendente consistenza che le ombre ne sono ferite in tutti i loro movimenti (un richiamo al mondo delle idee di Platone). Qui egli assiste agli incontri tra le ombre e gli abitanti di quella terra, che sono venuti incontro ai fantasmi per accompagnare ciascuno di loro alle montagne lontane.

Lewis ottiene una enorme fama come scrittore per l’infanzia dal successo della serie di fiabe moderne scritte tra il 1950 ed il 1956 che compongono la saga de Le Cronache di Narnia. Si tratta un ciclo composto da sette libri che parlano delle avventure di quattro ragazzi, i quali per sfuggire dai bombardamenti di Londra si rifugiano in campagna e qui in una vecchia soffitta scoprono un armadio magico tramite il quale si accede ad un mondo fantastico in cui è sempre inverno ma non è mai Natale; questo è inizialmente il regno di Narnia. Ma Narnia grazie ai quattro ragazzi dopo molte vicende diventerà un mondo magnifico in cui la natura trionfa. Il nome di Narnia era conosciuto a Lewis fin dall’infanzia, infatti nel suo atlante latino era sottolineato nella cartina d’Italia la città di Narnia ora chiamata Narni. La casa di produzione Walden Media sta trasformando Le Cronache di Narnia in un ciclo di film. Il primo episodio Le Cronache di Narnia: Il Leone, la Strega e l’Armadio è uscito nel 2005; è stato il secondo film per incassi del 2005 in Nord America.

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Le cronache di Narnia.
Le Cronache di Narnia (The Chronicles of Narnia) è una serie di sette romanzi fantasy per ragazzi scritti da C. S. Lewis.
Presentano le avventure di un gruppo di bambini che giocano un ruolo centrale nella storia del reame di Narnia, dove gli animali parlano, la magia è comune ed il bene è in lotta con il male. I libri sono famosi anche per le illustrazioni di Pauline Baynes.Narnia è un mondo immaginario e fantastico creato da Clive Staples Lewis dove è ambientata la serie fantasy Le Cronache di Narnia.
Esso, come viene descritto nel primo libro della saga lunga sette volumi delle “Cronache di Narnia”, viene creato dal grande leone Aslan, re di Narnia. Il leone, infatti, aveva creato Narnia con il suo canto, dal buio aveva fatto sorgere il sole, alzato colline, monti e piantato alberi, fatto nascere una rigogliosa vegetazione (tra cui un particolare lampione) e dato vita a meravigliosi animali parlanti ed intelligenti.
La terra di Narnia è la parte centrale delle regioni fantastiche create da C.S.Lewis.
Ostacolata dai massicci della terra di Archen, a Sud (il monte Pire e’ il più alto) con capitale Anvard, dominata anticamente dalla stirpe di re Luni, padre di Shasta e Corin (“Il cavallo e il ragazzo”) e a nord dalle cime dei Giganti, dove Eustachio e Jill vissero fantastiche avventure (“La sedia d’argento”), Narnia è una regione quasi interamente coperta da boschi.
Dalla Landa della Lanterna all’oceano orientale,comprese le isole ivi presenti, quali Therabinthia o Telmar, tutto appartiene alla fantastica terra.
Narnia è l’antico nome – fin dal 299 a.C. – della città di Narni in Umbria. Tale nome era ben noto allo scrittore del mondo di Narnia , che aveva letto piu’ volte questo nome tra i classici latini e l’aveva poi ritrovato sul suo vecchio atlante.

I nell’ordine di pubblicazione sono:
1950 Il leone, la strega e l’armadio (The Lion, the Witch, and the Wardrobe)
1951 Il principe Caspian (Prince Caspian)
1952 Il viaggio del veliero (The Voyage of the Dawn Treader)
1953 La sedia d’argento (The Silver Chair)
1954 Il cavallo e il ragazzo (The Horse and His Boy)
1955 Il nipote del mago (The Magician’s Nephew)
1956 L’ultima battaglia (The Last Battle)
Il primo editore americano Macmillan, numerò i libri e li pubblicò nell’ordine di pubblicazione originale. Quando HarperCollins ottenne la serie rinumerò i libri usando l’ordine cronologico interno, come suggerito dal figlio adottivo di Lewis, Douglas Gresham.
Il nipote del mago
Il leone, la strega e l’armadio
Il cavallo e il ragazzo
Il principe Caspian
Il viaggio del veliero
La sedia d’argento
L’ultima battaglia
L’edizione italiana pubblicata dalla Arnoldo Mondadori Editore ha seguito l’ordine cronologico della HarperCollins, pubblicando le Cronache di Narnia in tre volumi:
1992 Le Cronache di Narnia [Volume Primo] contenente Il nipote del mago, Il leone, la strega e l’armadio e Il cavallo e il ragazzo
1993 Le Cronache di Narnia [Volume Secondo] contenente Il principe Caspian e Il viaggio del veliero
1993 Le Cronache di Narnia [Volume Terzo] contenente La sedia d’argento e L’ultima battaglia
2005 Le Cronache di Narnia contenente l’intero capolavoro.

L’incantesimo dello spirito di Lois McMaster Bujold
La notizia non sorprende l’ambiente di corte: il principe Boleso, confinato nelle remote terre del Nord perché considerato pazzo, è stato ucciso mentre tentava di violentare una nobildonna nel corso di una cerimonia sacrilega. Tuttavia quel delitto è sospetto perché, con il sacro re del Dominio ormai moribondo, il principe Boleso era il legittimo pretendente al trono. Così, oltre al compito di portare il cadavere fino al luogo di sepoltura, Lord Ingrey viene incaricato di arrestare l’assassina, lady Ijada, e di scortarla fino alla capitale del regno perché sia processata. Il viaggio si rivela subito pieno di insidie e pericoli, e Ingrey scopre suo malgrado che l’unica persona di cui si può fidare veramente è proprio la sua prigioniera: perché una terribile maledizione incatena l’anima dell’uomo, e un destino infausto si compirà se lui non riuscirà a riscattare il proprio spirito e la propria coscienza…

Anche i diavoli piangono di Sherrilyn Kenyon.

Se è vero che la vendetta è un piatto da consumare freddo, per Sin, il dio sumero della fertilità che attende da millenni il momento di riprendere i suoi poteri, l’attesa sta ormai finendo…
Nato divino prima ancora che l’umanità cominciasse a registrare la sua storia, da millenni Sin attende il momento in cui potrà annientare Artemide: la dea greca l’ha infatti tradito e reso inerme, al pari dei comuni mortali. Kat, zelante servitrice di Artemide, accetta l’incarico di eliminare Sin prima che questi possa annientare la sua padrona: ma finisce per innamorarsi perdutamente della sua vittima e sposarne la causa. Sin infatti è anche alla ricerca di Zakar, il fratello gemello che sembra svanito nel nulla, e deve affrontare un’imminente invasione di vampiri che intendono distruggere l’umanità. I due si troveranno fianco a fianco e combatteranno a costo delle loro stesse vite per la sopravvivenza di tutto il genere umano.
Una versione attualizzata della mitologia antica, un romanzo profondamente innovativo in cui prendono vita personaggi, luoghi e temi del mondo classico.

Sherrilyn Kenyon, nata nel 1965, ha ricevuto numerosissimi riconoscimenti, tra cui il Darrel Award e il PEARL Award per i romanzi firmati a suo nome o sotto lo pseudonimo di Kinley McGregor. Le sue opere hanno venduto più di dieci milioni di copie e sono state stampate in ventisei Paesi. Stabilmente presente ai vertici delle classifiche di New York Times e USA Today, è un’autrice ormai di culto in Germania, Inghilterra e Australia. Il suo sito internet registra 120.000 contatti la settimana.

Pan Di Francesco Dimitri.
Recensione di Anita Blake.

ATTENZIONE: Questo libro crea dipendenza.

E’ uno di quei racconti che non si limita a porsi come nuova estensione della propria anima, del proprio cuore… ma ci si rende conto che è talmente motivato, interessante, ben scritto e magico, da dare l’impressione che sia sempre appartenuto in qualche luogo di noi. Che la sensazione che regala durante tutta la lettura, non aspettava altro che essere messa nero su bianco: Francesco Dimitri lo ha fatto. Francesco Dimitri è Sogno e Incanto che si incontrano nella Carne di questo romanzo, una perla unica e rara.

Quello che non è questo libro: Non è il remake di Peter Pan! Non si deve commettere il grave errore di snobbarlo perché magari non si apprezza la base del tutto.
Non è un’operazione commerciale, perché in questa modernissima (e allo stesso tempo antichissima) fiaba nera, si nascondono tantissimi significati. Gli amanti del (neo)paganesimo troveranno interessanti osservazioni e nuovi e originali punti di vista (Francesco Dimitri è esperto del genere), gli amanti dell’horror troveranno artigli e spade pronte a lacerare nel sangue, gli amanti del fantasy avranno fate e fauni con cui crogiolarsi, gli amanti dell’avventura resteranno semplicemente col fiato sospeso per tutto il racconto! Ma ci sono perfino aspetti sociali, sicuramente la censura vista attraverso i secoli (si va a toccare la Chiesa, passando per la tv e internet… compare persino YouTUBE mentre solo un paragrafo prima si parlava di antichi Dei: geniale!), o la questione dei bambini (Bambini Perduti, in tutti i sensi anche meno fantasiosi) e della loro sottovalutata voglia di riscatto e ribellione fin dalla giovane età. L’anarchia come via di fuga dal bigottismo. E tanto altro! Basta saper leggere tra le righe che di certo non si soffermano all’apparenza.

La narrazione ha come basi portanti dei protagonisti con nomi che richiamano quelli del Peter Pan originale, quindi troveremo i famosi: Michele, Giovanni e la Meravigliosa Wendy (la Magica protagonista ha un nome d’arte, come escamotage per non essere italiano). Uniti ad altre controparti, delineate in modo interessante e alternativo, mai scontato.

Ma uno dei “personaggi” portanti della storia è Roma. La capitale dai mille volti, non si limita a fare da sfondo alla storia, ma la sua presenza è così forte che il romanzo non potrebbe essere ambientato in nessun altro luogo, si amalgama alla perfezione… e riserverà sorprese continue che è bene non rivelare, meglio scoprirle diventando un po’ Sciamani continuando a leggere…

Colpi di scena in continuazione, sorprese inaspettate, ma soprattutto Meraviglia! Appena si pensa che oramai tutte le cartucce siano state sparate, ecco che il racconto usando il culo come timone prende subito una direzione inaspettata e riparte meglio di prima, magari dopo aver lasciato il lettore con il fiato sospeso dopo un capoverso messo in pausa proprio durante una scena madre, per tornare a parlare di altri personaggi. Personaggi che interagiscono tra loro anche quando, inconsapevolmente, sono distanti. Semplicemente fantastico, una sensazione di unione e senso completo di avventura.

E’ il romanzo stesso la Meraviglia.

La voce narrante è anch’essa dinamica. Si adatta su ogni fronte. Segue lo stile del personaggio, quindi sarà cattiva e con poche censure quando ruota attorno ai villains di turno, mentre ammiccherà una gotica rappresentazione dei Bambini Perduti o di Wendy e Michele, con l’uso di una lirica sempre in bilico tra il sognante e il freddamente cinico. Con Giovanni, invece, si avranno riflessioni più realistiche e schematiche che renderanno, insieme al personaggio di Giada, incredibilmente affascinante la prima parte del romanzo, una continua scoperta di dettagli che si vanno a sommare. Tutto dosato alla perfezione, una narrativa potente, mai stanca, che cresce anzi, di pagina in pagina: impossibile staccarsi una volta cominciato il romanzo.

Chi alla Meraviglia chiude gli occhi, di morte sente tredici rintocchi

Tantissime, davvero tantissime altre cose ci sarebbero da dire (ad esempio, contiene geniali citazioni assolutamente cult per la generazione attuale), ma il libro è stato fortunatamente già scritto, sarà lui a raccontarle…

Buona lettura!

Capolavoro.


La fabbrica dei bambini Di Stefan Brijs

Dal più acclamato scrittore fiammingo degli ultimi anni, un romanzo sulla ricerca scientifica, la follia religiosa e le responsabilità e fragilità umane: un raffinato racconto d’atmosfera .
In una piccola cittadina al confine tra Belgio, Germania e Olanda, fa il suo ritorno dopo quasi vent’anni di assenza il dottor Hoppe accompagnato dai suoi tre gemelli, identici anche nella loro anomalia fisica. L’inatteso rientro nella casa di famiglia degli Hoppe turba la vita del paese, i cui abitanti, pettegoli e retrivi, cominciano a spiare gli strani movimenti dei nuovi arrivati, a interrogarsi sull’assenza della madre, sul misterioso viavai di materiali da laboratorio, sul bizzarro comportamento dei bambini che appaiono solitari, inespressivi e silenziosi. Col passare del tempo all’interno della comunità la fama del dottore si ingrandisce grazie ad alcune guarigioni miracolose, ma il suo atteggiamento sfuggente e il mistero che cresce intorno ai figli, sempre costretti tra le mura domestiche, alimentano un crescendo di voci su possibili, seri problemi di salute dei gemellini. Unica presenza ammessa nella casa del dottor Hoppe è Charlotte, ex insegnante elementare che dedicandosi alla cura dei bambini si ritroverà giorno dopo giorno lei stessa coinvolta in una realtà dolorosa e agghiacciante dalla quale non potrà sfuggire. Così, in una narrazione parallela in cui il drammatico passato del dottore funge da chiave di volta per la comprensione degli avvenimenti del suo presente, emergono storie molto più inquietanti di qualsiasi supposizione o diceria, e padre e figli andranno incontro a un tremendo, ineluttabile destino. La fabbrica dei bambini è un romanzo sulla fragilità umana, sui tanti segreti e silenzi che accompagnano la nostra vita e, insieme, sui dilemmi morali che scandiscono i progressi della ricerca scientifica e delle sue affascinanti e a volte temibili conseguenze.

Stefan Brijs, classe 1969, vive vicino ad Anversa. Con La fabbrica dei bambini ha raggiunto un successo sensazionale in Belgio e Olanda. È autore di altri due romanzi: De verwording (sua opera prima del 1997) e Arend (2000).

Editore: Fazi Editore

Ninna nanna per piccoli criminali Di Heather O’Neill

Leggere questo libro significa fare a pugni con le parole, trascinare valigie in cui le bambole hanno i lividi. E’ una favola amarissima, che merita attenzione nelle mani che sfogliano le pagine.
A tredici anni la piccola Baby oscilla pericolosamente tra gli istinti infantili e le tentazioni dell’età adulta: è ancora abbastanza giovane da portarsi in giro le bambole in una valigia di plastica, ma è anche abbastanza grande da avere una conoscenza fin troppo approfondita e di prima mano delle crudeltà della vita urbana. Il linguaggio usato ovviamente non è di una bambina, ma di una donna con la vita sfatta.Orfana di madre, vive col padre, Jules, che invece di occuparsi di lei dedica ogni energia alla ricerca spasmodica e quotidiana di eroina. Ma Baby ha un dono particolare: è abilissima a intrecciare storie a partire dagli eventi più squallidi della sua esistenza e riesce in tal modo a garantirsi minime ma preziosissime briciole di felicità. Questo suo dono è commovente, la sua unica salvezza. La fantasia è un dono prezioso, sopratutto per lei, ma lo è per tutti.Sfortunatamente la sua acerba bellezza attira le mire di un affascinante e pericoloso pappone locale che è alla guida di un esercito di ragazzine tanto tristi quanto devote a lui. A questo punto vorresti essere la scrittrice e ha un’occasionale spettatore,magari un animo personaggio gli regaleresti una pistola per sparargli nelle gambe e liberare quella corte di principesse senza abiti Disney ricamati con brillantini verdi e coroncine. La situazione si fa insostenibile e persino Jules sembra accorgersene. Alla fine Baby comprenderà che la possibilità di salvezza sta solo nelle sue mani e che dovrà essere lei a tuffarsi con coraggio verso l’ignoto e il futuro.

Editore: Mondadori


N.P. Di Banana Yoshimoto
Recensione della Master Anita Blake.

Un romanzo che contiene un unico racconto, che parla di un romanzo che ne contiene almeno 98 di racconti? Banana riesce anche in questo.
N.P. è il nome di questo “romanzo nel romanzo” incompleto e “Centoracconti” (Hyakumonogatari) è una credenza secondo la quale, accendendo 100 candele e raccontandosi 100 racconti spegnendo una candela al termine di ognuno, si manifesti la presenza di una persona morta. L’N.P. di cui si tratta è scritto in lingua inglese e chiunque provi a tradurlo nella lingua giapponese, finisce con il suicidarsi prima di terminare il lavoro.

La solita Banana in vena di romantiche ghost-story? Sbagliato. N.P. è un libro che pur basandosi su questo pretesto iniziale, presenta meno marcatamente il lato paranormale rispetto al resto della produzione. Seppur presente come sottilissimo (e addirittura irrisolto, come la faccenda della “maledizione” e il vero significato dei suicidi) collante.
Lo svolgimento della storia è infatti accomunabile a Presagio Triste, anch’esso meno “paranormale” del solito, di cui N.P. ne è il degno successore, riuscendo a migliorarne lo stile e soprattutto il ritmo della storia, stavolta molto più robusta da seguire.
La vicenda accade tutta nel corso di una decisiva estate, dalla fine della stagione delle piogge fino all’arrivo dell’autunno. Sono presenti, oltre alla protagonista (compagna dell’ultimo traduttore di N.P.), altre figure tra i quali due dei comprimari, gemelli figli dello scrittore di N.P. che la protagonista rincontra dopo molti anni e, seppur conosciuti la prima volta solo di vista, si sentono subito inspiegabilmente legati per via di N.P., che sembra scandire ogni ora della loro vita.
Ma la cosa particolare di questo romanzo è il fatto che, tra i personaggi principali, la vera protagonista alla fin fine, probabilmente non è la voce narrante, ma lo splendido personaggio di Sui. Ragazza che entra in scena a metà del testo e che diventa il centro di tutto, per caratteristiche e motivazioni. Fantastico come Banana la abbia dipinta in un modo che sia il lettore stesso a giudicare se il suo comportamento è giusto o sbagliato, dipendentemente dalla sensibilità di ognuno.
Bellissimo come il finale del 98° racconto, è solo accennato ma mai descritto interamente. Eppure rimane impresso come averlo letto…
Gli argomenti trattati sono tutti molto adulti, si passa dall’incesto osservato con delicatezza e senza alcuna morbosità, all’esame del suicidio (visto in modo così differente in Giappone) sotto l’aspetto fisico e quello spirituale come può essere lasciar suicidare l’amore… l’amore che, vissuto nell’ambito dell’estate vissuta, è anche interpretabile con il colore dell’amicizia, trovata e perduta… ed accorgersi che il racconto incompiuto numero 100 sarebbe stato proprio questa estate.

Mi mancherà non avere una mia Sui, vorrei che suonasse alla mia porta a orari imprevisti e vivesse con me l’estate alle porte…

 

Questa settimana nella mia rubrica Libri inediti in Italia ho deciso di fornirvi una piccola lista di autori Uraban fantasy e Paranormal Romance, in passato inediti, ma ormai invece editi in Italia, così anche chi non può leggere in inglese potrà scoprire questi scrittori. Per abvere più informazioni su un autore cliccate sul suo nome e otterrete molte notizie interessanti.

Anne Rice, pubblicata da Tea (vampiri)

Stephenie Meyer , pubblicata da Fazi editore e Rizzoli (vampiri e altro)

Charlaine Harris , pubblicata da Delos (vampiri, licantropi e altro)

Tanya Huff, pubblicata da Delos libri (vampiri)

Melissa Marr , pubblicata da Fazi editore (faeries)

Lisa J. Smith, pubblicata da Newton Compton (vampiri)

Colleen Gleason, pubblicata da Newton Compton (vampiri)

J. R. Ward, pubblicata da Mondolibri Euroclub (vampiri)

Christine Feehan , pubblicata da Editrice Nord (vampiri e poteri psichici)

Laurell K. Hamilton , pubblicata da Editrice Nord (vampiri, licantropi, faeries e altro)

Susan Hubbard, pubblicata da Salani editore (vampiri)

Martin Millar, pubblicato da Fazi editore (licantropi)

Kit Whitfield, pubblicata da Einaudi (licantropi)

Cassandra Clare, pubblicata da Mondadori (demoni e altro)

Kim Harrison, pubblicata da Fanucci. (streghe, demoni)

Cate Tiernan, pubblicata da Mondadori (streghe)

Holly Black, pubblicata da Mondadori (faeries)

Margaret Mahy, pubblicata da Mondadori (streghe)

Curtis Klause Annette, pubblicata da Salani (vampiri)

Sergej Luk’janenko, pubblicato da Mondadoti (vampiri, streghe e altro)

 

 

 

 

 

 

SE MI SONO DIMENTICATA QUALCUNO FATEMELO SAPERE, MI RACCOMANDO. LA LISTA VERRA’ CONTINUAMENTE AGGIORNATA.

Recensione della Master Anita Blake.


L’estate dei morti viventi Di John A. Lindqvist, G. Puleo (Traduttore)

Immerse in una Svezia in preda a un “blackout al contrario”, tre famiglie vivono in prima persona il dramma della resurrezione dei morti, in un mix di horror e fantascienza.

Il secondo romanzo dell’autore di quel capolavoro che è Lasciami Entrare (nel libro troverete una chiara citazione…), si conferma sin dalla prima riga, quanto egli sia una vero e proprio maestro della sospensione dell’incredulità. Riesce infatti a trattare di un argomento ormai inflazionato come quello degli zombie, in maniera esemplare, uscendo da qualsiasi cliché, primo fra tutti il fatto che i “morti viventi” (questa la parola politically correct scelta dalle autorità) non siano i classici cannibali, ma c’è molto altro di totalmente originale.

Di “horror” inteso come “spaventoso e/o violento”, non c’è molto, nonostante sia presente e fondamentale la presenza del soprannaturale, ma soprannaturale in quanto “sconosciuto”, dove si cerca di rispondere alla grande domanda: “la morte è la fine di tutto?”.
A differenza di Lasciami Entrare, il senso del pericolo è sostituito dall’aumentata capacità di Lindqvist di ampliare le sue riflessioni durante la narrazione. Nei riguardi della morte, non è facile saper dosare l’ironia, malinconia e fredda considerazione dei fatti, così come riesce a fare l’autore.
Insieme a una sorta di sottile humor nero, trova spazio l’autoironia dell’autore: uno dei protagonisti è infatti un comico di mestiere, proprio come Lindqvist, un po’ il Giorgio Faletti svedese.
Per quanto riguarda la malinconia, il libro ne è cosparso, a discrezione della sensibilità del lettore, si viene coinvolti comunque nell’argomento della perdita delle persone care, con molte pagine piuttosto dolorose, nonostante l’autore non gestisca la morte con la dolcezza che può metterci una Banana Yoshimoto, è la gestione oltremodo realistica dei fatti a generare compassione e riflessioni importanti.

Saltuariamente, la narrativa del libro è intervallata da riepiloghi della situazione, con tanto di orari delle vicende e di come si sta muovendo la nazione per questa resurrezione che coinvolge solamente la Svezia e nessun altro luogo al mondo. Inoltre, ci sono anche stralci di articoli di giornale e, per dare ancora di più un tocco di realismo, addirittura alcuni in lingua originale!

Un racconto diverso da Lasciami Entrare (pur mantenendo lo schema di narrazione corale e intrecciata), diverso anche dagli schemi horror, ma altrettanto consigliabile, in quanto la narrativa scorrevole e potente di Lindqvist, nonostante non ci sia un finale poi così eclatante, lascerà sicuramente soddisfatti alla fine.

Quel che si dice un ottimo libro.

Dall’autrice rivelazione del thriller gotico italiano, due romanzi brevi affilati come un bisturi e un racconto che colpisce duro come un grosso calibro.

La bambola di cristallo di Barbara Baraldi.Il Giallo Mondadori presenta n. 9 – Supplemento al n. 2953

Una Bologna gotica e oscura. Una catena di delitti compiuti con macabra precisione e dipinti come quadri di inaudita ferocia. Un’indagine allucinata alla ricerca di un’assassina fatale e bellissima. Una campagna emiliana pervasa da un silenzio inquietante, lacerata da urla notturne simili a incubi senza fine. Due genitori che celano un segreto innominabile. Un enigmatico vecchio dagli occhi eterocromi e un cane come suo unico amico. Un labirinto di visioni oniriche dove i bambini svaniscono nel nulla.

se ne discute QUI:
Myspace di Barbara


Tradotto già in trenta Paesi e dopo 500.000 copie vendute arriva finalmente anche in Italia “Il diario del Vampiro. Il risveglio” un grande successo internazionale di Lisa Jane Smith e primo romanzo di una probabile saga.

Elena Gilbert è una ragazza d’oro, è bella, è brillante, ha tutto nella vita. Ma le sue giornate non hanno nulla di eccitante. Così, alla ricerca del brivido, intreccia una relazione con il tenebroso Stefan. Ma Stefan nasconde un segreto, un segreto misterioso che potrà sconvolgere per sempre la vita della protagonista… Ha inizio per Elena la più affascinante e pericolosa delle avventure. Una storia d’amore e odio, di luce e ombra, in cui Stefan e Damon, due vampiri fratelli, avversari in una guerra millenaria, si contenderanno il cuore della ragazza e il suo destino.

Lisa Jane Smith ha deciso che la scrittura sarebbe stata tutta la sua vita quando era ancora una bambina, e ha pubblicato il suo primo romanzo nell’anno in cui si è diplomata. Molti dei suoi libri (ad oggi ne ha scritti più di venti) sono ispirati agli incubi che vive lei stessa o che le raccontano gli amici. Vive in California, con un cane, tre gatti e all’incirca diecimila libri.

edito Newton e Compton


E’ arrivata finalmente in Italia un altra autrice interessante che da poco ha deciso di dedicarsi al genere vampiresco. Si tratta di Susan Hubbard. Potrete scoprire molte cose su di lei sul suo sito:

http://www.susanhubbard.com/

La sua serie vampiresca ha per protagonista una dodicenne, Ariella, ed è quindi dedicata ad un pubblico piuttosto giovane, ma il vero protagonista del romanzo è l’ambiente e il modo di vivere dellì’uomo moderno che viene ampliamente criticato. Una serie vampiresca atipica, dove l’elemento soprannaturale è usato come contorno a temi seri.
In Italia la serie è edita da Salani. Per ora solo il primo libro, ma il secondo è già disponibile in America e forse arriverà presto anche in Italia.

Trama: Ariella Montero sente di essere diversa. Non soltanto per l’educazione raffinata che ha ricevuto, ma per qualcosa dentro di lei, che scorre potente nel sangue. Ed è proprio sul sangue che suo padre, uno scienziato austero e taciturno, conduce misteriose ricerche. Questo e l’aspetto bello e signorile di Raphael Montero, mai sciupato dallo scorrere del tempo risveglia in Ariella dubbi e inquietudini: c’è una ragione per l’isolamento in cui vivono entrambi? Qual è stata la causa della morte della madre, che la ragazza non ha mai conosciuto? E perché Raphael non appare nella foto che Kathleen, giovane amica di Ariella, gli ha scattato? Poi, un giorno, un brutale omicidio sconvolge la quiete della comunità. Ariella scopre che tutta la sua vita fino a quel momento è stata avvolta nella menzogna: sua madre non è morta ma scomparsa. Profondo e appassionante, “Il sodalizio del sangue” stravolge i cliché del romanzo dell’orrore, e apre le porte di un inferno terrestre fatto di vampiri eruditi e ambientalisti, di uomini avidi di immortalità, di spiriti inquieti, dove gli umani sembrano attendere, fragili e indifesi, l’inizio della fine.


L’ospite Di Stephenie Meyer
Questo libro si stacca dall’universo della serie Twilight, per entrare in un mondo devastato da una invasione aliena.
Trama: Gli umani hanno perso e gli alieni, esseri incorporei, hanno posseduto gli umani. La voce narrante è proprio uno di questi alieni che con molta difficoltà cerca di imparare ad avere un corpo. Sapeva che avrebbe dovuto affrontare cose come: emozioni, sensi, sogni, menorie…ma non sapeva che avrebbe avuto una difficoltà in più: l’anima umana del suo corpo infatti rifiuta di andarsene e laciare a lui il posto. No, Melanie, non vuole andarsene e invece giorno e notte bombarda l’alieno con i suoi sentimenti e ricordi sull’uomo che ama: Jared, che è riuscito a sfuggire agli alieni e vive da fuggitivo. E l’alieno è incapace di separsi dal corpo e dall’anima di Melanie e inizia a provare gli stessi sentimenti per Jared. Così, alleati nonostante tutto, l’alieno e Melanie, si mettono in cerca di Jared.
Nonostante queste premesse la Meyer tiene a precisare che questo romanzo è molto umano. Non ci sono navi spaziali, armi laser, viaggi spaziali, ma semplicemente tanti sentimenti e una struggente storia d’amore.

breve estratto.
“Jared mi sorrise e le rughe agli angoli dei suoi occhi si incresparono. -Sono così felice di aver trovato un atro essre umano sopravvissuto.- disse. Il mio cuore sussultò. -Per favore non darmi un altro calcio.- aggiunse, mentre si chinava verso di me e mi prendeva il mento. Mi baciò di nuovo e stavolta lo sentiì. Le sue labbra erano più morbide delle sue mani e calde. Le farfalle esplosero nel mio stomaco togliendomi il fiato.

Mi svegliai. Ero coperta di sudore. Un altro sogno, di nuovo. Sempre lo stesso. Da sette mesi ormai. No, non un sogno, ma una memoria dell’essere che mi ospitava. Potevo ancora sentire le labbra di Jared sulle mie. La mia mano senza il mio permesso cercò nel letto al mio fianco il suo corpo e non lo trovò. Il mio cuore si ruppe ancora una volta mentre mi stemdevo di nuovo a fissare il soffitto. Non so per quanto potrò resistere ancora. Come si poteva vivere in un corpo le cui memorie rifiutavano di sparire nel passato a cui appartenevano. Come si poteva vivere venendo assaliti da tutte queste emozioni? Ormai non sapevo più nemmeno quello che io provavo. ”

Editore Rizzoli


La Zona cieca di Chiara Gamberale.
La zona cieca è tutto quello che gli altri – maledettamente e inevitabilmente – colgono di noi ma che a noi sfugge. Lo sa bene Lidia Frezzani, che ogni notte nella sua trasmissione radiofonica Sentimentalisti Anonimi accoglie le confidenze di persone smarrite e confuse. Ma smarrita e confusa è prima di tutto Lidia, da sempre in guerra con se stessa e con gli altri per conquistarsi l’impossibile controllo di ogni emozione, e che un giorno s’innamora di Lorenzo, uno scrittore quarantenne fascinoso e arrogante, totalmente annebbiato dal suo narcisismo. Comincia una storia d’amore dai ritmi serrati, fatta di bugie vere, supposte o mascherate, di tradimenti e piaceri perversi: quello che prova Lidia nello schiantarsi contro l’imperturbabilità e l’apparente indifferenza di Lorenzo, e quello di Lorenzo che sembra godere nel lasciarla fare. In un crescendo di tensione, di abbandoni e colpi di scena, nel continuo tragicomico cercarsi e ferirsi di Lidia e Lorenzo, all’improvviso arrivano le misteriose lettere di Brian, uno sciamano deciso a farsi improbabile protettore di questa improbabile vicenda. Brian ha un’anima e un passato ben precisi e non ha un volto: ma la sua presenza si dimostrerà incisiva. E la sua identità, come l’unica possibile… Con La zona cieca Chiara Gamberale vince una scommessa letteraria tra le più difficili: trasformare una storia d’amore in una vicenda così carica di rivelazioni che sarà difficile abbandonare questo libro senza arrivare alla sua ultima pagina, al suo finale inaspettato.

EDITORE: BOMPIANI

Salve a tutti, mi chiamo Weirde e sono stata invitata dall’autrice di questo blog, per collaborare con lei. Così, a partire da oggi, ogni vi settimana presenterò la mia recensione di un libro (o una serie di libri) ancora non pubblicato in Italia che ho letto in lingua originale. I miei generi letterari preferiri sono l’urban fantasy e il paranormal romance, ma leggo veramente di tutto.  Per iniziare bene questo appuntamento settimanale ho deciso di presentarvi una serie di libri scritta da una delle autrici che amo di più in assoluto.

Se avete voglia di leggere qualcosa di bello con protagonisti dei licantropi vi consiglio questa autrice caldamente. Scrive veramente bene, con uno stile chiaro e avvincente e le sue trame sono innovative e molto molto umane. Infatti una delle mie serie di libri preferite in assoluto è la serie di Mercedes Thompson di Patricia Briggs, per ora inedita in Italia. Si compone, fino ad oggi, di 3 romanzi più un racconto breve, ma La Briggs ha fatto sapere che in tutto i libri della serie saranno 7.

Sito dell’autrice: http://www.hurog.com/

1. Moon Called (2006)

 

Trama: 

Mercedes, è una camminatrice, il che significa che può trasformarsi in coyote, non grazie al virus della licantropia, ma grazie alla magia che le scorre nel sangue e che ha ereditato dal padre indiano. Padre che è morto prima della sua nascita. Perciò lei, per quanto ne sa, è l’unica rimasta con questi poteri. E’ stata cresciuta in un clan di licantropi fino a sedici anni e poi ha finito gli studi e ha cominciato a farsi strada da sola. Ora, è una meccanica, il cui ex capo è un fae, una creatura fatata, tra i suoi clienti c’è un vampiro, e il suo vicino di casa è Adam, l’alpha del clan di licantropi della città. Insomma, si può dire che ha una vita interessante, che si complica ulteriormente quando Adam viene ferito e lei sceglie di aiutarlo…

1.5. Alpha and Omega (racconto inserito nell’antologia On the prowl)

book cover of On the Prowl by Patricia Briggs, Karen Chance, Sunny and Eileen Wilks

Questo racconto è ambientato temporalmente durante Moon Called. Charles, fratello di Samuel, si reca a Chicago per indagare su quanto Mercy ha scoperto. Non immagina che durante la sua missione incontrerà una ragazza-licantropo che risveglierà gli istinti del suo lupo che in lei riconosce la sua compagna perfetta.

 

2. Blood Bound (2007)

 

book cover of Blood Bound (Mercedes Thompson, book 2) by Patricia Briggs

Trama:

La vita di Mercy si è molto complicata da quando Samuel, il suo primo amore, e Adam, il suo vicino, hanno cominciato a corteggiarla. Entrambi sono licantropi e se non farà presto una scelta, finiranno per azzannarsi. A complicare ulteriormente le cose, Stefan, uno dei suoi clienti e un vampiro, le chiede un favore. Lei decide di aoutarlo, ma se ne pentirà, perchè scoprirà che i vampiri odiano i camminatori come lei……

3. Iron Kissed (2008)

 

book cover of Iron Kissed (Mercedes Thompson, book 3) by Patricia Briggs

Trama:

Stavolta Mercy deve aiutare, Zee, il suo ex capo, accusato di omicidio. Per provare la sua innocenza dovrà entrare in contatto con il mondo fae, molto pericoloso e misterioso. Per fortuna può contare sull’aiuto di Adam e Samuel, tra cui deve scegliere un compagno…..

4. Bone crossed

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it will be realeased a Febbraio 2009 (che lunga attesa!)

 

A luglio Patricia Briggs pubblicherà inoltre il primo libro di una nuova serie (spin-off di quella su Mercedes) dedicata ai personaggi del suo racconto breve, Alpha e Omega, con protagonisti Anna e Charles, e che si intitolerà Cry wolf.

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Lei che nelle foto non sorrideva Di Cinzia Bomoll
Una madre muta e immobile come una bambola rotta, un padre che ha piùdimestichezza con i maiali che con gli esseri umani. Ester e Alice, duesorelle gemelle legate nell’anima da una dipendenza reciproca e feroce,crescono in un paesino nebbioso e anonimo vicino Modena. Ester, con i capellitinti di nero, autolesionista e sessualmente promiscua, mette in scena fintisuicidi come il protagonista del suo film preferito, e si lascia fecondare dalmale e dall’amore. Alice, bionda, sessuofoba e intransigente, sembra inveceaccordata sulla nota stonata di una purezza ombrosa e risentita. Sullo sfondodi una provincia emiliana monotonamente verde finiscono negli stessi buchineri, inghiottite dall’insoddisfazione e dalla rabbia.

Editore: Fazi


Cacciatori di vampiri di Colleen Gleason
Da generazioni i Gardella sono cacciatori di vampiri: al compimento della maggiore età i discendenti sono chiamati ad accettare il destino della famiglia. Questa volta la prescelta è Victoria. Mentre la stia vita si snoda tra la folla delle sale da ballo e le strade solitarie illuminate dalla luna, il suo cuore è diviso tra il più ambito scapolo di Londra, il marchese di RockLey, e il suo enigmatico alleato, Sebastian Vioget. E quando si ritroverà faccia a faccia con il pii potente vampiro mai esistito sulla terra, Victoria dovrà compiere la scelta estrema tra amore e dovere.
Ambientato tra gli splendori e le ombre della Londra di inizio Ottocento, Cacciatori di vampiri è un’appassionante storia di sangue, di soprannaturale, d’amore e morte. L’inizio di una saga, quella dell’Eredità dei Gardella, destinata a travolgere i lettori.
La storia della famiglia Gardella è veramente affascinante e prende l’avvio quando il primo Gardella fu chiamato a combattere i vampiri nel primo secolo a Roma, i componenti della famiglia Gardella sono stati scelti per assumere il compito di liberare il mondo dei malvagi non morti.
prescelti faranno una serie di cinque orribili sogni e saranno istruiti al compito e dovrà superare una prova: cacciare e uccidere un vampiro.
Ora questa terribile scelta è caduta su una ragazza: Victoria. Riuscirà a superare la prova?

Newton Compton editori, collana Nuova Narrativa Newton 90, pag. 276, euro 9,90
ISBN 978-88-541-0961-2

Echo di Francesca Lia Block. Vi ricordate Angeli Pericolosi? Il team di libri metropolitani ha perso la testa per quel romanzo e finalmente la Elliot edizioni pubblica un nuovo romanzo della stessa autrice.

Echo è giovane. Ha un nome da ninfa eppure non si sente a suo agio: un brutto anatroccolo. Ha una madre troppo bella, un angelo o una dea, e un padre troppo intelligente, un artista maledetto. Quando il padre si ammala gravemente e la madre si dedica soltanto a lui, troncando qualsiasi legame con il mondo esterno, Echo esplode. Va in pezzi. Si tinge i capelli di verde, dimagrisce, si fascia in abiti punitivi. Inizia a vagabondare pericolosa e pericolante tra i rischi e le facili attrattive di una città che sembra uscita dal mito ed è invece fin troppo reale, “una città di maghi, stelle del cinema e pagliacci innamorati”. Fantasmi e vampiri e fate e sirene e scheletri, ma anche ragazzi e ragazze alla disperata ricerca di dolcezza e verità, la accompagnano o le sbarrano il cammino. Echo vuole essere vista, considerata. Vuole essere amata, e per questo è disposta a rinunciare a tutto. Anche a se stessa, con il rischio di non rimettere a posto i tanti pezzi in cui si è rotta, con il rischio di rimandare un lieto fine nel quale inconsapevolmente spera.

Editore: Elliot Edizioni


La ragazza dei miei sogni di Francesco Dimitri.
Cosa succede quanto incontri la ragazza dei tuoi sogni? Cosa succede se dopo un lungo periodo di solitudine giunge la ragazza perfetta, l’incarnazione di ogni tuo desiderio d’amore, di sesso, di amicizia? Potresti semplicemente esserne felice. Ma potresti anche incontrare un mago punk, svelare l’Incanto che scorre tra le strade di città, scoprire che la realtà nasconde meraviglie ed orrori di cui non sospettavi l’esistenza. E potresti perfino capire a chi Domenico Modugno ha davvero dedicato Il Vecchio Frac. Perché ogni amore presenta un volto oscuro, e dietro ogni sogno l’incubo è in agguato. Non è possibile affrontarlo senza sacrificare qualcosa.
Chi non ha paura dell’amore non lo conosce.

Dello stesso autore a giugno….
Nelle notti romane ci sono bambini che sognano, e che nel sogno, ogni volta, ripetono il viaggio verso una grande isola che non c’è. Nelle notti romane ci sono ville borghesi illuminate dalla luna piena, e dai giardini delle ville spesso s’innalzano, non visti, dei mastodontici galeoni pirata. Nelle notti più fredde di una Roma moderna, pulsante, segreta, qualcuno ormai comincia ad avvertirlo: uno spirito folle sta bussando alla porta, uno spirito anarchico, pronto a tornare per rapirci. Qualcuno lo vuol chiamare Peter; un tempo era noto come Pan.

Tra mito, pop, psichedelia e vecchio racconto d’avventura, Francesco Dimitri riesce a costruire un romanzo affascinante nei toni e nelle suggestioni quanto avvincente nella trama. A cento anni di distanza dalla sua prima comparsa, il Peter Pan di Barrie rivela oggi più che mai la propria carica eversiva, la propria primordialità vitale, il proprio rifiuto verso ogni forma di dogmatismo. Nei cieli di Roma lo scontro si sta preparando: bambini e pirati, vecchie e nuove divinità, in un’inquietante favola nera che finirà per insegnarci come, talvolta, per vedere il mondo del sogno dal mondo reale, non serva altro che alzare la testa.

Francesco Dimitri

Togneri S. Cose da non dire
240 pagine che vi terrano con il fiato sospeso.Una telefonata nel cuore della notte sveglia Gerardo Ferri, un giovane gioielliere fiorentino. Una donna urla disperata che la vogliono ammazzare e implora il suo aiuto. Dieci minuti dopo è troppo tardi. Ferri va all’appuntamento e scopre un corpo disteso senza vita in una cabina telefonica, il ricevitore che penzola nel vuoto, una pozza di sangue che si allarga sulla lamiera grigia del pavimento. Chi è stato? E perché quella perfetta sconosciuta ha chiamato proprio lui? Chi le ha dato il suo numero? Ma Ferri non fa in tempo a riordinare le idee, arrivano i carabinieri e lo arrestano. È caduto in una trappola. Qualcuno lo ha incastrato.
Da quel momento non avrà al suo fianco che Rebecca, la sua ragazza, la sua candida anima gemella. Fino a quando… Perché nulla è come sembra e dietro l’apparenza ordinata e un po’ scialba di tante vite qualunque si nascondono finzioni, segreti inconfessabili, vendette. Quella di Gerardo Ferri sarà una lenta discesa all’inferno, tanto più terribile perché coinvolgerà gli affetti più cari e sporcherà di sangue le mani più insospettabili. Fino alla catarsi finale, inevitabile e sconvolgente.

Qualche informazione sull’autore:
SIMONE TOGNERI si è diplomato in pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Presso le Edizioni L’Età dell’Acquario ha pubblicato il suo primo romanzo, Dio del Sagittario.

edito:l’età dell’acquario


La mano che non mordi Di Ornela Vorpsi

Esiste una lingua per raccontare lo spaesamento? Tutto parte da un viaggio aSarajevo: un tuffo nel cuore dei Balcani, generoso e polveroso come neiricordi d’infanzia. Qui la pioggia bagna la pelle più in profondità chealtrove. La morte è più sorprendente e ha più sapore. Come un assedio, ad ognipasso risuona “l’esperanto balcanico”, quel linguaggio inudibile e perentorioche non è possibile lasciarsi alle spalle. Un romanzo vivo, caustico, unascrittura apolide leggera e penetrante come le emozioni di cui si nutre.Ornela Vorpsi è nata a Tirana, dove ha vissuto fino a 22 anni. Ha studiatoBelle Arti in Albania, poi, dal 1991, all’Accademia di Brera. Scrive initaliano. Il suo primo romanzo, “Il paese dove non si muore mai”, ha vintocinque premi ed è stato tradotto in dieci paesi.
Editore: Einaudi
Data di pubblicazione: Jan 01, 2007

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Presa elettrica Di Taguchi RandyDopo una notte di sesso con il suo collega Rimura (una notte tanto intensa dafarla sentire come rinata), la giovane broker Yuki tornando a casa scorge inlontananza suo fratello Taka con il loro cane Shiro. Eppure questo dovrebbeessere impossibile visto che il cane dovrebbe essere morto da parecchi anni.Poco dopo Yuki riceve una telefonata dei suoi genitori che le annuncia lascomparsa di Taka, apparentemente lasciatosi morire di inedia nel proprioappartamento e ritrovato praticamente decomposto circondato solo da prese dicorrente nella casa vuota. Per Yuki è l’inizio di un viaggio alla scoperta delmistero dietro la morte del fratello che la porterà a conoscere anche ilproprio straordinario potere di sciamana sessuale.
L’indagine procede spaziando dall’antropologia alla neuropsichiatria parallelamente all’aggravarsi delle sue condizioni e sfocia in una crisi schizoide delirante nel corso della quale Yuki giunge all’intuizione dell’intima struttura spirituale dell’universo. Superata la crisi, Yuki rinasce a nuova vita come “presa elettrica”, ovvero come una sorta di neosciamana metropolitana in grado di rimettere in contatto con la dimensione cosmica originaria coloro che dell’aspetto più pedestre, massificato e straniante della vita quotidiana risentono in maggiore misura.

Editore: Fazi
Data di pubblicazione: Jan 01, 2006


Elizabeth Hand :Non credere ai tuoi occhi
Un thriller letterario per un’autrice definita un’unione di Patricia Highsmith, Patricia Cornwell e Patty Smith.
Su un’isola sperduta al largo della costa del Maine, Cass Neary, fotografa minore della scena alternativa newyorkese da tempo caduta in disgrazia, si gioca la sua ultima carta. Con un’intervista per una famosa pubblicazione ad Aphrodite Kamestos, artista maledetta degli anni Settanta, nota per le sue immagini crude e rivelatrici, ancora seguita da un folto gruppo di fan, da un vero e proprio culto. Durante i colloqui con l’anziana Aphrodite, Cass sente che la donna nasconde qualcosa di oscuro; una sorta di ombra, che sembra estendersi su tutto e su tutti. Quando cominciano le prime sparizioni nel cuore di un inverno che ghiaccia l’oceano, Cass si trova coinvolta suo malgrado e comincia a cercare, a investigare, fino a giungere a una conclusione inaspettata, fino a comprendere gli orrori che un senso distorto della fama e del successo possono partorire… Un romanzo claustrofobico che sfida le tradizioni del genere uscendone a testa alta, stringendo il lettore nella salda morsa del male, della follia e del

Elliot edizioni.
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